Utente 266XXX
Buongiorno, mia zia è stata ricoverata in 17 aprile 2009 per un trombosi venosa profonda. Vi allego la lettera di dimissioni e vi chiedo poi alcune informazioni essenziali per il proseguo del trattamento :

LETTERA DIMISSIONI
paziente di 69 anni ricoverata per TVP arto inferiore SX. E' stata pertanto posta in vascolarizzazione. le indagini eseguite hanno escluso forme secondarie alla TVP pertanto è stata posta in terapia con Clexane e successivo embricaggio con Coumadin per proseguire con solo anticoagulante. Il decorso SI E' COMPLICATO dalla comparsa di ematoma del retto addominale e raccolta ematica pelvica extraperitoneale (verosimilmente iatrogena INR al momento era 3.02) pertanto è stata sospesa la terapia anticoagulante e monitorato ematoma con graduale risoluzione. ULTERIORE COMPLICANZA è stata, alla sospensione della terapia, la comparsa di TVP all'arto inferire controlaterale che ha reso necessario l'impianto di filtro cavale (filtro cavale Braun l'estremo distale del filtro è stato posizionato a livello della limitante superiore di L2) . In data 21 maggio è stata ripresa terapia con eparina a bpm che la paziente dovrà continuare presso il TAO. Si dimesse il 31 maggio 2009

Ora io Vi chiedo :

Dall'aprile 2009 mia zia prende il coumadin e le hanno detto che dovrà farlo per tutta la vita in quanto ha il filtro cavale.
Da quando prende questa medicina ne ha sempre una o più di una.
Un mese fa ha iniziato a vedere doppio. Dopo tutte le analisi, visita oculistica, ortottica, tecc.. la RSM all'encefalo ha dimostrato moltissime piccole ischemie che a detto del neurologo risalgono quasi sicuramente a dopo la TVP. Inoltre 20 gg fa un'altra ischemia ha lesionato (fortunatamente non definitivamente) il nervo ottico. Il neurologo ci ha chiesto :
1) perchè non abbiamo fatto causa all'ospedale? Secondo lui è solo colpa loro sia l'ematoma (vi assicuro che quando è successo a parte le sacche di plasma e sangue ci avevano detto che mia zia era mia in pericolo di vita...!!) sia la seconda TVP perchè dovuta alla sospensione brutale del farmaco. Tutto ciò secondo lui si deduce anche dalla semplice lettera di dimissioni che vi ho scritto. E' secondo il neurologo doveroso mettere un freno a persone incompetenti come queste
2) perchè sta continuando a prendere il coumadin visto che mia zia non ha ne problemi di fibrillazione ne tantomeno qualcosa al cuore
3) cosa stiamo aspettando a portarla via da questo ospedale?

VI CHIEDO AIUTO !
Mia zia ha solo me, cosa devo fare ???
Devo denunciare l'ospedale ???
Dovrà prendere il coumadin e tenere il filtro cavale per tutta la vita ?
Avete qualche centro a Milano da suggerirmi??
A proposito volevo inoltre dirvi che dall'ecografia addominale fatta 3 gg fa l'ematoma addominale/pelvico non si è ancora riassorbito completamente !!!

grazie mille anticipatamente


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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
da quanto è possibile evincere, risulta che sua zia è stata sottoposta a terapia anticoagulante e posizionamento di filtro cavale per TVP recidivante con elevato rischio di EMBOLIA POLMONARE.
La TVP e la EP sono affezioni gravi e potenzialmente in grado di mettere a rischio la vita di chi ne è affetto, tanto che si rende necessario controllarne l'evoluzione mediante terapia anticoagulante, secondo lo schema correttamente applicato (EBPM embricata con TAO) e, in talune circostanze, posizionamento di filtro cavale.

Resta il fatto che la terapia anticoagulante comporta anch'essa un'alea di rischio, soprattutto nelle prime fasi dell'aggiustamento posologico, che è talvolta molto delicato e non sempre prevedibile; questo rischio viene ragionevolmente affrontato, ovviamente nell'interesse del paziente, anche con possibilità di complicazioni che purtroppo in questo caso si sono verificate.

Le indicazioni alla somministrazione dell'anticoagulante orale non sono limitate, come sostenuto, alle affezioni cardiache, ma comprendono certamente quella per cui viene prescritta a sua zia e che resta una delle più frequenti.

Sull'opportunità e la possibilità di rimuovere il filtro cavale non è possibile ovviamente esprimersi da questa sede in mancanza dei necessari elementi clinici e strumentali.

Chi ha maggiore esperienza di TVP, terapie anticoagulanti, filtri cavali, ematomi pelvici, ecc. avrebbe certamente maggiori remore a esprimere giudizi così drastici e semplicistici, oltre che scorretti sul piano deontologico.

Cosa vi assicura da che parte sia l'incompetenza ?

[#2] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
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Gentile Utente, anche andando alla ricerca "più serrata" non riesco nench'io ad intravedere un comportamento scorretto da parte dei colleghi ma baderei molto più a cercare un "sano" colloquio con i medici che hanno in cura la zia per cercare di capire come mai la Paziente risponda in maniera così "anomala" a terapie anticolagulanti con alteranza di emorragie interne e trombosi.Sicuramente i medici che l'hanno in cura hanno applicato tutte le "linee guida del caso" ma la risposta alle cure della Pazinete è stata quantomeno anomala!
E' proprio questo che bisogna indagare anzicchè prendersela con i colleghi.
Anche l'impianto del filtro sembra che abbia rispettato le "indicazioni classica" (TVP estesa e in impossibilità di eseguire adeguata terapia anticogulante per emorragia interna=indicazione di tipo A).Personalmente penso che sia deplorevole che colleghi (tra l'altro di specialità "distanti" dal caso clinico in questione-Neurologia)incitino il paziente contro altri colleghi.Questo atteggiamento danneggia tutti (Paziente compreso)