Utente 353XXX
Cari Dottori,
sono un ragazzo di 31 anni, e mi porto dietro ormai da un anno e mezzo un problema fastidiosissimo da cui non riesco ad uscirne fuori..
Un anno e mezzo fa, infatti, sono stato operato di varicocele sx, subito dopo ho cominciato ad avvertire un dolore al fascio funicolare sinistro,dopo diverse visite ed accertamenti, mi è stato detto che molto probabilmente durante l'intervento e quindi durante la rilegatura era rimasto uno dei tantissimi nervetti microscopici tirato e quindi da qui il dolore.
Dopo un po di mesi, il dolore è scomparso ma si è presentata un epididimite che ormai da un anno non riesco in nessun modo a debellare,
dai vari esami diagnostici risulta la presenza di uno streptococco, ma secondo il parere del mio andrologo, con molta probabilità non è questa la causa della mia epididimite in quanto nella maggioranza dei casi la presenza di questo streptococco è asintomatica.
Inutile dire che anche questa è stata trattata con numerosi cicli di diversi antibiotici e medicine omeopatiche ma senza alcun effetto positivo.

Il risultato della spermicoltura è il seguente:

Ricerca comuni batteri patogeni: Positiva

Identificazione: enterococco faecalis

Antibiogramma:
Gentamicina: S
imipenem: S
Nitrofurantoina: R
Penicillina G: S
Teicoplanina: S
Tetraciclina: R
Vancomicina: S
Levofloxacin: S
Maxifloxacina: S

Cosa posso fare, devo sottopormi ad un intervento di denervazione in microchirurgia o addirittura all'esportazione dell'epididimo?

Ringrazio per la cortese attenzione e porgo distinti saluti.

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[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009

Egregio, precedentemente all’intervento, lei presentava già una infiammazione dell’apparato urogenitale, forse una prostatite asintmatica, di cui spesso il varicocele ne è l’espressione. Tutto l’apparato è collegato, quindi una infiammazione della ghiandola facilmente si propaga e viceversa.
L’enterococco fecalis e lo streptococco sono solamente la punta dell’iceberg, sotto sono presenti batteri e virus, che per la loro caratteristica di essere intracellulari, non passano nei secreti, quindi difficilemente individuabili, inltre i virus non vengono mai cercati. Sarebbe come aspettare una persona in strada, quando questa vive in una stanza della casa senza mai uscire.
Il suo problema pertanto, è prodotto da questi agenti patogeni, che vanno attenatmente ricercati, l’intervento di varicocele, ha semplicemente messo in moto l’infiammazione silente, che non era stata individuata, questi vanno eliminati agendo sul sistema immunitario che è l’unico che può arrivare csì lontano, anche perché sui virus gli antibiotici non hanno alcun effetto.
Altri interventi sarebbero completamente inutili, poiché i suoi sintomi dipendono dalla presenza di questi agenti patogeni.

Saluti Alberto Moschini

moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it



[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non è nemmeno il caso di parlare di asportazione totale dell'epididimo: sarebbe come consigliare l'asportazione di un polmone a chi ha una bronchite. Intervento di denervazione? Non capisco di quale nervi si stia parlando. Nell'intervento di varicocelectomia, ed aggiungo indipendentemente dalla tecnica adoperata, non si dovrebbero avere lesioni nervose. "Nervetti microscopici" intrappolati nelle suture? Ma di cosa stiamo parlando?
Lei molto probabilmente ha una epididimite cronica...tutto il resto è fantascienza. Questo tipo di patologia richiede molta pazienza e costanza terapeutica nel tentativo di controllarne i segni ed i sintomi clinici. Contatti il Suo Andrologo con la massima fiducia possibile.
Auguri affettuosi per la pronta risoluzione del problema ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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non posso che consordare i colleghi
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
[#4] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
sottolineo soltanto la necessità di molta pazienza e costanza terapeutica nel tentativo di controllarne i segni ed i sintomi clinici.
Ancora cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#5] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
sottolineo soltanto la necessità di molta pazienza e costanza terapeutica nel tentativo di controllarne i segni ed i sintomi clinici.
Ancora cari saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#6] dopo  
Utente 353XXX

Iscritto dal 2007
Gentili Dottori,

Caro Dott. Moschini credo che i suoi metodi non facciano al mio caso...abbiamo già effettuato una terapia insieme senza alcun risultato, purtroppo.

Caro Prof. Martino per denervazione mi è stato spiegato che si procederebbe a "tagliare" tutti i nervi che portano al testicolo così, lo stesso perderebbe completamente la sua sensibilità e di conseguenza non sentirei più nemmeno il dolore invalidante proveniente dall' epididimite.

Caro Prof. Martino , Dott. Pozza, Dott. Quarto e tutti gli altri, quanto a pazienza credo che ne abbia avuta fin troppo, purtroppo credo che più tempo passa e più il problema diventa cronico...quanto tempo devo ancora aspettare, quali altri farmaci devo ancora "sperimentare"?

Voi non mi consigliate proprio questo tipo di intervento, che terapie posso ancora effettuare?

Vi ringrazio per l'attenzione.
[#7] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
non è possibile "tagliare" i nervi destinati al testicolo. Credo ci sia stato un equivoco di termini. Se qualcuno Le avesse proprosto questo, a mio parere, non sa di cosa parla, sperando che sia in buona fede. Una follia chirurgica del genere avrebbe tali e tanti effetti collaterali sensitivi e trofici a livello pubico, scrotale, penieno, coscia e perineo che Le renderebbe difficile un normale vivere.
Mi creda, non si tratta di sperimentare farmaci o terapie, ma di effettuare gli esami ed i controlli previsti dal Suo Andrologo di fiducia, e solo quelli.
Di più non può fare, mi creda.
Affettuosi auguri per tutto ed un cordialissimo saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#8] dopo  
Utente 353XXX

Iscritto dal 2007
Cari Dottori,
Sono di nuovo qui, ho provato con l'agopuntura, visto che il mio andrologo di fiducia, oramai non sa veramente nemmeno lui cosa pensare e fare.
Non ho risolto comunque la mia situazione, anche se vedo che ultimamente stia migliorando dal punto di vista dolore.
Il problema ora è un altro, dopo circa 20 gg. di astinenza, mi sono reso conto che dopo una eiaculazione, il mio liquido seminale si è praticamente trasformato diventando quasi completamente acquoso, Nell' arco dei giorni ho constatato le medesima situazione e quindi ho avuto la conferma che non è stato un singolo episodio, questa cosa mi preoccupa e non poco.
Puo significare che sto diventando sterile? Cosa posso fare?
Vi ringrazio tutti per la cortese attenzione.
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
direi molto semplice.
Consulti il Suo Andrologo di fiducia per verificare la necessità di un esame del liquido seminale.
Ci tenga informati, se lo ritiene utile.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO