Utente 157XXX
Per carcinoma infiltrante si richiede una cistectomia radicale.
Dopo una convalescenza di circa 10 giorni, in una delle sacche di drenaggio, si apprezza una presenza insolita di feci. Dopo 3 giorni re intervento d’ urgenza e confezionamento di una colostomia. Dopo circa 3 settimane morte per, a quanto appreso, shock settico causato da una peritonite non debellata. Paziente con diverse problematiche : Obeso, diabetico, problemi respiratori e di ossigenazione, terapia fino a pochi giorni prima dell’ intervento con Ventolin spray e ancora prima con altri cortisonici. La causa più plausibile della deiscenza che ha provocato la peritonite quale può essere ?? La sera prima dell’ intervento ha consumato un gelato; la consumazione di quest’ ultimo può aver provocato una non completa pulizia dell’ intestino ?? In tal caso non era preferibile confezionare prima la colostomia di protezione ?? Movimenti incongrui (il personale infermieristico, per farlo avvicinare all’ alzata del letto, lo faceva aggrappare con le mani alle barre superiori del letto e lo si faceva spingere con le game) possono aver contribuito ?? se il re intervento fosse stato eseguito non appena si fosse apprezzata la presenza insolita, non si sarebbe scongiurata la peritonite e la colostomia di protezione eseguita dopo ??
Vi ringrazio anticipatamente per la vs. disponibilità.

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
purtroppo rispondere alle sue domande, senza poter consultare una documentazione clinica ed aver conosciuto il paziente, è del tutto proibitivo. Ogni intervento chirurgico ha una storia a se, perchè ogni paziente è diverso dagli altri, così come le malattie.
Detto ciò le condizioni di partenza del paziente (Obeso, diabetico, problemi respiratori e di ossigenazione, terapia fino a pochi giorni prima dell’ intervento con Ventolin spray e ancora prima con altri cortisonici) sicuramente hanno minato quello che era un intervento già di per se molto complesso, reso indispensabile dal tipo istologico e dall'avanzamento della malattia (carcinoma infiltrante). Il trattamento previsto era quello più corretto (cistectomia radicale) ed il decorso post-operatorio sembrava adeguato (X g.p.o.). Cosa abbia portato alla comparsa di feci nei drenaggi non è dato sapere, tuttavia le deiscenze anastomotiche rappresentano una possibile e temibile complicanza di ogni intervento chirurgico condotto sull'intestino. Una malattia localmente avanzata e le condizioni di partenza del paziente (obesità, diabete ed utilizzo di cortisone ) fanno aumentare il rischio di deiscenza notevolmente. La necessità di eseguire preventivamente una colostomia dipende da numerosi fattori e non è possibile teorizzare in merito, senza conoscere le reali condizioni locali intraoperatorie. Escludo tuttavia che l'assunzione di un gelato o "movimenti incongrui" possano aver determinato la deiscenza.
Infine in alcuni casi, piccole deiscenze, possono autolimitarsi spontaneamente, coprendosi magari con del grasso, rendendo non indicato l'intervento chirurgico.
Nella speranza di aver risposto esaustivamente alle sue domande le porgo cordiali saluti

[#2] dopo  


dal 2013
Egr. Dottore,
In primis mi scuso per il tempo con il quale le invio un ringraziamento per la sua precisione nel rispondere alle mie meticolose domande.
In seguito, vorrei aggiungere due cose :
sono in attesa della cartella clinica dall' ospedale dove è stato eseguito l' intervento riportato di sopra e, non appena sarò in possesso della stessa, vorrei disturbarla nuovamente per un ulteriore consulto. Inoltre, per il momento, vorrei porle un ulteriore domanda : il movimento incongruo sopra riportato ripetuto più volte (ogni qualvolta doveva sollevarsi) non ha potuto provocare la rottura di uno dei monconi intestinali - deiscenza ( mi scusi per tale domanda ma, navigando sul web, trovo "rottura del moncone" senza specifiche, quindi, non sapendo il significato di tale definizione, vorrei qualche delucidazione in merito ) ??
La ringrazio nuovamente per la sua disponibilità.
Distinti Saluti.
[#3] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
nessun disturbo per quello che potremo esserle d'aiuto io e tutti i colleghi del sito.
In merito alla sua ultima domanda " il movimento incongruo sopra riportato ripetuto più volte non ha potuto provocare la rottura di uno dei monconi intestinali - deiscenza " devo risponderle assolutamente di no. Le trazioni che si compiono nei movimenti di sollevamento e nei cambiamenti di posizione interessano i muscoli dell'addome e non le anse intestinali che sono strutture interne all'addome, ed estremamente mobili. Gli sforzi addominali quindi potrebbero causare una deiscenza della ferita della parete addominale con un allontanamento dei muscoli superficiali della parete e la formazione di un laparocele, ma mai esercitare una trazione diretta su una anastomosi. Per maggiori delucidazioni nelle sue navigazioni le consiglio di ricercare la dizione "deiscenza anastomosi intestinale", in cui sono elencate tutte le possibili cause.
Nella speranza di essere stato di aiuto la saluto cordialmente


Cordiali saluti
[#4] dopo  


dal 2013
Egr. Dottore,
La ringrazio per la sua disponibilità e tempestività nel rispondere alle domande che le ho posto.
Mi scusi per tali domande (che possono sembrare sciocche, ma, non sono esperto nel campo medico); pensavo che esercitando un movimento, venisse trasmesso anche all' intestino, oppure, che l' addome stesso schiacciasse l' anastomosi stessa causandone il distaccamento.
La ringrazio nuovamente per la sua precisione e disponibilità.

Distinti Saluti
Francesco
[#5] dopo  


dal 2013
Gent.mo Dottore,
Mi scusi se La disturbo nuovamente ma volevo farle una nuova domanda :
Il paziente, avendo una ileo/colostomia e una urostomia, sforzandosi diverse volte con il movimento sopra riportato, tale movimento, non ha potuto portare complicazioni alle stomie stesse (prolasso, retrazioni, ecc) ??
Mi scusi tale domanda, ma, ricordo che un dottore disse che la ileo/colostomia si era, a quanto appreso, “abbassata” e disse che tale fenomeno era dovuto ad una carenza di qualche nutriente che, onestamente, al momento non ricordo (proteico ???).
Ricordo solo che le sacche di raccolta feci/urina non reggevano più alla cute causa infiammazione della cute stessa.
Le feci e l'urina fuoriuscite che andavano a contatto con la ferita sull' addome cosa hanno potuto provocare (anche se il paziente è morto per, a quanto appreso, da shoch settico causato da una peritonite non debellata) ??
La rimgrazio nuovamente e mi scuso per il disturbo
[#6] dopo  
Dr. Francesco Nardacchione
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Gentile signore
perdoni il ritardo con cui le rispondo ma non imi ero accorto della sua replica.
Fermo restando che le nostre risposte sono da considerarsi solo ipotesi, non avendo potuto visitare il suo papà, le ribadisco che, secondo me, una stomia (uretero, ileo o colo) viene confezionata portando sulla cute l'ansa o l'uretere, ampiamente mobilizzati. Per tale motivo i movimenti del corpo (sollevamenti e spostamenti) non implicano il distacco di essi dalla cute.
Uno stato settico, un paziente in gravi condizioni di base come papà suo(obeso, diabetico, problemi respiratori e di ossigenazione, terapia fino a pochi giorni prima dell’ intervento con Ventolin spray e ancora prima con altri cortisonici) uniti ad un deficit proteico possono causare una ritardata o mancata cicatrizzazione dell'ansa alla cute, con conseguente parziale dislocazione della stomia.
Le dermatiti peristomali, soprattutto quelle ileali (dove il contenuto intestinale è ricco di sostanze indispensabili alla digestione, ma corrosive per la cute), rappresentano un grave problema, purtroppo non ancora risolto, che necessita di frequenti medicazioni e l'uso di pomate lenitive, non sempre sufficienti.
Infine il contatto di feci provenienti da una ileo-colostomia con una ferita chirurgica laparotomica può causare teoricamente una infezione superficiale localizzata, ma è quasi impossibile che possa causare una peritonite generalizzata.
Cordiali saluti
[#7] dopo  


dal 2013
Gent.mo Dottore,
La Ringrazio nuovamente per la sua disponibilità e precisione nel rispondere alle mie domande.
Come le dicevo, sono in attesa della cartella clinica dove, spero, sia riportata tutta la situazione dell' ormai defunto.
Non appena sarò in possesso della stessa, vorrei disturbarla nuovamente per un ulteriore consulto.
Mi scuso nuovamente per il disturbo che le sto recando ma, vista la mia situazione (morte di un padre) vorrei, se possibile, risalire alla causa di tale decesso (è logico che ogni intervento chirurgico comporta determinati rischi ma, onestamente, non avrei mai pensato che decedesse nel decorso post-operatorio, anche perchè, fino a prima dell' intervento, ci erano stati esposti i rischi dell' intervento stesso, perlopiù legati all' anestesia).
La Ringrazio Nuovamente
Coridiali Saluti
Francesco