Utente 160XXX
Salve,
ho 45 anni e da circa tre mesi ho iniziato ad avere piccoli problemi al glande, asta e scroto sotto forma di dolenzie, sensazioni di fresco e caldo, e circa un mese fa la comparsa di una sorta di 'varice' che decorre in senso parallelo alla corona per circa due cm visibile durante l'erezione. Tale corteo di sintomi è andato incrementando nel corso dei tre mesi e seppur non essendo insopportabile è divenuto una costante giornaliera. A tale sintomatologia si sono accompagnate difficoltà erettili dovute alle 'strane sensazioni' di avere un pene lievemente dolorante. Dopo i rapporti sessuali tali dolenzie incrementano e in alcuni casi ho trovato sollievo a mettere un pò di ghiaccio, chiaramente stando attento ad evitare ustioni.
Passando dalla 'soggettività' all'oggettività' ecco gli esami fatti dall'inizio di marzo (data della comparsa dei primi sintomi) ad oggi:
-visita urologica (9 aprile) ed esami sperma e urina con coltura ed antibiogramma (esito delle analisi sperma e urina negativo, esito visita prostatite non batterica a tutt'oggi curata con benur, uractive e dieta ferrea anche se sono molto salutista);
-ecografia peniena (19 aprile) dopo la comparsa della varice (esito non immagini calcifiche ne fibrosi riconducibili a I. P. P., piccolissima immagine anecogena a livello della zona sottocoronale, varicocele lieve a sx)
-visita andrologica (26 maggio) con assenza di obiettività clinica, dolore con caratteristiche organiche e prescrizione di visita neurologica e, se questa è negativa, ecografia peniena e visita a 3-6 mesi ipotizzando tale sintomatologia come inizio della malattia di La Peronye.
A questo proposito i neurologi con i quali lavoro hanno escluso problemi ascrivibili alla loro disciplina.
La domanda che vorrei porVi è: dato che nelle descrizioni sul morbo di Peronye si legge che è bene affrontare la patologia sin dai primi stadi con farmaci di vario genere è possibile capire se la sintomatologia da me presentata può essere ascrivibile a tale problema e se esistono metodiche di accertamento più efficaci? Se si credo che potrei evitare il disagio di continuare a vivere nell'incertezza diagnostica e magari iniziare una cura volta a affrontare più efficacemente il mio problema.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,

segua le indicazioni ricevute e riconsulti il suo andrologo che mi sembra bene informato.

Comunque si ricordi che l' Induratio Penis Plastica o malattia di La Peyronie è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Questa malattia è facilmente associata a dolore e spesso a curvature anomale del pene durante l'erezione, nelle fasi più avanzate della malattia possono subentrare disturbi dell'erezione.

La causa della malattia è poco nota. Molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia. Tra questi i traumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria. Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa ) ed infettivi (uretriti, ecc.).

Recenti osservazioni fanno ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

La malattia presenta comunque un decorso estremamente variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca e per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E ,farmaci antiinfiammatori, antiossidanti.

Sono state provate anche altre terapie come gli ultrasuoni ,la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antiinfiammatori.


Un cordiale saluto
[#2] dopo  
Utente 160XXX

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Gentilissimo Dr Beretta,
intanto grazie per la tempestività e l'accoglienza che mi ha riservato con la sua risposta. Seguirò quanto detto dal medico che mi ha visitato e quanto da lei consigliato. Volevo solamente aggiungere una considerazione che probabilmente era presente già nella mia prima domanda e cioè sull'appropriatezza relativa ad una cura antiinfiammatoria in questa fase viste la sintomatologia percepita. Le chiedo inoltre se avere rapporti sessuali può costituire un facilitatore ad una possibile evoluzione della presunta patologia.
Grazie di nuovo e cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Una terapia antinfiammatoria può avere ,anche in fasi precoci ,anzi proprio in questa fase, del problema una indicazioni.

I rapporti sessuali penetrativi non sono controindicati ma è bene che avvengano in situazioni "ben lubrificate" e non deve accadere alcun "microtrauma" .