Utente 172XXX
Ho 38 anni, donna, e da circa un anno soffro di ragade anale che mi procura perdite di sangue non solo ad ogni evacuazione ma anche in altre situazioni normali, tipo in casi di stanchezza o stress.
Seguendo il consiglio del medico di base ho preso per qualche tempo il Daflon e ho cercato di modificare la mia dieta inserendo fibre e molta acqua, ma i risultati sono molto scarsi.
Vorrei sapere quale tipo di visita specialistica fare e se c'è uno specialista nella mia zona (Saronno -VA-)
Grazie.

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Dr. Paolo Palagi
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FIRENZE (FI)
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Si tratta di una patologia abbastanza comune che qualsiasi chirurgo generale può trattare .
L'intervento può essere eseguito in regime ambulatoriale e consiste nella escissione della ragade e nella sfinterotomia laterale parziale.
In pochi giorni torna tutto a posto
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Prof. Stefano Arcieri
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ROMA (RM)
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La ragade anale di solito è una complicanza di una preesistente patolgia emorroidaria. Il suo trattamento consiste nella diatermocoagulazione (eventuale escissione) e nella sfinterotomia parziale per attenuare il tono sfinteriale che quando eccessivo non facilita la sua guarigione. E' un intervento chirurgico che si effettua routinariamente in tutte le cliniche chirurgiche e pertanto può tranquillamente rivolgersi al suo ospedale di riferimento.
Cordialità.
Stefano ARCIERI
Policlinico Umberto I
Università di Roma "La Sapienza"
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Dr. Sirio Dal Porto
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MODENA (MO)
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Personalmente curo la ragade anale così:
DILATAN come da istruzioni allegate per 4-5 settimane.
Se non risultati soddisfacenti trattamento chirurgico mediante SLI.
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Piasentin
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SAN BONIFACIO (VR)
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La ragade è sostenuta da uno spasmo dello sfintere anale. La terapia della ragade consiste nella riduzione dello spasmo.
Esistono diversi mezzi per ridurre lo spasmo dello sfintere anale: fisici (bagni caldi, dilatatori anali), farmacologici (nitroglicerina), o chirurgici (sfinterotomia o anuplastica).
L'intervento chirurgico, per quanto banale, comporta comunque dei fastidi e dei rischi (legati all'anestesia, alla preparazione dell'intervento ecc), e comunque comporta una lesione permanente dello sfintere anale (che viene in parte sezionato), e il rischio di incontinenza ai gas, magari non immediata, esiste.
Per questo ricorro all'intervento chirurgico sempre con estrema prudenza e solo dopo l'insuccesso di ogni altro provvedimento.
Spero di esserLe stato utile