Utente 128XXX
Salve, Mio padre deve essere sottoposto ad un intervento di bypass aorto bifemorale per un grave restringimento delle arterie.
Alcuni anni fà era stato sottoposto ad angioplastica per attenuare dei dolori acuti che avvertiva durante la deambulazione.
Ha 66 anni ed è affetto da trombocitemia essenziale in cura con oncocarbide (2 pastiglie al giorno) + cardioaspirina e monoket.
Innanzitutto siamo stati un pò spaventati dal chirurgo vascolare da noi interpellato per una serie di effetti collaterali riguardo all'intervento medesimo: infezione della protesi in primis, emoragie post operatorie, impotenza, decorso operatorio nefasto per pazienti a rischio.
Cosa che ha reso mio padre molto restìo ad intraprendere questo percorso.
Il problema è che l'autonomia di deambulazione si sta riducendo progressivamente e sul piede sinistro iniziano a formarsi ematomi con piccole lacerazioni che faticano moltissimo a guarire.
Vorrei sapere, ma questo tipo di operazione in caso di buona riuscita può permettere un ribaltamento significativo della situazione?
Una recrudescenza della sua malattia che tuttavia è stabile, potrebbe compromettere il giusto funzionamento della protesi?
infine: saprebbe indicarmi un centro specializzato a cui potermi rivolgere con fiducia?

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Dr. Lucio Piscitelli
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E' doveroso ed inevitabile che il Chirurgo nel proporre un intervento chirurgico ne illustri anche i rischi e le possibili conseguenze, ineludibili per qualunque atto medico e ancor di più per quelli più complessi come in questo caso.
D'altra parte la scelta di operare un paziente discende dalla considerazione che la proporzione tra i rischi ed i benefici che l'intervento può offrire sia nettamente a vantaggio di questi ultimi. Anche se è impossibile fare valutazioni a distanza appare chiaro che l'andamento clinico assunto dalla affezione di suo Padre (grave claudicatio, lesioni trofiche, ecc.) sembri rafforzare questa scelta e che l'intervento sia stato evidentemente consigliato proprio per interrompere questa evoluzione e prospettare al contrario una buona ripresa della sua qualità di vita.
La concomitante malattia ematologica certamente proporrà delle problematiche ulteriori nel post-operatorio, che richiederanno un attento monitoraggio e terapie adeguate.

Non è possibile, per le regole del Sito e per evidenti motivi deontologici, fornire indicazioni su Chirurghi o strutture, ma posso con estrema sicurezza rappresentarLe che Proprio nella sua Regione esistono numerose realtà specialistiche ampiamente in grado di eseguire questo tipo di trattamento con le più elevate garanzie di professionalità ed efficienza.