Utente 156XXX
Salve a tutti! soffro di eritrofobia ormai da 2 anni, è iniziate per caso, perchè in realtà son sempre diventata rossa, ma non ho mai dato peso alla cosa, quindi non ne risentivo...
Da un pò il problema si sta aggravando, mi rendo conto che tendo ad autoisolarmi per evitare situazioni in cui il problema potrebbe manifestarsi; sta diventando insostenibile.
Non ho mai provato una cura, vorrei sapere se sia troppo azzardato pensare direttamente all'intervento senza affrontare altri metodi, ma vorrei una soluzione definitiva, non voglio passare anni a provare una o l'altra terapia, per continuare a vivere così!
grazia

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[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania
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Gentile utente,
Lascio libero spazio ai colleghi di questa area per una risposta, ma intervengo perchè è sorprendente la sua affermazione

>>Non ho mai provato una cura, vorrei sapere se sia troppo azzardato pensare direttamente all'intervento senza affrontare altri metodi>>>

Intanto la paura di arrossire può essere accomunata al desiderio di essere scoperta rispetto a fantasie inconsce particolari.

E quindi come primo approccio si tenta sempre quello psicologico perchè il rossore è l'espressione somatica (cioè del corpo) di una emozione che non ha possibilità di esprimersi in altro modo.
E poi non è vero che non esista un rimedio e uno di questi è molto efficace : il tempo, perchè il disturbo con il tempo tende a sparire spontaneamente così come è apparso.
E' un disturbo molto comune e quando la psicoterapia non controlla il sintomo si associa una terapia medica
(antidepressivi e anticolinergici) e solo in caso di insuccesso si adotta un intervento chirurgico con l'interruzione dei nervi e i nodi nervosi (gangli) che trasmettono i segnali ai vasi della cute del viso.
Si chiama SIMPATECTOMIA (o simpaticectomia) ENDOSCOPICA TORACICA.

Allegando il link di questa discussione (in modo che i colleghi la leggano) provi a ripostare in area PSICOLOGIA e PSICHIATRIA (per una valutazione medica).

Cordiali saluti

[#2] dopo  
103596

Cancellato nel 2015
Gentile utente, dal punto di vista psicologico non è detto che una soluzione definitiva sull' eritrofobia poi non si traduca in altro disturbo che canalizza su altre parti del corpo la tensione psichica o l'emotività, la difficoltà principale dello psicoterapeuta è quella di comprendere quale o quali emozioni sono alla base del disturbo, spesso si attribuisce "senso d' inadeguatezza" ma non è detto che sia sempre un problema riguardante l'autostima, per esempio anche la rabbia repressa potrebbe dare lo stesso risultato, poi va compreso quali sono i pensieri che danno luogo a tali emozioni, la personalità della persona e le "falsificazioni" che produce a se stessa, tutte cose che richiedono pazienza e fiducia, comunque con il passare degli anni il disturbo si attenua di molto anche perché diminuisce "la reattività neuro-vegetativa" dell'individuo.

Un cordiale saluto Carla Foletto
[#3] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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Gentile utente
L'intervento di simpaticectomia produce buoni risultati sui disturbi da lei descritti.
Tuttavia prima di passare a questa opzione terapeutica è necessario provare altre forme terapeutiche già descritte dai colleghi precedentemente. Il problema è il seguente.
Per risolvere il problema della eritrofobia bisogna effettuare la sezione del nervo simpatico molto vicino ad una struttura che si chiama ganglio stellato.
L'eventuale alterazione di tale ganglio potrebbe essere responsabile di alcuni disturbi tra i quali disturbi motori della palpebra (ptosi palpebrale).
Naturalmente facendo molta attenzione e soprattutto in assenza di anomalie anatomiche la probabilità che questo evento si verifichi è bassa ma mai nessuno potrà mai assicurarglielo al 100%.
Ecco perchè l'intervento rimane come ultima opzione.