Utente 134XXX
Buonasera, paziente in dialisi extracorporea, quindi già eseguita fistola (anche se non ancora utilizzata), pressione alta; dopo dialisi la pressione sale (invece di scendere), i farmaci non danno risultati accettabili. Mi rendo conto che il quadro è un pò misero, ma vi prego di darmi almeno un cenno, di chiedermi cosa posso dirvi per aiutarvi nella formulazione di una piccola diagnosi, grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Filippo Mangione
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Gentile Utente,

non ho ben capito se il soggetto ha già iniziato la dialisi mediante CVC oppure se debba iniziarla a breve.

In ogni caso, mi pare di capire che siamo in una fase di transizione dal trattamento conservativo a quello sostitutivo.

Ciò significa che la terapia dialitica deve ancora essere ottimizzata. La probabile espansione del volume dei liquidi corporei sostiene una pressione arteriosa elevata, che è destinata a scendere quando l'espansione stessa sarà regolata dal trattamento sostitutivo a regime. Questo significa, fuori dai denti, un calo progressivo del "peso secco".

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 134XXX

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Gentilissimo Dott. Mangione, grazie infinite per la pronta risposta: si, Le confermo che il soggetto ha già iniziato da 3 mesi la dialisi extra corp.; mi sta dicendo quindi che è una cosa normale che la pressione arteriosa sia elevata in questa fase, giusto ? Ultima domanda: cosa si intende precisamente per "peso secco" ? e, in secondo luogo, è una cosa negativa o normale ?

Grazie in anticipo.
[#3] dopo  
Dr. Filippo Mangione
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Che la pressione sia alta all'inizio del trattamento è normale: nell'insufficienza renale cronica c'è un accumulo di acqua e sale che si esprime come ipertensione arteriosa. Questo sovraccarico viene corretto dalla dialisi nel giro di poche settimane. Fra una dialisi e l'altra i pazienti tendono a riaccumulare acqua e sale, che i reni non funzionanti non sono in grado di eliminare. Se non si riesce a eliminare tale sovraccarico, la pressione rimane alta.


Il peso secco è per l'appunto il peso del paziente senza sovraccarichi di liquidi. Si può stabilire con metodiche semi-quantitative strumentali (bioimpedenziometria) oppure con una valutazione clinica: tanto più siamo vicini al peso secco, tanto minore è la pressione, e tanto più alta l'incidenza di crampi a fine dialisi...

Talvolta la pressione non si normalizza nemmeno quando si arriva al peso secco (paziente asciutto asciutto), per effetto dei processi di rimodellamento vascolare dovuti a tanti anni di ipertensione pregressa. Per tale motivo i pazienti in dialisi spesso assumono anche terapia antiipertensiva. Non abbiamo ragione di credere, a tutt'oggi, che i valori pressori nei dializzati debbano essere diversi da quelli dei non dializzati.

Cordialità
[#4] dopo  
Utente 134XXX

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Gentilissimo dott. Mangione,
grazie per le precise delucidazioni.
Cordiali saluti.