Utente 314XXX
Gentili Dottori,vi ringrazio inanzitutto in anticipo per la disponibilita' e passo subito alla mia problematica;un mese fa'sono incappato in un sito che trattava di esercizi di penis enlargement e visto che riguardava una "certa logica" per "effetti benefici" del pene,da vero stupido ho iniziato a praticarli per una durata di 5 settimane,quando al termine di quest'ultima ho iniziato ad accusare un dolorino/fastidio sull'asta del pene nella parte sx in prossimita' della base.Ho come una sensazione da strappo(?).Questo sintomo mi rimane costante per tutta la giornata e mi perseguita da oramai un mesetto.Aggiungo che ho una lieve curvatura verso sx congenita(almeno penso).A questo punto vi chiedo di cosa potrebbe trattarsi e se potrebbe recarmi danni permanenti,o altre conseguenze.Inoltre chiedo che se eventualmente questo dolorino/fastidio si attenuasse,potessi evitare un eventuale visita cosi' da cancellare per sempre questa brutta esperienza dalla mia vita.Infine se praticare sport puo'peggiorare la situazione.Con questo consulto spero di chiarire a me e credo a molte altre persone interrogativi riguardo le conseguenze che portano a chi pratica questi tipi di esercizi.Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro letore,
interrompa qualsiasi esercizio di "penis enlargement" sono inutili e possono creare i disturbi da lei avvertiti su base irritativa di tipo post-traumatico. Purtroppo non posso non consigliarle un controllo diretto andrologico . Ne approfitti per parlare con il suo futuro andrologo anche del suo "problema anatomico": la sua curvatura peniena.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#2] dopo  
Dr. Roberto Mallus
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Concordo indubbiamente con il collega
Cordiali saluti
[#3] dopo  
Utente 314XXX

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Grazie del consulto fornito...ho tralasciato,ingenuamente,che una conseguenza dell'accaduto e'stata la formazione di una specie di cordoncino nel punto in cui ho avvertito dolore...Non ho ancora capito il grado di pericolosita' di tutta questa faccenda?????
[#4] dopo  
Dr. Daniele Masala
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POZZUOLI (NA)
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Questo è il motivo per il quale noi urologi sconsigliamo sempre vivamente l'uso di qualsiasi di questi dispositivi!
Mi auguro di no, ma potrebbe essersi formata una placca di induratio penis plstica secondaria al traumatismo ricevuto.
Le suggerisco una visita urologica nella sua zona.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
spero proprio che Lei non abbia esiti spiacevoli a carico delle strutture anatomiche del pene, derivanti dallo sconsiderato uso di alcuni dispositivi/marchingegni tanto pubblicizzati, oppure dalla pratica di estenuanti esercizi manuali tesi all'llungamento dell'organo. Non solo gli Urologi ma anche gli Andrologi, e direi anche tutti i Medici con un minimo di coscienza professionale, sconsigliano il ricorso a tali pratiche.
Tuttavia credo che qualcosa Le sia di certo accaduto, almeno stando a quello che Lei descrive. Potrebbe darsi che gli "esercizii" abbiano magari svelato una patologia indurativa peniena latente, oppure che si tratti di semplici (ma deleteri al massimo) esiti cicatrizaili per microtraumatismi ripetuti... questo non si può dire via e-mail.
Le consiglio quindi al più presto una visita di controllo specialistica, il cui esito mi piacerebbe conoscere.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
il "cordocino" da lei avvertito potrebbe indicarci la presenza di una flebite o una linfangite post microtrauma. A maggior ragione, senza tergiversare oltre, le consiglio un controllo andrologico.

Giovanni Beretta.
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non credo possa trattarsi di una flebite o linfangite. I segni della flebite superficiale o della linfangite non si limitano alla palpazione di strutture più o meno simili a "cordoncini", ma sono sempre accompagnati da edema (gonfiore locale), eritema (colorazione rossastra o bluastra della cute sovrastante), dolore locale più o meno intenso. Potrebbe semmai, ma molto in toria, trattarsi di una flebotrombosi, cioè per sempliicare, di una vena con processi sclerotici da apposizione interna di piastrine. Anche in tale caso, seppure non necessariamente, dovrebbe sussistere all'anamnesi un episodio flogistico, essendo piuttosto rare (ma non impossibili) le forme "flebotrombotiche" pure.
Per tutti i dubbi che ho sollevato è indispensabile, come Le ho detto, sottoporsi ad un controllo Medico. Me ne faccia sapere l'esito.
Affettuosi auguri.
Prof. Giovanni MARTINO
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
per precisare ciò che ho affermato forse un pò frettolosamente (come ipotesi) e che il più giovane collega Martino ha subito corretto anche se in modo un pò incomprensibile e confuso (termini come episodi flogistici si usano solo tra adepti di Esculapio), una flebite è una infiammazione che colpisce soprattutto le vene superficiali ,come quelle del pene , con i sintomi descritti dal giovane Martino. Quando l'infiammazione non è dovuta ad un trauma ma ad un coagulo di sangue che ostruisce il vaso si parla di tromboflebite. Penso di aver chiarito il mio semplice pensiero e concludo con un detto fiorentino che mi sembra calzare in questo frangente "Tristo l'allievo che non supera il maestro".
Detto questo poi concordo anch'io per una verifica sul campo della sua situazione clinica.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta.
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
no non ci siamo proprio. Diagnosi affrettate e supportate da basi anatomopatologiche e fisiopatologiche molto ma molto incerte e non solide.
Come qualsiasi studente del Corso di Laurea in Medicina e Chirugia ben sa, altrimenti il mio esame non lo supera, la flebite è un processo infiammatorio acuto che colpisce una vena, sia essa superficiale che profonda. Definizone basale e generica. Può avere orgini batteriche o virali. La flebite può facilmente ma non necessariamente (occorrono altri fattori favorenti) complicarsi con una trombosi, cioè con una apposizione di un "tappo" piastrinico che può, parzialmente o totalmente, ostruirne il lume. Nella tromboflebite, il processo infiammatorio PRECEDE quello trombotico.
Nella flebotrombosi avviene esattamente il contrario, il "tappo" piastrinico si forma indipendentemente da processo infiammatorio, e in questo caso sono spesso invocati fattori diversi da quelli infettivi (traumi, compressioni, posizioni viziate, sforzi eccessivi). La terapia medica di queste due entità nosologiche è diversa.
Ora Lei probabilmente non ha nè l'una e nè l'altra.

Esco dallle regole del Forum solo per un istante e concludo che spesso, quando le motivazioni, gli stimoli e le soddisfazioni di una lunga carriera vengono a mancare, le cose son due: o si è sbagliato in qualcosa, ma ormai è troppo tardi per rimediare, oppure è il momento di appendere il fonendoscopio al chiodo.
Purtroppo... anche se a vedersi non si direbbe :o) ... io ed il "simpatico ed ironico" Collega Beretta siamo coetanei. Solo che io non ho nessuna intenzione di andare in pensione...ma questa non deve rappresentare una regola universale :o)

Credo che queste note di costume a Lei interessino poco. In questo Forum si risponde agli Utenti. Le diatribe fra Medici vanno chiarite negli ambienti naturali: congressi e simposi. Attendo con ansia una occasione del genere.
A Lei rinnovo gli auguri a stare davvero tranquillo.
Affettuosi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO


[#10] dopo  
Utente 314XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Prof.Giovanni Martino,ho effettuato la visita andrologica e dopo una ecografia il dottore mi ha diagnosticato una presenza di area goecogena(???calligrafia non bene decifrata)di 4 mm laterale al corpo cavernoso sinistro.Niente di grave secondo lui,curabile con anti-infiammatori(1 settimana di nimesulide in supposta seguita da 10/15 gg di flaminase e 10/15 gg di massaggi con essaven gel).Inoltre potevo praticare senza problemi attivita' sessuale.Ci terrei a sapere un suo parere dato che ho notato in fase di masturbazione che qualcosa sembra cambiato....nel momento della "quasi eiaculazione"(per provare a spiegarmi meglio..cioe' quando ancora non si vuol venire e ci si ferma)la "pompata" non e' piu'carica come prima.Difficile da spiegare ma vorrei capire se si tratta di un danno permanente oppure dovuto agli anti-infiammatori.Sinceri ringraziamenti.
[#11] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
al di là della terapia farmacologica, su cui sarebbe facile concordare, io non ho capito quale diagnosi il Collega Le ha proposto. Potrebbe essere più preciso?
E se può mi definisca meglio questa benedetta "pompata" che non va bene :o) :o)
La ringrazio e Le invio cordiali saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#12] dopo  
Utente 314XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Prof.Giovanni Martino,mi scuso per i tempi di risposta ma ho una disponibilita'a collegarmi precaria....purtroppo quello che sono riuscito a decifrare nella diagnosi e'riportato nella precedente richiesta e'di piu'non e'comprensibile...per quanto riguarda la benedetta "pompata" provo a spiegarmi meglio...si tratta del momento subito prima che lo sperma sta'per fuoriuscire,come dire,cioe'quando il glande diventa bello gonfio e pronto al getto.Ho appena concluso la cura e noto ancora la presenza del cordoncino e ogni tanto(molto + raramente) ancora un lieve fastidio(molto piu'ridotto).Lei crede che sia questione solo di tempo per ripristinare il tutto o meglio ripropormi ad un'altra visita??Le mie paure sono i danni permanenti anche se spero che in 5 settimane di esercizi sia raro che accada...Rinnovo sinceri ringraziamenti
[#13] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
se la situazione sembra essersi stabilizzata ed i sintomi ridotti o scomparsi, direi che attendere un ragionevole lasso di tempo, prima di un nuovo controllo clinico, non sia sbagliato. Forse sarà il caso di insistere con la terapia ma il problema, secondo me, rimane sempre quello della diagnsoi di certezza. Insomma che cosa sarebbe questo cordoncino? C'era anche prima della messa in pratica degli esercizi? E' peggiorato dopo gli stessi? Potrebbe essere un inizio di placca indurativa? Ecco le domande a cui dovrebbe far fronte il Collega Specialista che La segue.
Mi faccia sapere l'evoluzione della faccenda.
Affettuosi auguri e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO