Utente 141XXX
Gentili Dottori
Avrei bisogno di una vostro cortese chiarimento relativo a mio padre.
il 01 aprile 2010 mio padre (59 anni) ha effettuato il trapianto di cuore presso una struttura pubblica di Milano dopo 3 anni in lista di attesa.
E' entrato in sala operatoria gia con l'edema polmonare e altre piccole complicazioni. A seguito del trapianto terminato il mattino dopo del 02/04/10 sino alla data odierna che vi scrivo 10/04/2010 il mio papà è ancora indotto al coma farmacologico e i medici dicono che il nuovo cuore trapiantato viene mantenuto in attività e stimolato tramite dei medicinali. Inoltre stanno cercano di abbassare i medicinali ma purtroppo per ora il nuovo cuore non è ancora autonomo e sono cotretti ad alzare il medicianale. Durante il trapianto fu anche installata sulla gamba una pompa esterna che avrebbe aiutato il cuore ( ma dopo 2 giorni è stata rimossa a causa di iscemia -trombosi) quindi ora è sostenuto solo dai medicinali.
vi prego aiutatemi a capire questa situazione.

IL CUORE TRAPIANTATO DOVREBBE COL TEMPO ESSERE AUTONOMO SENZA AUSILIO DEI MECININALI?? CI SONO SPERANZE?
PER QUANTO TEMPO UN PAZIENTE PUO' RESTARE IN COMA FARMACOLOGICO??

vi chiedo scusa se ho usato un linguaggio inappropriato
e ringrazio anticipatamente per la vostra risposta
cordialmente

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Dr. Stelio Alvino
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Gentile Utente le rispondo all'ultima sua domanda e cioè quella relativa a quanto tempo un paziente può rimanere sedato. Non vi sono in realtà dei limiti e molto dipende dalle potenzialità di recupero di suo padre con il nuovo organo. Mantenerlo sedato e probabilmente attaccato a un ventilatore automatico permette di ridurre molto il consumo di ossigeno e quindi il lavoro respiratorio effettuato dal paziente. Ciò giova anche in questa situazione in cui il cuore è sostenuto nella sua attività spontanea anche dall'ausilio di farmaci. Appena le condizioni lo permetteranno sicuramente suo padre verrà risvegliato. Nel frattempo può..."dormire" tranquillamente.
saluti