Utente 137XXX
Sottopongo alla Vostra cortese attenzione questo caso.
Soggetto, con ca prostatico scarsamente differenziato, accertato circa 2 anni orsono, trattato con radioterapia, preceduta e seguita dall'assunzione di casodex 150 dall'inizio sino a pochi giorni fa quando si è passati a casodex 50 + enantone 11,25,trimestrale. L'infusione di acido zoledronico và avanti ormai da 10 mesi, il PSA è 0,012 da oltra un anno. Tutto ciò premesso si chiede : 1) come è possibile che i secondarismi continuano ad aumentare, nonostante anche l'acido zoledronico? 2) si deve passare alla chemio, da sola o con radio? In attesa di una Vostro graditissimo aiuto ringrazio e porgo cordiali saluti.
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Ci sono pochissimi elementi specifici(dove sono le metastasi?il PSA sembrerebbe nei limiti!)per dare una risposta chiarificatrice nel suo caso. Solo una visita o un consulto di persona con uno specialista può essere utile a capire meglio il quadro.

A mio avviso, quello che, genericamente con sicurezza si può affermare è:

-L'acido Zoledronico è un farmaco che favorisce la rimineralizzazione ossea in caso di metastasi ossea. Secondo recenti studi avrebbe anche un ruolo antitumorale diretto. Questo però non significa che si possa tradurre in un suo uso come unico presidio teraputico sufficiente a bloccare l'avanzamento osseo di malattia.

-La radioterapia ha un ruolo di controllo locale di malattia, di azione sulle sedi osee metastatiche a rischio di frattura o dolenti.

-La chemioterapia(Taxani) ha una azione sistemica è viene riservata solitamente a quelle condizioni cliniche e biochimiche in cui si esplica una ormonorefrattarietà del tumore(non risponde più alla terapia ormonale nelle varie combinzioni e manipolazioni). La percentuale di risposta non è sempre molto alta ma consente un margine di rallentamento della progressione o di risposta talora significativi. Deve comunque essere indicata dall'oncologo medico in base alle caratteristiche del caso nello specifico.
[#2] dopo  
Utente 137XXX

Iscritto dal 2009
Ringrazio l’illustre dott. Alongi per la Sua preziosa e chiarissima letio, che, sono certo, sarà di grandissima utilità anche per tutti gli altri frequentatori del forum.
Considerato che mi chiede di precisare la sede dei secondarismi sono qui ad indicarle: entrambe le alette sacrali, osso iliaco sx, soma L4, 2 coste. Preciso che tutte queste alterazioni osteoaddensanti sono inferiori al cm., talvolta dolenti, talvolta, raramente, no.
Ciò precisato, confermata la validità dell’assunzione dell’acido zoledronico, chiedo, essendo interessati da secondarismi molte sedi, la radio ( anche la più recente?) non sarebbe quindi di alcun giovamento? L’ultima spe allora sarebbe la chemio? E’ così? E i c.d. farmaci biologici, intelligenti sono ancora in fase sperimentale? In fiduciosa attesa di un altro illuminato parere ringrazio e porgo distinti saluti.