Utente 118XXX
tralascerò molti particolari cercando di essere il più possibile conciso vista la delicatezza della situazione.

Un mio caro amico di "sventura" 37 enne e sofferente di deficit erettile da insufficenza veno-occulsiva (dopo tutti gli accertamenti e anni di terapia orale e poi con PGE1) ha avuto inserimento di protesi SSDA (tipo Subrini per intenderci forse poco più rigida nella parte centrale) in quanto più semplice rispetto alle tricomponenti e più comoda delle protesi semirigide/malleab. classiche. RISULTATO: ha mantenuto, anche se solo grazie all'ausilio del viagra prima del rapporto, la sua erezione complementare, notando una certa facilità a raggiungere la piena erezione ( dovuto immagino al pene già in tensione e parzialmente occupato dai cilindri richiedendo quindi un minore apporto di sangue).
Afferma però di continuare a soffrire della fuga di sangue tanto da dover interrompere la penetrazione in quanto la "sola" protesi non gli permette di proseguire dato che il pene si piega rimanendo morbido ( riporto come riferitomi da lui ma credo che voi chirurghi comprendiate ciò che vuole significare - come se il pene scivolasse via ).Quindi, in teoria il risultato è che rispetto a prima cè stato SI' un piccolo miglioramento, in quanto ha mantenuto una sua erezione complementare, solo che come è facile capire, a fronte di un intervento invasivo come questo NON RIUSCIRE "ANCORA" A PENETRARE credo sia molto frustrante. Ora vorrei fare la mia considerazione , visto che ho letto molto su protesi, interessando anche a me la situazione. Mi spiego: escludendo la tricomponente anche se sappiamo tutti essere la migliore come rtisultati estetici e funzionali, SAREBBE stato meglio optare per una protesi classica semirigida ,tipo AMS 600 o Acuform ,sicuramente più "dure" delle soffici?
mi viene da credere che avrebbe potuto continuare la penetrazione vista la loro consistenza vero? mi viene difficile pensare che con queste protesi possa esserci il pericolo del piegamento del pene e della impossibilità a penetrare?
se è così come penso, allora perchè da subito non si consiglia una protesi semirigida AMS-Mentor invece che una soffice che non da alcuna certezza?
immagino la risposta di alcuni medici sarà quella che la soffice permette più erezione complementare ed una erezione più naturale. Ma se uno ha una fuga venosa voi pensate possa "bypassarla"? nel caso del mio amico di certo non è stato così!! Ultima mia considerazione : "credo" e sottolineo "credo", che comunque anche con una protesi semirigida, ben messa e certo con l'ausilio del viagra, si possa comunque ottenere una quota di erezione intorno ai cilindri non tanto diversa che con una protesi soffice. E anche se così non fosse , comunque la rigidità totale è superiore. Per concludere: siete daccordo sulla maggior efficacia della classica protesi semirigida nel caso di deficit erettile e SOPRATTUTTO può cambiare la protesi con una semirigida o rischia ancora di non riuscire a penetrare

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
francamente utilizzerei una gonfiabile bi- o tricomponente.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

la mia esperienza su l'uso di protesi "ultramorbide" tipo SSDA, Subrini, Implantal in soggetti giovani affetti da Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa riguarda una trentina di pazienti di età variabile tra i 18 ed i 50 anni.
Ormai mi sono posto dei limiti che cerco di far capire ai pazienti anche se non sono corredabili da dati scientifici comprovati ma solo da impressioni personali .
Consiglio tale tipo di protesi a tutti i pazienti con meno di 40 anni in cui una erezione-tumescenza complementare possa integrare la debole rigidità protesica fino ad ottenere una buona rigidità penetrativa. Dopo i 40 anni penso che il sistema circolatorio , anche sul versante arterioso, cominci a non essere più in grado di "integrare-arricchire" la rigidità protesica, e , quindi, tali protesi non riescono più a consentire una penetrazione-mantenimento.
Normalmente ai pazienti di vent'anni consiglio di mettere tali protesi( più adatte ad un giovane, meno percepibili, meno ingombranti...) che , poi, verso i 40-50 anni potranno essere sostituite con una coppia di protesi più rigide tipo AMS 600, Acuform, Silmed, che non avranno bisogno di integrazione vascolare per consentire una buona funzionalità.
Al 50 enne consiglio subito la protesi semirigida. tra i 40-50 spingo in tal senso il paziente lasciandolo però libero di fare una scelta personale, informato della possibilità di una non perfetta soddisfazione. Finora la stragrande maggioranza dei miei pazienti sembra soddisfatta.
cari saluti
[#3] dopo  
Utente 118XXX

Iscritto dal 2009
grazie della esaustiva risposta Dott. Pozza. Le chiedo una ultima cosa e cioè: inserendo una protesi semirigida la penetrazione quindi sarà permessa vista già la rigidità dei cilindri. Ma è possibile anche mantenere la stessa erezione complementare che permette una protesi soffice? oppure è scontato che essa diminuisca o si azzeri..

lo chiedo perchè il passo successivo del mio collega potrebbe essere quello di inserire appunto una semirigida e sperare finalmente di poter penetrare.

a me per logica viene da pensare che se si inserisce un cilindro semirigiso per es. di 10mm o viceversa uno soffice dello STESSO diametro, lo spazio occupato è lo stesso, quindi perchè dovrebbe cambiare qualcosa in termini di tumescenza complementare?