Utente 106XXX
Gentili dottori,

vi scrivo per un problema che riguarda mio padre che ha 66 anni. L'altroieri sera è stato colpito da un malore, ha riferito un malessere generale e , poi è stato per alcuni secondi come assente, ma non è proprio svenuto, semplicemente non rispondeva. Dopo un po' si è ripreso, ha detto di sentirsi debole e di avere la nausea e, dopo alcuni minuti ha vomitato. In seguito al vomito ha detto di sentirsi meglio, io ho cercato di convincerlo ad andare al pronto soccorso, ma lui non ne ha voluto sapere perché è un po' allergico ai medici, tant'è vero che sono anni che non si controlla, tuttavia ci tengo a precisare che non ha mai sofferto di alcuna patologia, non è in sovrappeso, non beve e non fuma. La cosa che mi preoccupato è che, la sua pressione arteriosa, mi surata più di una volta in questi due giorni, è risultata sui 180/110 di media (misurata con sfigmomanometro elettronico), quindi molto alta. Purtroppo non misurava la pressione da anni e, quindi, non possiamo sapere da quando tempo ne soffrisse.
A questo punto, premesso che lunedì dovrà assolutamente vedere il nostro medico per una visita, vorrei sapere come si procede in questi casi, quali sono gli esami da fare per rilevare se questa ipertensione ha provocato danni nel tempo e se ci può essere una correlazione tra il malore e la pressione arteriosa alta.

Vi ringrazio e vi saluto cordialmente

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[#1] dopo  
Dr. Enzo Boncompagni
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Semplice, amico di Caserta: suo padre è un iperteso, e ciò che ha avuto appare essere, verosimilmente, un TIA (attacco ischemico transitorio). Dopo una approfondita visita cardiologica, la situazione deve essere curata convenientemente. Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dott. Boncompagni,

per prima cosa la ringrazio per la celere risposta.
Se come dice lei si trattasse di un TIA, il fatto di non essere subito andati al pronto soccorso potrebbe aver pregiudicato qualcosa?
Quali sono gli esami diagnostici che si fanno in questi casi?
Nell'attesa di vedere il medico lunedì, potrebbe essere d'aiuto iniziare a prendere un'aspirina al giorno dopo pranzo?

La ringrazio e la saluto cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Enzo Boncompagni
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E va bene, ok per l'aspirina se non ci sono intolleranze. Poi il Paziente dovrà essere attentamente visitato per decidere quello che si deve fare. Auguri.
[#4] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio dei consigli dottore, magari le faccio sapere quali saranno gli sviluppi della situazione per eventuali altri suggerimenti da parte sua.

Cordialmente
[#5] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dott. Boncompagni,

dopo le problematiche che ho descritto sopra, mio padre si è sottoposto a visita cardiologica ed ha effettuato i seguenti esami:

Esame sangue ed urine completi:
Gli unici due valori alti riscontrati sono stati l'azoto ureico (27 mg/dl - range 7-20) ed il colesterolo totale (221 mg/dl).

Tac cranio
negativa

Ecocolordoppler TSA:
nessun problema a parte un leggero ispessimento delle pareti, che a detta dell'ecografista è solo una calcificazione normale per l'età di mio padre (66 anni).

La visita cardiologica non ha evidenziato problemi cardiaci, ma ha confermato la diagnosi di ipertensione 185/95 al momento della misurazione da parte del medico.

La terapia prescritta è stata:
Triatec 10mg - una cp al mattino
cardioaspirina - dopo pranzo
Simvastatina - 1 cp la sera
Ovviamente il cardiologo ha anche consigliato una dieta iposodica ed ipolipidica.

Al momento sono una decina di giorni che mio padre fa la terapia, ma i valori pressori rimangono ancora alti, quanto ci vuole perché i farmaci facciano effetto?
Come ho detto sopra la TC cranio non ha evidenziato problemi, allora si può escludere il TIA, oppure sarebbe necessario fare qualche esame più preciso (risonanza magnetica) per vedere meglio se c'è qualche sofferenza a livello cerebrale?

La ringrazio molto della disponibilità e la saluto cordialmente.
[#6] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentili dottori,

ovviamente estendo la richiesta di consulto anche ad altri medici qualora il dott. Boncompagni non fosse disponibile in questi giorni.

Grazie mille
[#7] dopo  
Dr. Enzo Boncompagni
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Sono appena rientrato dagli Stati Uniti, caro amico di Caserta, e le rispondo. Il TIA è un evento cardiovascolare le cui conseguenze possono essere neurologiche. Suo padre quasi sicuramente ha avuto questo episodio a causa della sua situazione di ipertensione arteriosa, non abbastanza contrapposta. Non è la TAC, ma la RMN che può servire in questi casi. In questi casi è il Medico Cardiovascolare che deve occuparsi del problema. Infine: se i valori pressori sono ancora alti, è urgente che lei provveda con una terapia efficace. Cordiali saluti e auguri
[#8] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Grazie mille dott. Boncompagni,

per quanto riguarda l'ipertensione, il medico ha detto a mio padre che ci vogliono una quindicina di giorni prima che i farmaci facciano effetto, è vero?
Per quanto concerme la RNM, invece, quale tipologia bisognerebbe fare per avere un quadro completo della situazione?
La ringrazio ancora della disponibilità e la saluto cordialmente.
[#9] dopo  
Dr. Enzo Boncompagni
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Mah, a proposito dei 15 giorni. La RNM deve essere fatta con contrasto.
[#10] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
La ringrazio per la gentile disponibilità, le farò sapere come si evolve la situazione.

Cordiali Saluti
[#11] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dott. Boncompagni,

mi vedo costretto, ahimè, a riaprire questo consulto in quanto ci sono stati degli sviluppi non positivi.
Come dicevo sopra a mio padre era stata prescritta la seguente terapia:

Triatec 10mg - una cp al mattino
cardioaspirina - dopo pranzo
Simvastatina - 1 cp la sera
Ovviamente il cardiologo ha anche consigliato una dieta iposodica ed ipolipidica.

Tale terapia non si è dimostrata suffieciente ad abbassare i valori pressori ed è quindi stata integrata con una compressa di amlodipina da 10 mg alle 6 del pomeriggio.
Dopo un po', con questo farmaco, la pressione è scesa sensibilmente e si è stabilizzata su valori pressoché normali.

Tutto sembrava andare per il meglio quando, mecoledì c'è stato un altro episodio di sincope perfettamente uguale a quello avuto in Maggio, con le stesse caratteristiche:

"ha riferito un malessere generale e , poi è stato per alcuni secondi come assente, ma non è proprio svenuto, semplicemente non rispondeva, ha mantenuto la posizione seduta con gli occhi semiaperti e gli arti erano tesi e producevano dei piccoli scatti. Dopo un alcuni secondi si è ripreso, ha detto di sentirsi debole e di avere la nausea e di sentire una strana sensazione alla testa, dopo alcuni minuti ha vomitato"

Questa volta non ho perso tempo e ho subito chiamato un'ambulanza che lo ha portato in ospedale dove lo hanno ricoverato per accertamenti.

In ospedale, per prima cosa gli hanno fatto una tac (sempre senza contrasto), poi l'ECG ha rivelato una fibrillazione atriale (credo sia necessario specificare che in quel frangente mio padre era molto agitato), quindi gli hanno fatto una flebo (credo con un antiaritmico) e la fibrillazione si è risolta in poco tempo.

Il giorno seguente hanno sottoposto mio padre a holter cardiaco (di cui, stranamente, non ci hanno dato ancora i risultati), RX torace e sta attendendo (da 3 giorni!) di fare un ecocardio per avere un quadro completo della situazione.

Al momento lo stanno trattando (se ho ben capito) con un'antiaritmico e gli stanno facendo una terapia anticoagulante.
I medici mi hanno detto che non ci dovrebbero essere altri problemi cardiacie che, verosimilmente, la sincope è stata provocata dalla fibrillazione.

Io sono abbastanza preoccupato e vorrei avere anche qualche altro parere, sempre considerando i limiti della consulenza online:

- secondo lei mio padre è stato trattato adeguatamente o c'era anche altro da fare?

- l'ipotesi di una sincope dovuta ad una fibrillazione è pertinente considerata la sintomatologia che ho descritto sopra?

-una volta dimesso, a quali esami si potrebbe sottoporre mio padre per avere la massima accuratezza diagnostica e per scartare altre possibili cause?

La ringrazio moltissimo della disponibilità e mi scuso per la lunghezza del testo.

Cordiali Saluti



[#12] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentili dottori,

ovviamente estendo la richiesta di consulto anche ad altri medici qualora il dott. Boncompagni non fosse disponibile in questi giorni.

Grazie mille
[#13] dopo  
Dr. Daniele Gabrielli
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Gentile utente, il comportamento dei colleghi è corretto. La fibrillazione atriale ha predisposto la formazione di un trombo e la successiva embolizzazione nel distretto cerebrovascolare da cui la sintomatologia descritta.Inoltre, è corretta l'impostazione terapeutica nel trattare suo papà sia con un farmaco antiaritmico e sia con l'anticoagulante. L'eventuale successiva modifica terapeutica dipenderà proprio dai due esami strumentali che sono stati opportunamente richiesti (Ecocardiogramma ed Ecg Holter).
PS: non si preoccupi dei tre gg di attesa per la risposta dell'Ecg Holter e per l'esecuzione dell'Ecocardiogramma, rientra nella consueta tempistica ospedaliera estiva.
Cordiali saluti.
[#14] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentilissimo dott. Gabrielli,

per prima cosa volevo ringraziarla della sua risposta, poi volevo anche aggiornare la situazione e fare qualche altra domanda se è possibile.
Mio padre è stato dimesso la scorsa settimana, gli esami che ha fatto (holter cardiaco ed ecocardio) non hanno evidenziato nessun problema (eccetto una lievissima insufficienza aortica che a detta del cardiologo non è rilevante). La diagnosi, quindi, è stata quella ipotizzata fin dall'inizio: la sincope è stata causata verosimilmente dalla fibrillazione atriale.
Gli è stato consigliato di misurare la pressione e controllare la frequenza cardiaca ogni tre giorni e gli hanno prescritto la seguente terapia:

1 Cardioaspirina - dopo pranzo
2 Triatec 10mg - al mattino
3 Amlodipina 5 mg - alle 6 del pomeriggio
4 Un antiaritmico (un betabloccante mi sembra) di cui mi sfuggono sia il nome che la posologia

Gli è stato consigliato, inoltre, di iniziare questa terapia e poi di interfacciarsi col medico di famiglia per modificarla a seconda del bisogno.

In questi primi giorni con questi farmaci la frequenza cardiaca (55/60) e la pressione arteriosa (105/120 - 80/60) si sono notevolmente abbassati.

A questo punto le mie domande sono queste:

Dobbiamo attenerci alla diagnosi fornitaci dai medici dell'ospedale, oppure è conveniente fare ulteriori approfondimenti a livello cardiologico e magari anche neurologico per escludere con certezza tutte le altre possibili cause della sincope?

Chi soffre di questi problemi (ipertensione, colesterolo, aritmie sebbene isolate) deve assumere questi farmaci a vita? In caso affermativo, ciò non comporta nessun problema a lungo termine?
[#15] dopo  
Dr. Daniele Gabrielli
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Per quanto riguarda la causa dell'episodio sincopale, non farei ulteriori accertamenti. D'altra parte, ha già eseguito diversi esami strumentali quali l'Ecg Holter, l'Ecocardiogramma, la Tc cerebrale ed il Doppler dei vasi epiaortici (inoltre, durante il ricovero avrà sicuramente eseguito diversi esami ematochimici tra cui la funzionalità tiroidea e gli elettroliti ematici). Al momento, è fondamentale evitare la recidiva aritmica favorita dall'ipertensione arteriosa. Pertanto, è corretto l'atteggiamento dei colleghi che mira a controllare il ritmo cardiaco con il farmaco antiaritmico (di cui non ricorda il nome) e normalizzare i valori pressori.
Le consiglio, pertanto, costanti controlli cardiologici periodici (da cui l'eventuale modifica della terapia) e la condotta di una vita regolare sottolineando l'importanza di un'alimentazione corretta.
Cordiali saluti.
[#16] dopo  
Utente 106XXX

Iscritto dal 2009
Gentile dott. Gabrielli,

il farmaco di cui non ricordavo il nome era il nebivololo 5 mg.
Ci terrei a precisare, inoltre, che mio padre ha sempre avuto uno stile di vita abbastanza corretto: non beve, non fuma, non è in sovrappeso ed ha un alimentazione piuttosto equilibrata, quindi credo di poter affermare che ipertensione e colesterolo non siano dovuti a fattori esterni modificabili.
Mio padre vedrà il cardiologo la prossima settimana per valutare l'evolversi della situazione, ora mi chiedevo se non fosse il caso di fare anche una visita neurologica per escludere altre patologie che potrebbero avere eventualmente causato la "crisi di assenza", lei che cosa ne dice?
Poi volevo chiederle se non fosse anche necessario fargli fare una rnm encefalo con contrasto (oppure un'angio RM) per valutare con precisione se ci sono problemi a livello cerebrale, lei cosa consiglia di fare?

La saluto e la ringrazio molto dei suoi graditi ed utili consigli.

Cordialità
[#17] dopo  
Dr. Daniele Gabrielli
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Gentile utente, la decisione di somministrare un betabloccante ad azione antipertensiva e non un farmaco antiaritmico "puro", probabilmente, è motivato dal fatto che, i colleghi, sulla base degli accertamenti eseguiti, ritengono che la causa dell'evento aritmico sia imputabile esclusivamente all'aumento pressorio.
Ripeto che, l'esordio della fibrillazione atriale e della concomitante crisi ipertensiva che a sua volta ha favorito l'aritmia stessa, è causa sufficiente per giustificare il malessere accusato da suo padre. I periodici controlli cardiologici serviranno proprio a modificare la condotta terapeutica sulla base della necessità e dell'evoluzione clinica.
Gli ulteriori accertamenti, li lascerei decidere al collega cardiologo che visiterà di persona suo padre. Al momento, non andrei a ricercare una possibile seconda causa; inoltre, se dal punto di vista neurologico, vi è stato un pieno recupero funzionale, non ravvedo l'urgenza di anticipare la RM (o la ripetizione della Tc cerebrale)alla visita cardiologica che sarà eseguita a breve.
Vedrà che il collega, le saprà dare esaustive spiegazioni ed inquadrerà rapidamente il caso ed imposterà una efficace condotta diagnostico-terapeutica.
Cordiali saluti.
[#18] dopo  
Utente 106XXX

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Buonasera dott. Gabrielli,

la ringrazio per la sua risposta più che esaustiva.
Quindi potrebbe essere la stessa ipertensione a causare la fibrillazione atriale?
Alla luce di quanto mi hanno detto i medici dell'ospedale e di quanto mi dice lei ora, tutto farebbe propendere per la diagnosi di cui abbiamo detto sopra, nonostante ciò ci sono alcuni elementi che (da profano) mi lasciano un po' perplesso, e cioè: mio padre ha iniziato ad accusare un malore (sudorazione fredda e nausea, ma non palpitazioni o altro) già alcune ore prima della sincope; inoltre nella perdita di conoscenza non c'è stata anche una perdita di tono posturale, mio padre era seduto in poltrona e così è rimasto durante l'episodio, si è solo leggermente irrigidito e aveva gli occhi socchiusi. Questi sintomi sono riconducibili ad una fibrillazione atriale e ad una sincope ad essa collegata?

La ringrazio di nuovo della sua disponibilità.

Cordialità