Utente 157XXX
Salve,

ho 34 anni e sono nato con una grave forma di estrofia vescicale.
Questa malformazione non riguardava solamente la vescica e l'uretra, ma anche il pene, che alla nascita fu ricostruito (capolavoro secondo i medici che mi hanno visitato da adulto). Il mio problema oltre a quello della incontinenza totale (chiedero' un consulto nell'apposita area per questo) è anche un problema di dimensioni: circa 6 cm da flaccido. Per le dimensioni in erezioni c'e' da fare una specificazione...il pene e' molto incurvato verso l'alto, assolutamente rigido e verticale quindi se misurato sulla sua parte superiore e' di 7cm, mentre raggiunge i 10 cm se misurato inferiormente (dai testicoli al glande). Lo spessore e' forse superiore alla norma e mi sta benissimo.
Ma come e' ovvio sono i 7 cm che determinano la penetrazione massima e non i 10.
Questa posizione verticale e' data (a mio modesto parere) da una sorta di tendine spesso quasi come un dito mignolo che si nota, solo in erezione, sulla base del pene, se visto dall'alto o di profilo (come una corda tesa che tiene il pene in verticale).

Vorrei chiedervi se esistono delle soluzioni, per un aumento della lunghezza del pene, o perlomeno correzione della estrema posizione verticale che rende difficili i rapporti (gia' penosi a causa della scarsa lunghezza).

Se puo' esservi di aiuto, tastando il pene in profondita'...si ha la sensazione che sia quasi il doppio (come se altri 6-8 cm fossero "nascosti" dentro).

In passato (ultima visita circa 10 anni fa) nessun professore al quale mi sono rivolto, ha mai dedicato attenzione su questo aspetto delle dimensioni, perché' troppo presi a voler prima risolvere il problema incontinenza.

Non avendo mai accettato di fare gli interventi chirurgici proposti per l'ampliamento della vescica, ect...di conseguenza non ho piu' affrontato l'argomento pene.

Cosa mi consigliate di fare, entrambi i problemi mi stanno a cuore, ma come potete immaginare il sesso ha per me (come per tutti gli uomini) la priorità'.

Grazie in anticipo
Distinti Saluti.

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Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
come dice il saggio: chi sta bene non si muove, pertanto "primun non nocere". Ora si tratta di valutare attentamente la conformazione interna del pene e delle strutture vicini, mediante ecodoppler con macchine "pesanti" se non addirittura con risonanze magnetiche nucleari. La qual cosa va coordinata da esperto andrologo. Ora se alla fine della corsa il gioco può valere la candele si fa, se non si lascia stare. Personalmente in questi casi mi servo anche di supporto psicologico. Ma non è per darle del matto.