Utente 159XXX
Cari Dottori, mio padre, all'età di 60 anni (2002)gli fu diagosticato un tumore vescicale infiltrante che l'urologo ha asportato con intervento di TURV e trattato successivamente con instillazioni endovescicali. Dopo sei anni, in seguito a copiosi fenomeni di ematuria, è stato sottoposto ad una nuova resezione con la quale gli hanno asportato la prostata che risultava interessata da tumore nella parte esterna ad essa. Dopo una settimana, essendo l'esito citologico estremamente grave (T4B G3)lo sottopongono ad un intervento di cistectomia radicale (dicembre 2008)e poichè dall'esame citologico su cio che hanno asportato non risultano infiltrati i lifonodi, non viene effettuata chemioterapia adiuvante. Nel Luglio 2009 inizia ad accusare mal di schiena ed inizia una serie di cure inutili per il mal di schiena. Ad Ottobre risultano da PET TAC multiple formazioni nodulari linfonodali in sede iliaca e periaortica con dimensione di max 2 cm e vengono dall'oncologo attribuite ad un infezione urinaria(che peraltro sussisteva da Luglio). A fine Novembre data la persistenza di dolore e dopo la inutile cura antibiotica per l'infezione, viene ricoverato al Pascale di Napoli e dalla tac fatta in ospedale, risulta un conglomerato linfoadenopatico inglobante le strutture neurovascolari che invade il forame vertebrale. Vegono subito prescritti (da un oncologo diverso da quello di prima per fortuna) 3 cicli chemioterapici di cisplatino e gemtrabina che ad oggi hanno fatto regredire il tumore tanto che dalla tac Total body dell'altro ieri non risultano lesioni in altre zone del corpo, non risultano tumefazioni linfonodali e rimane però al posto di quel conglomerato, un "tessuto duro" e il dolore, che nonostante la tac non sia tanto negativa, è aumentato. Ora ci hanno rimandato ad un controllo fra 3 mesi e ad effettuare una nuova terapia del dolore. Poichè in passato abbiamo tanto sbagliato, c'è qualcos'altro da poter fare? Un altra sede che ci potete cosigliare? C'è speraza per mio padre?
[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore
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Gentile Utente,

se la situazione è favorevole come sembra dopo la chemioterapia, io suggerirei una revisione chirurgica locale. Con un nuovo intervento si potrebbe resecare localmente ciò che è rimasto. Eseguirei anche una scintigrafia ossea total body poichè lo scheletro va controllato in questo tipo di tumori ed il dolore persistente può essere un campanello di allarme. Localmente si può pensare di abbinare anche della ipertermia (vedi sito www.ipertermiaroma.it).

un caro saluto

Carlo Pastore
www.ipertermiaroma.it