Utente 153XXX
Salve, ho una domanda per un problema che sta avendo recentemente mio padre. Uomo di 57 anni, non fumatore, non beve (se non il classico mezzo bicchiere di vino a pranzo) pratica da sempre attività sportiva (negli ultimi tempi partita di calcetto una volta a settimana e ballo -in coppia con mia madre- due volte a settimana), senza problemi di peso particolari (a parte la classica pancetta degli uomini in età adulta). Nessun problema particolare. Colesterolo un pò sopra i valori ottimali, ma non altissimo (esami di 6 mesi fa). Negli ultimi 20 giorni mio padre ha avuto degli episodi di "sensazione di oppressione" al petto. Esattamente in 4 occasioni, tutte e 4 legate ad attività e sforzi fisici (2 giocando a calcetto, una a scuola di ballo e uno trasportando dei pacchi a casa). Gli episodi non hanno portato un vero e proprio "dolore" e non sono mai durati più di due - tre minuti. E' andato ieri dal cardiologo il quale ascoltando il cuore dice che è regolare e i battiti appaiono perfetti, la pressione è ok. Dall'elettrocardiogramma emergeva questo: "onde T difasiche negative in V4-V5". Ha prescritto dei farmaci a mio padre e ha detto che dopo il periodo pasquale (fra 4 giorni) si saebbero dovuti risentire perchè vorrebbe fargli fare una coronarografia. Ha raccomandato fino a quel momento di continuare a fare la solita vita, andando al lavoro, ecc...ma evitando sforzi fisici eccessivi (sport e altro). Ha precisato che ci sono altri esami meno invasivi, come elettrocardiogramma sotto sforzo, TAC, scintigrafia...ma che per essere più sicuri e per poter eventualmente agire in fase di diagnosi, nel caso vi fosse qualche "otturazione", è meglio fare direttamente una coronarografia, per "tagliare la testa al toro". Io sono una persona un pò ansiosa...(chiaramente sto facendo di tutto per non trasmettere preoccupazioni a mio padre...) e ho cercato un pò su internet. Ho letto da più fonti che la coronarografia è un esame piuttosto "importate", che solitamente si consiglia a pazienti con angine anche non solo "da sforzo" e comunque dopo aver verificato l'esito negativo di una cura farmacologica. La mia domanda è relativa all'opportunità di effettuare questo esame in un caso come quello descritto. Può essere effettivamente la scelta migliore, per togliere ogni dubbio, oppure vi sembra una soluzione un pò troppo drastica e sarebbe meglio prima fare una cura farmacologica e contemporaneamente delle verifiche meno invasive? Vi ringrazio per il supporto, cordiali saluti GB

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
i suoi dubbi più che fondati sull'approccio diretto di una coronarografia andrebbero rivolti direttamente al collega, visto che la prassi è appunto quella di effettuare prima test di imaging a riposo, ad es. un ecocardiogramma, seguiti poi da un test da sforzo ed infine in caso di positività o di dubbi alla coronarografia. On line, capirà, che senza conoscere da "vivo" il paziente, non è possibile indicarle l'esatto iter procedurale. Chieda delucidazioni al collega.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 153XXX

Iscritto dal 2010
Gentile Dottore, la ringrazio per la risposta, ne parlerò con mio padre.

Aggiungo per completezza che ho letto sul referto dell'ECG che il problema riscontrato consiste in "onde T difasiche negative".

Conferma i suoi dubbi sul protocollo o con questo tipo di problematica (in relazione al caso sopra delineato) la prassi è una coronarografia immediata?

Cordiali saluti

GB
[#3] dopo  
Utente 153XXX

Iscritto dal 2010
Gentili Dottori, ho degli aggiornamenti sulla situazione di mio padre.
Oggi ha fatto un ecocardiografia e ha ritirato le analisi del sangue.

L'ecocardiografia è a posto, il cardiologo non ha notata nulla di anomalo se non un lieve ispessimento delle pareti che (per il cardiologo) è una cosa normale per una persona che ha sempre praticato sport.

Le analisi invece hanno fatto emergere un problema più serio relativo al colesterolo, che negli ultimi 6 mesi è passato da 220 a 300.

Il cardiologo ha detto che probabilmente i problemi che mio papà sta avando sono legati a una occlusione parziale di una o più arterie e ha confermato la necessità di sottoporre mio padre a una coronarografia.

Restano solo alcuni dubbi relativi a quanto è stato detto a mio padre relativamente all'intervento.

Sarà ricoverato domani, per effettuare la coronarografia venerdì. Il medico però ha detto che non sarà dimesso fino a lunedì e che l'intervento durerà tre minuti e si farà senza anestesia...
Io ho sempre saputo che dura 20-30 minuti, in anestesia locale e che il giorno dopo si può essere dimessi (generalmente e in mancanza di complicanze)
...c'è qualcosa che non quadra??

Grazie ancora!

GB

[#4] dopo  
Utente 153XXX

Iscritto dal 2010
Gentili Dottori, mi scuso per i miei ripetuti interventi, probabilmente dovuti a una pò di preoccupazione da parte mia...

Questa mattina mio padre ha eseguito la coronografia...e l'esame si è svlto così come avevo letto su internet, in anestesia parziale, indolore e di durata relativamente breve.

Purtroppo, anche se dagli ultimi ECG e dall'ecocardiogramma sembrava tutto normale, hanno constato l'occlusione quasi totale (99%) di un'arteria "importante" e un'altra al 50-60%.
Hanno trovato il cuore in ottime condizioni da un punto di vista organico.

Sulla occlusione al 99% hanno applicato uno stent medicato di ultima generazione.
Su quella al 50-60% hanno preferito non agire per il momento, in modo da verificare l'evoluzione con la cura farmacologica che è stata prescritta a mio padre e con una dieta adeguata, dato che ultimamente il colesterolo era salito a 300.

A questo punto devo davvero ringraziare il cardiologo di mio papà che è stato così sicuro nel voler effettuare subito una coronarografia, senza la quale non voglio pensare cosa sarebbe successo.

Spero che attraverso le cure (che mio padre sta cominciando in questo momento) e un'alimentazione molto attenta, mio padre possa evitare l'insorgere di ulteriori problemi, per lo meno per i prossimi anni, nei quali si terrà ovviamente sotto attento controllo.

Qualsiasi considerazione, parere o consiglio è ben accetto.

Vi ringrazio ancora

GB
[#5] dopo  
Utente 153XXX

Iscritto dal 2010
Gentili Dottori,
riprendo questo consulto ad oltre un anno dall'episodio in oggetto per aggiornarvi sullo stato di salute di mio padre e chiedervi ulteriore consulenza.

A seguito dell'applicazione di stent medicato di ultima generazione mio padre ha effettuato successivi controlli ed analisi, tutti andati bene.

In particolare l'unico fattore di rischio (colosterolo alto - oltre 300 - nel periodo dell'intervento) è "scomparso", dato che il colosterelo in più analisi ripetute nell'ultimo anno, è sceso sotto 180, grazie a dieta e ai farmaci che quotidianamente assume. Per il resto non beve, non fuma, ha un peso forma corretto e fa molto moto (ovviamente senza esagerare).

I test sotto sforzo non hanno messo in evidenza alcuna sofferenza cardiaca.
L'holter, portato per un giorno e una notte, non ha mostrato nulla di anomalo o allarmante. Anzi, mio padre ha (ed ha sempre avuto) un ritmo cardiaco non accelerato (47 battiti medi al minuto) che a detta dei medici rappresentano un fattore di riduzione dei rischi.

Ulteriori esami (ecocardio, elettrocardio) hanno dato esiti "normali".

A seguito del "piccolo trauma" subito dal cuore durante l'inserizione delle stent, mio padre ha subito un decremento poco significativo dell'efficenza cardiaca, quantificato in un 5%.

Vendo alle domande per Voi specialisti:

1) C'è la speranza/possibilità che continuando con un stile di vita sano e con la cura data, non si ripresentino ulteriori episodi di occlusioni di arterie? O l'arteriosclerosi è necessariamente degenerativa e in futuro bisognerà provvedere ad applicare altri stent?

2) I medici non hanno ancora ritenuto di fare altri esami (mi riferisco alla scintigrafia)considerando per il momento sufficenti quelli sopra citati (analisi del sangue, ellettrocardiogramma anche sotto sforzo, ecocardio, holter). Siete daccordo con questa scelta?

3) In che modo pensate che sia il caso di tenere "sotto controllo" l'occlusione al 50% riscontrata e non curata?

Vi ringrazio per il consulto!

Cordialmente
[#6] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Le rispondo con ordine:
- il condur un stime normale di vita, e cioè camminando a passo svelto alemn un ora al giorno , controllando il colesterolo che le riferisce elevato con armaci e l astensione completa dal fumo rallentano la progressi ne della malattia arteriosclerotica.
- solitamente dopo una PTCA e stenting coronarico si esegue un RCG sotto sforzo dopo sei mesi e se questo risultasse massimale e negativo lo si ripete dopo un anno.
- tenere sotto controllo è un modo di dire molto poco scientifico. L realtà è quella di eseguire dei test provocatvi, come lo stesso ECG sotto sforzo e, in caso di sospetta ischemia, riprogrammare una coronarografia, magari preceduta da una scintigrafia.
Ma la cosa est,e
Rema ente importante dopo uno stenting è la terapia a base di aspirina, coi idoneo, una statina, un beta bloccante.
Cordialmente
Cecchini
www.cecchinicuore.org
[#7] dopo  
Utente 153XXX

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Gentile Dottore, grazie innanzitutto per la celere risposta.
Come già specificato mio padre sta appunto conducendo uno stile di vita normale e "sano", come già faceva in passato (non fumando, non bevendo, con un peso normale e facendo attività fisica).
Il colosterelo alto, che era l'unico fattore di rischio, si è più che dimezzato, attestandosi oggi o da alcuni mesi ad un valore abbondantemente sotto la soglia d'allarme.

L'ecg sotto sforzo è andato bene, è stato massimale e senza alcuna anomalia.

Chiaramente a seguito dell'intervento mio padre ha subito cominciato una terapia simile a quella da Lei indicata, che ovviamente lo accompagnerà sempre.

Mi sembra di capire che l'unica cosa che Lei consiglierebbe di diverso, rispetto all'attuale decorso, è una nuova coronarografia (si spera solo diagnostica).

Che sarebbe da ripetere (se non mettesse in mostra nulla di preoccupante) eventualmente con che frequenza?

Grazie ancora!
[#8] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
la coronarografia come le ha detto il collega Cecchini, andrebbe effettuata "solo" in caso di positività ad un test da sforzo (come un ECG o meglio un ecostress), al momento non v'è alcuna indicazione ad essa.
Saluti