Utente 152XXX
Buongiorno,
sono un ragazzo di 27 anni, da ormai 15 anni sono a conoscenza di avere un prolasso mitrale. Il prolasso all'ultimo controllo eco del 2004 era considerato lieve con lieve insufficienza mitralica. Ho fatto un controllo da pochi giorni e il risultato dice insufficienza mitralica medio-severa, mi hanno raccomandato un consulto da cardiologo per seguire la mia situazione. Poiché ho fatto una visita cardiologica ma l’unica cosa che ho ottenuto è stato essere rimandato ad altri colleghi cardiologi vorrei approfittare della vostra disponibilità per avere delucidazioni a riguardo. L’ultimo controllo è stato affrontato con una frequenza cardiaca molto alta e con battiti molto forti (sono una persona abbastanza ansiosa), è possibile che questa condizione abbia influito sull’entità del rigurgito mitralico? È stato inoltre riscontrato una dilatazione dell’atrio sinistro (42 mm) e del ventricolo sx (54 mm). Il medico curante mi ha detto che la dilatazione del ventricolo che 4 anni fa era a 51 mm può essere dovuta al fatto di avere iniziato attività sportiva non agonistica di tipo aerobico (nuoto) mentre il cardiologo dice che non c’entra niente, quale delle due può essere l’opinione esatta? Inoltre ho notato che la dilatazione dell’atrio è stata in linea con gli esami passati, nel 2002 era 38mm, nel 2004 39mm, 2010 42 mm, cosa può voler dire questo? Che era una cosa già in atto negli anni passati ma sempre considerata priva di importanza perché le dimensioni erano nei limiti? Premetto di aver cambiato costituzione negli ultimi 8 anni accrescendo il livello di massa muscolare e di non avere sintomatologia che possa ricondursi all’aggravarsi dell’insufficienza mitralica (non sono mai stato una persona con molta resistenza e molto fiato e la situazione mi sembra invariata). Volevo sapere qual è la sua opinione riguardo alla mia condizione? C’è una cura farmacologica per cercare di contenere l’insufficienza e la dilatazione di atrio e ventricolo o l’unica soluzione sarà in futuro l’operazione? Mi spiace essermi dilungato ma non sono per ora riuscito a trovare la giusta attenzione da parte dei medici che ho incontrato, al limite fisserò un appuntamento per uno specialista privato in modo da sperare di ottenere maggiore attenzione.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Iscritto dal 2008
Gentile utente,
la dilatazione progressiva dell'atrio sinistro sembrerebbe in effetti indicativa di un peggioramento della sua valvulopatia, la cui gravità andrebbe in effetti valutata da colleghi esperti, come possono essere quelli ospedalieri, soprattutto se lavorano in strutture provviste di una cardiochirurgia. A Milano, tali strutture non mancano, si lasci consigliare anche dal curante.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 152XXX

Iscritto dal 2010
è appunto quello che non riesco a capire, se si è dilatato perchè è peggiorato allora perchè si era dilatato anche quando il prolasso era considerato lieve? ma con cure farmacologiche è possibile evitare la dilatazione? per quanto riguarda il ventricolo invece, può dipendere dall'attività fisica?