Utente 351XXX
buongiorno, vi chiederei un consulto sul seguente referto relativo a mammografia eseguita su mia madre (72 anni):

Mammografia clinica
All'esame clinico si apprezza lieve deviazione e retroazione del capezzolo destro; coesiste formazione nodulare retroareolare di consistenza dura ed a contorni piuttosto irregolari. Mammella con pattern di tipo fibroadiposo. A destra, in situazione retroareolare, si osserva opacità circoscritta di cm. 2 circa di elevata densità ed a contorni irregolari, spiculati. Assenza di microprecipitati calcici sospetti. L'esame è stato integrato con ecografia che conferma la formazione suindicata che all'ecografia ha un diametro massimo di cm. 2,3. Voluminoso linfonodo con ilo eccentrico nel cavo ascellare destro. Necessita eseguire core-biopsy ecoguidata della lesione e successivo videat chirurgico.

Per affrontare al meglio la situazione vorrei avere, se possibile, delucidazioni in merito agli esami prescritti (cos'è esattamente una "core-biopsy ecoguidata della lesione e successivo videat chirurgico") , al quadro clinico che si evince dagli elementi emergenti (formazione irregolare e densa, presenza di linfonodo, assenza di calcificazioni) e sulle diverse possibilità chirurgiche e terapeutiche sia in caso di esito positivo che di esito negativo della biopsia.

Grazie infinite, Stefano
[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente,
da quanto mi descrive è probabile che la biopsia ecoguidata possa confermare il sospetto clinico-strumentale di una neoplasia
T2 con coinvolgimento dei linfonodi ascellari.
L'esame clinico e mammografico impongono una terapia chirurgica, se non vengono dimostrate altre localizzazioni della malattia, indipendentemente dal risultato della biopsia ecoguidata, anche se
questa non dovesse risultare adeguata ai fini diagnostici.
Ci tenga, se lo desidera, informati sul completamento dell'iter diagnostico.
Cordiali saluti
Salvo Catania
www.senosalvo.com
[#2] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Caro Stefano,

concordo con il Collega Dr. Catania. Sicuramente è necessario caratterizzare chirurgicamente la lesione descritta per evidenziarne tutte le caratteristiche ed impostare la metodica di cura più idonea. Ci tenga aggiornati se lo ritiene opportuno.

Molto cordialmente

Dr. Carlo Pastore

[#3] dopo  
Dr. Francesco Paolo Pantano
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Gent.le Sig.Stefano
Quanto le è stato detto è molto chiaro e io concordo a pieno, si affidi ad un buon chirurgo che le spiegherà di persona come stanno le cose e procederà nell'atto terapeutico ( può evitare la biopsia in quanto l'indicazione a ricorrere alla chirurgia è sia clinica che radiografica.
Cordiali saluti
Dott.Francesco Paolo Pantano
[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania
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La biopsia può essere utile perchè in caso di adeguatezza ai fini diagnostici, permetterà di saltare la fase di accertamento istologico intraoperatorio.
[#5] dopo  
Utente 351XXX

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Gentili medici,
anzitutto vi ringrazio di cuore per le risposte così sollecite; per mia parte vi terrò informati circa gli esiti della biopsia che si effettuerà mercoledì prossimo (23 maggio).
Per capire fino in fondo quanto mi avete espresso nei consulti, potrei chiedervi se, qualora fosse confermata la neoplasia, la terapia chirurgica sarebbe immediata soltanto nel caso in cui la lesione fosse localizzata alla mammella e non estesa ad altri organi? E anche l'estensione ai linfonodi ascellari richiederebbe una terapia preparatoria all'intervento?
Grazie ancora, Stefano
[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania
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1)SI
2)No. si procederebbe allo svuotamento ascellare contemporaneamente al trattamento chirurgico del tumore primitivo della mammella.
[#7] dopo  
Utente 351XXX

Iscritto dal 2007
Gentili medici, come d'accordo, trascrivo qui sotto referto core-biopsy:

Due frustoli agopioptici di parenchima mammario entrambi sede di carcinoma infiltrante costituito da nidi o filiere di cellule piuttosto monomorfe con occasionali elementi più anaplastici e scarsa attività mitotica. La neoplasia mostra marcata reazione desmoplastica ed elastosica e figure sospette di linfangite neoplastica.

NHSBSP B5(b) IDC G2(nel campione in esame

Ovviamente quanto ci è stato spiegato di tutto questo è soltanto che si tratta di un carcinoma "non particolarmente aggressivo". Il chirurgo è orientato per un intervento conservativo con rimozione del quadrante centrale e svuotamento ascellare senza linfonodo sentinella e senza ricostruzione plastica. Vi chiedo, se possibile, soltanto pochi chiarimenti.
1. perché è un carcinoma "non particolarmente aggressivo"?
2. è condivisibile non procedere alla prova del linfonodo sentinella?
3. per l'intervento conservativo, con perdita del capezzolo, non è mai prevista ricostruzione plastica contestuale all'intervento?

Grazie infinite ancora da Stefano