Utente 412XXX
Gentili Dottori,
a mia madre è stato prospettato un intervento chirurgico per il prelievo di osso autoctono poiché non l'arcata superiore non presenta sufficiente spessore osseo per l'inserimento di impianti.

Navigando un po su internet ho letto di altre tecniche meno invasive per la rigenerazione ossea tramite l'iniezioni di materiali compositi - trovando oggi stesso la notizia del brevetto di un nuovo materiale bioceramico.

Mi hanno parlato molto bene dell'Istituto Ortopedico Galeazzi, ciò che volevo comprendere è se per tali interventi esiste la convenzione con il SSN o se sono a regime privato.

Distinti saluti,
Luca

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Dr. Antonio Maria Miotti
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Gent.mo Sig.re,
è stato suggerito a Sua madre l'utilizzo di osso "autologo" (prelevato dal paziente) perchè è tutt'ora considerato il "gold standard" (soluzione ideale) a livello internazionale.
Tuttavia esistono molte alternative valide ed accettabili, applicabili da caso a caso: dall'osso di banca dei tessuti (da donatore) fino a materiali sostitutivi di vario tipo.
In alcune situazioni l'osso autologo rimane la prima scelta (gravi atrofie, presenza di tessuti cicatriziali, esiti di processi flogistici,...) per evitare il rischio di un insuccesso clinico.
Cordiali saluti