Utente 159XXX
Salve Dottore,
sono un ragazzo di 29 anni operato a ottobre 2009 di carcinoma renale papillare di 1 livello che al momento dell'asportazione era ancora racchiuso in pseudocapsula anche se le dimensioni erano importanti 6x4x3. Nessuna terapia al seguito e solo controlli tipo eco addome e tac con mdc che effettuerò tra 5 giorni , però già l'eco ha dato buone notizie circa l'assenza di recidiva. Il mio problema sta nelle difese immunitarie in quanto dalle analisi del sangue si denota tale profilo:

CD3+TOTALI 76% INTERVALLO 58-72
CD3+CD8+ 33% INTERVALLO 15-27
ratio CD4/CD8 1.21 INTERVALLO 1.60-2.80
ANA (I.F.I) positivo 1:640
pattern punteggiato finissimo

questo esito dovrebbe preoccuparmi? nel post intervento in seconda giornata sono stato trasfuso a causa di un emorragia e non vorrei aver contratto qualcosa di autoimmune.
Secondo lei il mio problema al rene può essere collegato a questo valore degli ANA così ad alta positività?
Quali esami incrociati sarebbe opportuno effettuare per scongiurare il peggio?
Grazie

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Buongiorno,
bisognerebbe sapere innanzitutto il motivo per cui Le hanno prescritto tali esami, in altre parole se esiste realmente un motivo clinico che ne giustifichi la richiesta.
I valori riguardanti i linfociti, essendo espressi in percentuale, danno un'idea solo parziale della situazione: bisognerebbe avere a disposizione almeno una conta linfocitaria, ma assumendo che essa sia nella norma non mi preoccuparei di quelle piccole oscillazioni.
Per quanto riguarda gli anti-nucleo, ripeto quanto premesso e aggiungo che comunque potrebbero anche rappresentare una "presenza" addizionale che già accompagnava il tumore (e potrebbero persistere indefinitamente): pertanto - in assenza di manifestazioni cliniche di malattia autoimmune - non c'è di che preoccuparsi.
Saluti,