Utente 370XXX
Gentili dottori,
ho 29 anni e vi scrivo per un problema di extrasistole, infatti è più di un mese che avverto questo fastidioso disturbo.

Tutto è iniziato la sera stessa in cui ho sostenuto un esame di stato per me molto importante e che sicuramente è stato fonte di stress per cui all’inizio non ho dato molto peso al fenomeno che però non è passato e anzi aumenta quando sono sola fino ad arrivare anche a una extrasistole ogni due o tre battiti.
Questo incremento mi è capitato solo 2 volte di notte in quasi due mesi e in quelle occasioni ho preso qualche goccia di lexotan e dopo poco è notevolmente diminuito e sono riuscita ad addormentarmi.

Sono andata quindi da un cardiologo che mi ha sottoposto all’ECG dal quale è risultata un’extrasistole isolata ma per il resto tutto ok. In seguito ho fatto gli esami del sangue e anche lì tutto a posto, compresa la tiroide, mentre dall’ecocardiogramma è risultato un lieve prolasso della mitrale con minimo rigurgito, ventricolo sinistro non dilatato e di normali spessori parietali, normocinetico, non evidenti anomalie doppler, atrio sinistro e sezioni ds nei limiti, setti integri.
Il prolasso della mitrale all’inizio mi ha spaventato molto, però il cardiologo mi ha rassicurato anche perché non mi ha mai dato problemi, inoltre è risultato essere congenito dato che anche mia madre e mia nonna (che ha ben 90 anni) ce l’hanno.
Il cardiologo mi ha inoltre detto che il problema potrebbe derivare da disturbi intestinali dato che soffro di colon irritabile che mi provoca specialmente la sera e la mattina gonfiori sul lato inferiore destro dell’addome che per il gastroenterologo (il quale ha individuato una corda colica) dipendono da un eccesso di aria nell’intestino e da movimenti eccessivi dalla muscolatura intestinale.
Inoltre, un giorno mi è capitato di sentire forti bruciori appena sotto lo sterno credo alla bocca dello stomaco quando ingerivo cibo e spesso sento nella stessa zona una specie di tensione e pressione.
Ora sono in attesa di fare l’ecg holter e la prova sotto sforzo. Comunque ho provato a misurare il battito mentre faccio la ciclette e ho notato che le palpitazioni diminuiscono (anche se mi sembra che non spariscono del tutto) per poi tornare qualche minuto dopo lo sforzo.

La mia paura è di avere qualche aritmia cattiva visto che il cardiologo mi ha prescritto tali esami proprio per escludere questa possibilità. Possono dipendere davvero da disturbi intestinali? In presenza del prolasso è rischioso avere le palpitazioni?
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

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Dr. Gabriele De Masi De Luca
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Il prolasso valvolare mitralico e' spesso correlato alle extrasistoli.
Nel prolasso della valvola mitralica, uno o entrambi i lembi valvolari presentano un difetto nella composizione strutturale che provoca uno slittamento di tali lembi all'interno della cavita' atriale nel momento in cui il cuore si contrae, e spesso non collabiscono bene generando una insufficienza valvolare. Tali lembi che prolassano nella cavita' atriale, essendo collegati attraverso delle corde tendinee al muscolo cardiaco, per il loro movimento anomalo creano una trazione sul muscolo e tale meccanismo (irritazione meccanica)sta alla base della genesi delle extrasistoli, ovvero dei battiti in piu'.

Giusto completare l'iter diagnostico con Holter ECG (per valutare numero, morfologia ed eventuale ripetitivita' delle extrasistoli) ed una prova da sforzo per valutare il comportamento delle extrasistoli e l'eventuale innesco di aritmie con lo sforzo.

Mediante tali esami si puo' cosi' tracciare una stratificazione prognostica ed un follow-up ben preciso che qualora tutto negativo (nella maggior parte dei casi in cui ci si trova di fronte ad un prolasso valvolare con minima insufficienza) consta nell'eseguire dei controlli ecocardiografici una volta l'anno.(Esegua altresi' la profilassi antibiotica dell'endocardite batterica, che consta nell'assunzione di 2 g di amoxicillina un'ora prima di procedure ginecologiche, ORL, odontoiatriche etc).

E' raro che disturbi intestinali provochino le extrasistoli. Mentre i distrubi gastrici come l'ernia iatale possono talora essere delle spine irritative che provocano tale disturbo del ritmo.


Un cordiale saluto

Gabriele De Masi De Luca