Utente 150XXX
Gentile Dottore,
sono disperata, non ce la faccio più.
E' dal 11/02 che mio padre è ricoverato nel reparto di Urologia al Cardarelli di Napoli. Gli è stata diagnosticata una pielonefrite acuta al rene destro. In più è diabetico, ha un calcoletto incastrato nell'uretere e una piccola ciste al rrene sinistro.
Dopo un iniziale miglioramento, la situazione adesso è stabile, anzi sembra che le cose stiano peggiorando. E' dimagrito parecchio, ha un gonfiore al lato destro dell'addome, dolori e bruciori di stomaco e di sera gli sale sempre un po' di febbre che talvolta sfiora i 38°.
Non riesce ad urinare, non so per quale arcano motivo gli hanno tolto il catetere ma, questa notte, gliel'hanno dovuto rimettere con urgenza.
Come terapia, all'inizio gli somministravano dei liquidi via flebo contemporaneamente agli antibiotici e albumina. Ora viene solo curato con antibiotici via flebo e due siringhe di ferro al giorno.
La mia sensazione è che non stiano facendo tutto il dovuto.
Fa la spola tra il reparto di urologia e il reparto di nefrologia, il nefrologo dice che è un problema dell'urologo e viceversa.
Mi sono un documentata un pochino sull'argomento leggendo alcune testimonianze su internet. In tutti i casi venivano subito richieste scintigrafia renale, urografia ed esame delle urine. A mio padre non hanno fatto nulla di tutto ciò. Gli continuano a fare solo ecografie ed il responso è: non c'è dilatazione.
Dapprima mi tenevano informata sull'andamento delle analisi del sangue, ora neanche più questo. Una settimana fa mi dicevano che le piastrine e la creatinina erano in salita, ora di quest'ultimi non si sa più niente ma ho scoperto che ha la sideremia bassa.
Non ci sto capendo più niente. Vedo mio padre poltrire in un letto (per i primi 10 gg in barella) da ben 20 gg senza aver concluso nulla. Mi sembra di essere tornata al punto di partenza.

Gentile Dottore, dall'alto della sua esperienza, i dottori del Cardarelli di Napoli, stanno curando mio padre in modo giusto?
E' un problema di urologico o nefrologico?
Sarebbe il caso di portare mio padre da un nefrologo/urologo privatamente?

La ringrazio anticipatamente.

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Dr. Filippo Mangione
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Gentile Signora,

è impossibile, data la genericità delle informazioni riportate, e anche ingiusto giudicare l'operato di colleghi che hanno "sotto mano" suo padre.

Si tratta, a quanto racconta, di un problema che necessita di una strettissima collaborazione tra urologo e nefrologo (ed eventualmente infettivologo, diabetologo...), piuttosto che di un "rimbalzo" di competenze.

Tenga presente che, se suo padre acconsente, lei ha comunque tutto il diritto di essere informata sulla situazione clinica. La domanda la faccio a lei: ha ancora la necessaria fiducia nei medici che hanno attualmente in cura suo padre?

Cordialità