Utente 157XXX
Gentili dottori vi scrivo perché spero che possa intanto aiutarmi a chiarire i miei dubbi... poi spero di venirne a capo non via web e di risolvere il problema diversamente
ho una relazione da qualche mese con un uomo sposato nata da un'intesa mentale ma soprattutto da una forte attrazione fisica. è passionale, non evita le situazioni in cui sa che potremmo fare sesso, anzi è lui a cercarle.
il problema è che non capisco se soffra di una disfunzione erettile data dal senso di colpa nei confronti della moglie o per altre ragioni.
non abbiamo mai avuto rapporti completi ma non ci abbiamo neppure provato, lui cerca sempre di evitare di arrivare al sesso vero e proprio... si gode il mio corpo senza cercare che io faccia lo stesso con il suo. in svariate occasioni ho notato che l'erezione c'è ma diventa debole quando vi è una concreta possibilità di avere un rapporto completo. ieri per la prima volta si è lasciato andare un po' di piu e anche lui si è spogliato del tutto concedendomi di vivere il suo corpo davvero. l'erezione c'è ma non è al suo massimo, aumenta e la trovo nella norma quando ci baciamo ma appena io mi avvicino al suo pene diminuisce un po'. ha voluto che fossi io a toccarlo si comportava come se fosse un'erezione normale cosi ho fatto anche io. l'ho stimolato oralmente e abbiamo avuto un rapporto orale in seguito al quale è riuscito ad eiaculare ed immagino dunque a raggiungere l'orgasmo senza problemi, ma ho avuto l'impressione che la sua erezione non fosse al massimo. la situazione è delicata non posso certo metterlo all'angolo interrogandolo sui suoi problemi di erezione visto che non sono neppure la moglie e non credo sia giusto mettergli pressioni.
pero mi chiedo: è possibile sia soltanto una questione di senso di colpa? e se cosi fosse c'è un atteggiamento da adottare per farlo sentire piu a suo agio e tranquillo? premetto che condividiamo anche una bella intesa mentale e io non faccio mai pressioni sessuali ogni approccio fisico avvenuto tra noi è stato fatto da lui, mi accontenterei anche solo di prenderei dei caffe al bar con un uomo cosi e lui lo sa bene.
che fare? e che pensare?
non posso vivere questa difficoltà con lui come se fossimo una coppia visto che non lo siamo, voglio che lui si senta bene con me e non voglio adottare atteggiamenti sbagliati.
spero in un chiarimento anche se mi rendo conto che non si puo valutare un problema cosi ampio da una descrizione di poche righe.
cordiali saluti
e un grazie
[#2] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Cara Signora,il riverbero psicologico e' talmente evidente che,nella impossibilita' di una convivenza,mi sembra che solo il tempo potra' essere decisivo.Il fatto che il Suo partner si proponga spontaneamente e' positivo,
mentre il non parlarne tra di Voi lo e' molto meno.Cordialita'.
[#3] dopo  
Utente 157XXX

Iscritto dal 2010
LA RINGRAZIO INTANTO MOLTISSIMO PER LA RISPOSTA COSI RAPIDA.
è un sollievo sentire che il suo proporsi spontaneamente sia positivo.
sul parlare non è facile.. ci conosciamo da qualche mese e la confidenza e il nostro rapporto dura da un paio di mesi per cui non saprei bene come affrontare l'argomento senza che lui si risenta o che non si senta aggredito.
può consigliarmi come fare? so che lei è un andrologo e non un psicologo ma penso si intenda bene anche di ciò: come affrontare l'argomento senza rimanere infognati e senza castrare un rapporto che ha come caratteristica principale una grande serenità e "leggerezza" intesa come spazio di relax ed evasione?
vorrei che a questa persona fosse chiaro che io trovo bellissimi questi momenti, non vorrei risultasse una lamentela.
ancora grazie dottore.
e un caro saluto.
[#4] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...probabilmente,non avendo,tralaltro ,una consolidata confidenza,credo che,al momento,la strategia migliore sia il silenzio,nel rispetto della spontaneita' degli atteggiamenti reciproci e dei momenti creati,onde evitare
al Suo partner la sensazione di essere aggredito.Va da se che,con il tempo,il quadro si decantera' e la strategia potra' essere piu' dinamica e coinvolgente.
Cordialita'.