Utente 158XXX
Buongiorno, vi espongo il caso di mio fratello. A giugno 2009 gli hanno asportato un melanoma al dorso. Il referto istologico dice così:
Melanoma nodulare a cellule epitelioidi, pigmentate, infiltrante focalmente il derma reticolare. Clark 4, Breslow 1.6mm, 4 mitosi per mmq.
a ottobre, dopo l'exeresi del linfonodo sentinella e della cicatrice del neo, Ha dovuto subire lo svuotamento ascellare dx, dove tutti i linfonodi (tranne quello sentinella) erano sani.
Gli esami di follow up erano tutti a posto (TAC encefalo, torace e addome con mdc), effettuati a gennaio.
A marzo avverte un forte dolore alla schiena, viene quindi eseguita (5/04) una laminectomia XI D. La vertebra era praticamente mangiata da metastasi. Attualmente ha ancora compressione midollare D9-L1.
Inoltre, qualche centimetro sotto al neo asportato, c'è una ciste sottocutanea che, a detta dell'oncologo, Sembra sia "malattia" e non una ciste.
Il 25/04 inizia un ciclo di radioterapia, 26 Gy in 6 frazioni. Erano previste 10 sedute, ma hanno preferito farne 6 per iniziare prima la chemioterapia (decisione presa dopo aver visto la "ciste").
Il 18 maggio dovrebbe iniziare la chemio con dacarbazina, e ci hanno già detto che sono poche le probabilità che funzioni.
Tra le Vostre risposte ho letto che per le metastasi da MM è indicata l'ipertermia. Lo sarebbe anche in questo caso? Se si come mai non ci è stata proposta? Mi sembra di aver letto anche che si può fare solo privatamente. Potrebbe essere per quello?
E, visto che le metastasi sembrano essere solo due, non si può pensare di operare la spina dorsale?
Grazie della risposta, spero di essere stato chiaro nella spiegazione.
Cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

in questo caso direi che tutto ciò che è fattibile chirurgicamente va tentato. Detto ciò senza dubbio è opportuno verificare mediante scintigrafia ossea se anche altre regioni scheletriche sono coinvolte dalla malattia. Se si, è opportuno aggiungere acido zoledronico alla chemioterapia che verrà scelta. La dacarbazina è un farmaco piuttosto datato nella terapia del melanoma e la mia scelta cadrebbe su una terapia farmacologica di più recente introduzione nella pratica clinica (temozolomide o fotemustina). Il chemioterapico prescelto potrebbe abbinarsi ad ipertermia locoregionale (vedi sito www.ipertermiaroma.it) , della quale esiste anche una offerta (seppur limitata) pubblica.

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it
[#2] dopo  
Utente 158XXX

Iscritto dal 2010
Non so perchè non è stata fatta una scintigrafia ossea, però è stata fatta una RMN alla spina dorsale e sembrava coinvolto solo una picoola parte del peduncolo D12.
Come mai lei consiglia un altro farmaco per la terapia? E' un parere (e quindi scelta) personale o è dimostrata una reale efficacia maggiore rispetto alla dacarbazina? Credo che l'ipertermia non ci sia stata proposta perchè dove è in cura non sono attrezzati a farla. In ogni caso ne parleremo con l'oncologo che ce l'ha in cura per vedere di fare anche questa terapia. Per quanto riguarda l'operazione i medici dicono che non è operabile alla spina dorsale, da quanto ho capito la metastasi è all'interno delle vertebre e comprime il midollo, causando paraparesi (ha perso la sensibilità dagli addominali bassi in giu).


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Ho appena saputo l'esito della TAC total body che gli hanno fatto giovedi. La situazione è peggio di quello che pensavamo, sono coinvolti anche fegato, polmoni e l'ascella Dx dove era stato fatto lo svuotamento. Sto perdendo le speranze...