Utente 372XXX
Gentilissimi medici vorrei ulteriori chiarimenti e consigli al riguardo di molluschi contagiosi.Ho una bambina di quattro anni affetta da questo problema da settembre scorso,la zona interessata é tra il labbro inferiore e il mento,il primo dermatologo consultato ha subito effettuato la tecnica dell'asportazione attraverso un piccolo bisturi di forma circolare senza alcuna anestesia.Il problema non si é risolto anzi a distanza di alcuni mesi i molluschi si sono moltiplicati,abbiamo cosi' consultato un ulteriore specialista in dermatologia che come prima cosa ha ripetuto la tecnica dell'asportazione come il primo,ma anche questa volta non abbiamo avuto risultati positivi.Ora la cura dataci dalla stessa dermatologa é l'applicazione di Ystheal gel la sera e di Gentalin crema la mattina il tutto per un mese.Ora mi chiedo dato che la cosa non migliora,cosa dovrei fare secondo voi?
Vorrei inoltre aggiungere che la piccola é già abbastanza traumatizzata e non è semplice convincerla a collaborare.
Vi ringrazio anticipatamente per la vostra attenzione.
[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile Signora,

Primo consiglio:
mi spiace controvertire il consiglio della collega dermatologa, ma suggerirei in caso di diagnosi di Molluschi contagiosi in età pediatrica, di sospendere l'applicazione delle creme antibiotiche e ancor più importante, le creme idratanti:

non di rado mi sono trovato a trattare (soprattutto nelle mie consulenze in Clinica Pediatrica) a diagnosticare e successivamente trattare situazioni molto importanti, di bambini ai quali avevano prescritto cose di questo genere, a mio avviso non solo di nessuna utilità, ma anche molto dannose.

il rischio infatti è quello di sostentere ed aiutare la disseminazione di patologie che ricordo essere VIRALI e che non si curano nè con antibiotici nè con creme idratanti.

devo invece confermare l'operato dei colleghi, poichè il courettage resta il modo migliore (gold standard) per l'exeresi di queste infezioni, anche nel bambino (esistono strumenti appositamente studiati per loro "courette pediatriche")

la cosa fondamentale da seguire pedissequamente in queste situazioni però è il CONTROLLO SUCCESSIVO: personalmente suggerisco sempre di rivedere il paziente dopo una settimana successivamente dopo 20 giorni e dopo un mese, salvo l'apparizione di nuove lesioni che devono essere portante immediatamente all'attenzione del Dermatologo.

sappia ancora, che in caso di bambini irrequieti o recalcitranti al trattamento, esiste il ricorso al LASER CO2, che sostituisco di solito al courettage in situazioni simili.

Si armi di buona volontà e non si scoraggi, poichè il percorso è un pochino arduo ma, vincente alla fine.

Carissimi Saluti ed a disposizione per ulteriori ragguagli

Dott. Luigi LAINO
Dermatologo e Venereologo, ROMA
[#2] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Gentilissimo Signore,
mi permetto di suggerirle - nel caso di recidiva - di non fare nulla. I molluschi sono infatti una patologia banale, senza rischi gravi ed autorisolutiva nel tempo. Pertanto potrebbe essere molto svantaggioso sottoporre il piccolo a pratiche cruente con il rischio di determinare una futura riluttanza alle cure mediche per una condizione - ripeto - assolutamente banale.
Nella mia Unita' Operativa da anni rifiutiamo di eseguire anestesie generali o sedazioni profonde ai pazienti in eta' pediatrica affetti da molluschi contagiosi cosi' come espresso dalla maggioranza dei dermatologi che operano in questo settore.
Cordialissimi saluti
Davide Brunelli
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Il problema dei Molluschi contagiosi a mio avviso non può essere liquidato con un "non è nulla":

A supporto di quanto affermato e, lungi dal voler polemizzare con il Collega Brunelli, cui va la mia stima e la seppur parziale condivisione di quanto da Lui proposto, non può a mio avviso costituire un postulato teorico globalmente accettabile:

partendo da 2 presupposti cardine quali:

- la condivisione ed il rispetto dei protocolli stabiliti dalle nostre associazioni scientifiche

- la NOSTRA ESPERIENZA

possiamo affermare che i MOLLUSCHI CONTAGIOSI, sono senza dubbio una infezione benigna, ma purtroppo tutt'altro che banale: la mia affermazione è supportata da una decina di anni impiegati come DERMATOLOGO PEDIATRICO all'Università "La Sapienza" di Roma, nella quale ho avuto la possibilità di confrontarmi con i più grandi esperti d'Europa in materia di "bambini e dermatologia".

Ebbene, da sempre e non solo nelle nostre Cliniche universitarie, scegliamo di approcciare tale patologia, prima che possa diventare un problema non solo per il bambino ma per la socialità del mondo in cui vive (e degli altri bambini che lo vivono assieme a lui)

alcuni presupposti per il sottoscritto fondamentali:

1) l'infezione da POX Virus è non solo autoinoculante ma molto contagiosa a livello interpersonale: è pertanto rituenuta a tutti gli effetti una patologia infettiva virale del bambino (per il tipo di immunologia) e dell'adulto (per immunologia e per motivi di trasmissione sessuale) come patologia infettiva non può essere abbandonata a sè stessa ma deve essere risolta.

2) non ritengo un assioma l'affermazione "è una patologia autorisolutiva":

sebbene esistano rapporti anche metanalitici che dimostrano come la tolleranza immunologica sia dispositivo importante per l'autorisoluzione, è altresì vero che il mollusco contagioso può condurre a gravissime affezioni, che ho purtroppo avuto modo di conoscere tramite gli amici Colleghi, illustri Esperti ed di Dermatologia pediatrica, nei Master e nei corsi di alta formazione universitaria, nell'esperienza della ROMANIA nella quale tale patologia è una vera condanna per molti piccoli, che può condurre a disastrose sequele - come la cecità secondaria all'invasione del comparto palpebrale e molto altro - ):

3) non solo questi casi limite, possono controvertire ampiamente già da soli l'affermazione "patologia banale ed autorisolutiva" ma esiste un altro problema:

I soggetti (e stavolta parliamo della grandissima percentuale dei bambini che contraggono tale infezione) che detengono dei DISIMMUNITARISMI COME L'ATOPIA non si difendono affatto bene a tale infezione poichè non riescono a controllarla dal punto di vista immunologico, pur essendo bambini senza gravi patologie e ritenuti generalmente "sani":

i Molluschi contagiosi vivono molto bene in casi come questi, ed essendo l'atopia una condizione eredo familiare (diffusissima) geneticamente determinata, permane seppur con alterne vicende (poussèes clinici o silenzio clinico) immutata per tutta la vita del soggetto. Cosa fare allora in questi casi ?(che ribadiscono costituiscono quasi costantemente l'epifenomeno dei bambini affetti da POX virus).

La mia coscienza ed i miei studi pertanto non mi permettono di avallare per questa infezione la frase "patologia banale ed autorisoutiva".

altra storia è l'approccio che deve essere istituito con i bambini: deve essere il più soft e meno invasivo possibile, questo è il primo dogma, anche se in verità mi è capitato anche troppe volte di soffrire più dei miei piccoli pazienti per tante vicende (non solo per queste)e per tutti i motivi che noi medici possiamo vivere e sentire quando si curano i nostri "cuccioli di uomo".

Carissimi Saluti.
Dott. Luigi LAINO
Dermatologo e Venereologo, ROMA

[#4] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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È giusto anche pensarla diversamente. Pur provenendo dallo stesso background di anni di dermatologia pediatrica, sono per esperienza personale giunto a considerazioni opposte: meno si traumatizza il piccolo paziente meglio e’. D’altra parte questa visione e’ stata condivisa da gran parte della SiDerP (Societa’ Italiana di Dermatologia Pediatrica) in corso di un recente congresso nazionale nel quale c’era appunto una sessione dedicata alle linee guida di trattamento di molluschi e verruche.
Sinteticamente una impostazione a livello mondiale non esiste e giustamente ognuno si basa sulla sua esperienza personale. I casi limite naturalmente andranno trattati ma fortunatamente in Italia sono davvero molto rari. Per gli altri e’ giusto limitarsi al trattamento meno traumatizzante possibile e soprattutto non accanirsi in caso di recidive.
Cosi’ farei con mia figlia.
Davide Brunelli
[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Tutti noi specialisti del settore sappiamo bene che una sessione congressuale è e rimane una sessione congressuale: paradossalmente al Congresso dell'European Academy di Vienna del mese scorso (quasi in concomitanza con la Siderp) ho avuto modo di confrontarmi e condividere pareri univoci in tematiche come queste, con alcuni fra gli Esperti (da noi ben conosciuti) francesi e tedeschi.

pertanto, tutto è condivisibile, se avallato da metanalisi ed esperienza, anche se - e lo dico con dispiacere - grandi discrepanze di pensiero non dovrebbero esistere in materie come queste all'interno del nostro mondo dermatologico; tutto ciò per non prestare il fianco ad "alternative della medicina" che sono sempre dietro la porta.
ribadire fortemente quanto da me espresso è ripeto un obbligo di coscienza, come sottolineare il concetto che il trattamento dei Molluschi contagiosi è perfezionato anche nella fascia pediatrica ed a mio avviso, quando si ha una buona manualità, si usano gli strumenti giusti e si eseguono controlli periodici atti a non far amplificare il problema (protocollo terpaeutico per il POX virus in fascia pediatrica) non esiste "trauma" per il bambino.

ultima accezione "tutti i nostri piccoli pazienti sono come figli.."

Nella certezza che le nostre discussioni alimentino sempre più l'attenzione per una migliore Sanità per noi e per i nostri Utenti, Ancora Saluti.
Dott. LAINO, Roma

[#6] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Come sai da anni trattiamo patologie ben piu’ importanti dei molluschi contagiosi: dalle grandi ustioni ai nevi giganti. Tutti in anestesia generale e con apparecchiature all’avanguardia, laser compreso. Ogni settimana eseguiamo interventi sui bambini - in anestesia generale – ed e’ un lavoro che faccio da oramai 15 anni. Quello che ribadisco, per lo stesso obbligo di coscienza che hai tu, e’ di non trattare la patologia virale (molluschi e verruche) qualora questa comportasse dei traumatismi sia nei piccoli pazienti che nei loro famigliari. Di metanalisi in letteratura ce n’e’ in quantita’ che possa avvalorare questa tesi.
Preferisco lasciare un piccolo paziente alla medicina alternativa – che spesso non lo danneggia - piuttosto che fomentare l’accanimento terapeutico su patologie autorisolutive e di poca importanza che spesso, al contrario, possono lasciare esiti non solo discromici. In passato abbiamo fatto anche sedute in anestesia generale per trattare molluschi contagiosi plurimi, ma nel tempo la nostra esperienza ci ha portato alle considerazioni che ho esposto. In considerazione dell’alto tasso di recidiva non ne vale pena, a parte i gia’ citati casi limite.
Sono convinto che le nostre discussioni siano destinate ad alimentare l’attenzione per una migliore sanità ed e’ per questo che continuo a sostenere questo thread forte come sono delle mie convinzioni.
Cordiali saluti
Davide Brunelli
[#7] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Caro Davide,

mi fa piacere che anche tu sia interessato alla Dermatologia pediatrica, la quale è forse la frontiera più avvincente dell'aspetto scientifico del nostra specialità.

Debbo però chiosare sulla de te citata "medicina alternativa":

sebbene all'estero sia un termine ancora "passabile", in Italia detta accezione (e lo dico da membro dell'Ordine dei Medici di Roma) è stato cassato (per diversi ovvi motivi) e tralsato in "medicine non convenzionali":

proprio non si riusciva a comprendere, infatti, come qualcosa di "alternativo" alla Medicina sia ancora identificabile con LA Medicina.. e sono certo che ci siamo capiti..

pur non alzando nessun muro contro discipline non tradizionali, (la medicina tutta è in continuo divenire) ma rivendicando fortemente, nel mio ruolo di ricercatore, la mia appartenenza alla Medicina Basata sull'Evidenza (Evidence Based Medicine) ritengo che i suggerire "alternatività" al nostro lavoro sia un pò (ed è parere personale) liquidare chi invece a noi si rivolge per una risposta fondata dalla scienza condivisa e corrente. Credo che se così non fosse, questi pazienti, nemmeno arriverebbero fino a noi ed alle nostre posizioni specialistiche avanzate.

ti allego un lavoro appena pubblicato nel quale mi sono imbattuto stamane, durante i nostri credo da te ben conosciuti aggiormamenti scientifici mattutini prima di cominciare il lavoro..
(e tra l'altro pubblicata su un quotidiano telematico di informazione medica) proprio su quelle che anche tu definisci "medicine alternative":

so bene che riterrai la fonte da cui deriva l'articolo più che attendibile:

Dermatite atopica: uso della "medicina alternativa" nel bambino
da: PEDIATRIC DERMATOLOGY

La medicina alternativa è stata definita come forme di esami o terapie senza basi scientifiche e la cui affidabilità non è stata dimostrata da metodi scientifici. L'uso della medicina complementare o alternativa è in aumento, e gli studi clinici controllati in materia sono pochi. Nel presente studio è stata effettuata un'indagine con questionario su 80 bambini con dermatite atopica. Il 34 percento di essi sono stati trattati con medicina alternativa, eminentemente prodotti omeopatici o di erboristeria, senza alcun beneficio e spesso con susseguente deterioramento delle condizioni del bambino. E' dunque necessario tenere conto del possibile uso regolare di questi rimedi. Le terapie alternative sono soggette a regolamentazione minimale, e sono state associate ad effetti collaterali: è dunque necessario investigare il loro possibile uso in tutti i pazienti dermatologici pediatrici.

(Pediatr Dermatol 2007; 24: 118-20)

La nostra Professione è molto complessa, aggiungere "buchi neri" (intesi come fonts ancora da metanalizzare..non altro) in tali sforzi scientifici rischia di far condurre lo sforzo ad infinita potenza.

Ti saluto caramente.
Luigi LAINO


[#8] dopo  
Dr. Davide Brunelli
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Certamente quello che dici e' vero, la mia risposta va intesa in questo modo: se non tratto un bambino con verruche o molluschi recidivanti so che poi la madre si rivolgera' magari a qualche pratica alternativa. Non sono certo io a consigliarla. Ma preferisco correre questo rischio piuttosto che trattare una cosa per la quale non sono convinto. Altrimenti si corre un rischio ben piu' alto: trattare patologie per "paura" che qualcun altro poi se ne occupi. E questo e' massimamente attuale in dermatologia pediatrica. Io do il mio consiglio ma, se decido ad esempio che per quella particolare patologia non convenga fare nulla (altro esempio: verruche piane) non faccio nulla e basta.
Cordiali saluti
Davide Brunelli