Utente 946XXX
Gentili dottori,

scrivo per avere un vs. parere circa un problema che mi assilla da parecchio tempo. Ho 61 anni e, da almeno dieci anni, ho un’ipertrofia prostatica benigna che presenta molte calcificazioni. Anni fa fui sottoposto a una T.U.I.P. e le cose, per almeno un paio d’anni, andarono considerevolmente meglio. Il getto d’urina era molto forte e non avevo problemi di erezione né di eiaculazione. Poi, a poco a poco, le cose sono peggiorate, e ultimamente ho avuto notevoli difficoltà di minzione – almeno 40 secondi –1 minuto prima di urinare con un filo di urina che suppongo abbia un ottantenne con una prostata molto ingrossata. Fino a pochi giorni fa mi curavo con il Permixon e il Cardura, e sebbene a volte mi sia aiutato con 10 mg. di Cialis le cose, dal punto di vista dell’erezione e dell’aiaculazione, sono andate piuttosto bene, a parte le difficoltà di minzione a cui qui sopra accennavo.
Giorni fa sono andato da un andrologo della mia città, il quale, dopo avermi visitato, ha riscontrato una prostata lievemente edematosa, per cui ha ritenuto opportuno modificarmi la cura, prescrivendomi un antibiotico ( ) per 10 giorni, Avodart 0,5 mg. e Xatral 10 mg. All’andrologo in questione mi sono dimenticato di portare le immagini dell’ultima ecografia transrettale, fatta almeno un paio d’anni fa, e il risultato (nei valori della norma) del PSA, fatto pochi mesi fa, ma soprattutto mi sono dimenticato di parlare di queste numerose calcificazioni che si sarebbero chiaramente viste dalle immagini, calcificazioni che, nella mia ignoranza, ritengo essere le responsabili dell’infiammazione pressocché continua.
Nel corso della visita, all’andrologo ho chiesto se non era il caso di fare una termoablazione con radiofrequenza o un intervento con laser verde, in modo da mantenere l’eiaculazione normale, ma lui, nonostante le mie obiezioni sulla Dutasteride e ciò che avevo letto su un calo della libido, mi ha risposto che l’Avodart e lo Xatral erano la miglior cura possibile nel mio caso.
Mi rendo perfettamente conto che pochi giorni di cura sono scarsamente significativi, ma ho già notato che, per il momento, non vi è alcun miglioramento della minzione, ma sono rimasti i bruciori e accuso qualche difficoltà di erezione, per non dire dell’eiaculazione che mi pare meno abbondante, più liquida, e tutto sommato meno gradevole. In una parola, rimpiango l’uso della Serenoa Repens, che non mi causava questi fastidi e rendeva tutto più naturale.
A vs. avviso la cura prescrittami è quella più indicata nel mio caso?
Ringrazio chi avrà la cortesia di rispondermi.
Cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

non ci chieda da questa postazione alcuna valutazione o giudizio su indicazioni terapeutiche già ricevute da altro collega che per altro ha avuto la "fortuna" di valutarla in diretta.

Se ci sono poi dubbi o la sensazione che le terapie indicate non siano quelle sperate, è sempre a lui la persona che bisogna riconsultare ed a lui bisogna far presente i suoi attuali problemi e dubbi, anche se il periodo di assunzione della terapia indicata mi sembra obbiettivamente troppo breve.

Nel frattempo, se poi desidera avere altre notizie più dettagliate su queste problematiche urologiche ed andrologiche a livello della ghiandola prostatica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html .

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

il collega che la ha visitata le ha proposto una terapia corretta secondo le sue opinioni personali e secondo gli schemi terapeutici classici.
Il fatto di non aver visto le ecografia del passato non è fondamentale. Calcificazioni prostatiche sono presenti in quasi tutti gli uomini che abbiano avuto una infezione prostatica, .
Spesso la TUIP ha risultati brillanti solo per un periodo di tempo limitato. Altre metodiche, che non comportano la asportazione, demolizione dell'adenoma prostatico, possono avere il rischio di determinare eiaculazione retrograda che , forse, dopo i 60 anni potrebbe non infastidire troppo.
Se lei si sente comunque disturbato dalla sua modalità minzionale oppure se i dati clinici ( uroflussimetria) evidenziassero una ostruzione chiara, varrebbe forse la pena di considerare, assieme al suo specialista, la possibilità di una TURP
Cari saluti
[#3] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008


Gentili dottori,



vi ringrazio per la risposta. Al dr. Beretta vorrei dire che mi rendo conto che l'andrologo che mi ha visitato ha chiaro il problema di cui soffro ma, forse, il fatto di non aver visto le immagini con relative numerose calcificazioni che, quattro anni fa, gli fecero suggerire l'ipotesi di un intervento - credo termoablazione con radiofrequenza - intervento che poi non venne effettuato poiché l'ospedale in cui lui operava non aveva l'apparecchiatura adatta - possa non avergli dato il quadro completo della mia situazione. Certo, tornerò da lui, ma vorrei sentire un altro parere - per questo ho scritto a Mediciitalia - pur rendendomi conto della forzata limitatezza del vs. parere, non potendomi visitare. Fra l'altro, oltre all'eiaculazione anomala di cui ho parlato nel precedente messaggio, ho notato un altro effetto collaterale molto sgradevole, che è questo: da quando assumo l'Avodart, la notte, pur assumendo due sonniferi, mi sveglio prestissimo, non riuscendo più a prender sonno, per cui credo che finché non sentirò l'andrologo tornerò al mio "amato" Permixon. E' un errore quello che sto facendo?
Al dr. Pozza vorrei invece dire che, personalmente, ho preso in esame l'idea di una T.U.R.P., poiché sono stanco di assumere medicinali, oltre a quelli che già prendo normalmente - insonnia, diabete, ipertensione. Solo, mi chiedevo se non esiste un intervento meno invasivo, tipo TUIP insomma, che liberi il collo vescicale, consentendomi di urinare meglio. Un'ultima cosa. Nonostante l'assunzione di Chinoplus 600, Avodart e Xatral sento sempre bruciori forti e senso di gonfiore, segno, mi sembra, che la prostata continua a essere infiammata. Ha senso far dividere dal mio farmacista l'avodart in microdosi da 0,125, in modo da abituarmi al farmaco gradualmente, continuando magari a assumere la serenoa repens?
Scusatemi per i molti quesiti che vi ho posto.
Vi ringrazio ancora per la vs. cortesia.
Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008

Scusate un altro mio intervento.
A vs. parere potrebbe essere lo Xatral anziché l'Avodart la causa di questo eccessivo nervosismo che mi toglie ore di sonno? Vi pregherei di notare che questa mia insonnia è comparsa dalla notte in cui ho cominciato a assumere Avodart e Xatral ed è durata puntualmente tutte le notti, nessuna esclusa. Ho sufficiente cognizione di insonnia per rendermi conto se interviene qualche altro problema ansiogeno, ma in questo caso non vi è nulla, se non l'assunzione delle due pastiglie.

Grazie. Cordiali saluti.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

sia l'alfa-litico(Xatral) che l'inibitore della 5-alfa-reduttasi(Avodart) da lei citati non sono conosciuti come farmaci che danno l'effetto collaterale da lei lamentato.

Il mio consiglio è ora di sentire in diretta il suo urologo e con lui ridiscutere tutto il suo attuale problema clinico.

Un cordiale saluto.
[#6] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

lo xatral potrebbe determinare qualche problema capace di alterare il sonno.
Ne parli con il suo medico che potrebbe consigliarle un altro alfa litico.
cerchi di non "filosofare" troppo sul suo problema. Se urina male a causa di una ostruzione prostatica, al di là di interventi momentanei e limitati (TUIP) esiste solo la asportazione dell'adenoma ostruente, Come, dipende dalla disponibilità ed esperienza dell'urologo. Alla fine i risultati sono sovrapponibili
Cari saluti
[#7] dopo  
Utente 946XXX

Iscritto dal 2008


Gentili dott. Beretta e dr. Pozza,

sentirò certamente l'andrologo a cui mi sono rivolto. Anche stanotte il problema di insonnia è persistito. Temo anch'io che il problema dipenda dallo Xatral e non dall'Avodart, come avevo in un primo momento creduto. Adesso proverò per qualche giorno a ripetere la solita cura a base di Permixon e Cardura.
Se comunque non dovessi venire a capo dei miei problemi, credo anch'io che non mi resterà che sottopormi a una T.U.R.P.
Desidero comunque ringraziarvi per le pronte risposte.
Cordiali saluti
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

mi sembra che il suo atteggiamento ora conquistato sia quello corretto e lo segua .

Sempre sul Xatral e l'insonnia che lei lamenta non esiste nessuna segnalazione significativa in letteratura di una tale evenienza; l'unica indicazione che riguarda il suo legame con "qualche problema capace di alterare il sonno" non è infatti l'insonnnia ma il fatto che il farmaco, come molti alfa-litici, può indurre sonnolenza, cioè il problema opposto.

Un cordiale saluto.