Utente 153XXX
Buongiorno,
Ho assunto quotidianamente dal 2000 fino al 2006, LUCEN 40 una compressa alle 22,00; Dal 2007 assumo quotidianamente LUCEN 40 due compresse (alle 8,00 ed alle 20,00) oltre a GAVISCON e PROCINETICI, causa reflusso (che ho fin da piccolo) e successiva ernia iatale (2,5 / 3 cm). Ciononostante, causa anche una gastrite, non riesco più a vivere, ma solo a vegetare.
La mia ipersalivazione (presumo causa l’ernia) sta aumentando di frequenza in maniera insostenibile tanto che stomaco e intestino sono spesso gonfi d’aria e, causa incessante deglutizione, i muscoli di mandibole e gola sono perennemente dolenti. La parte finale dell’esofago non si contrae quasi più (documentato), ho disturbi otorinolaringoiatrici di varia natura e palpitazioni.
Vorrei passare all’intervento chirurgico per l’ernia, ma mi terrorizza il fatto (per sentito dire) che poi non si può più “ruttare”. Se così fosse i miei visceri, già gonfi d’aria, diventerebbero un pallone.
Vi chiedo: l’intervento d’ernia iatale riuscirebbe ad eliminare (oltre agli altri disturbi classici) l’ipersalivazione? E poi, se l’impedimento ad eruttare è davvero un effetto collaterale negativo dell’intervento, ciò è solo per un periodo limitato di tempo o definitivamente?
Sono andato in pensione da pochi mesi ed ho voglia di rivivere. Grazie per le risposte che mi vorrete dare.

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[#1] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile utente,

una plastica dell'ernia ben eseguita potrebbe avere la conseguenza che lei cita.

mi sembra peraltro che lei abbia fatto tutto quello che serviva per evitare l'intervento (cosa peraltro condivisa dalla maggiorparte dei chirurghi).

nel senso che l'intervento può essere preso in considerazione quando la terapia medica non riesce più a fronteggiare l'aspetto sintomatologico della patologia.

bisogna sempre considerare che, nonostante l'utilizzo della chirurgia miniinvasiva, esso rimane ed è comunque un vero e proprio intervento chirurgico con le sue problematiche generali e specifiche. esiste inoltre il problema della gestione delle recidive e non bisogna inoltre sottovalutare la possibilità di dover continuare la terapia medica sia pur a dosaggi ridotti.

questi sono i motivi per i quali l'intervento deve essere comunque "maneggiato con cura".

va però anche detto che una gran parte dei pazienti che si sottopongono all'intervento con queste rigide indicazioni ne hanno un gran vantaggio.

la cosa importante è rivolgersi ad un centro in cui, questo tipo di chirurgica, si esegua frequentemente.

mi tenga informato

cordiali saluti