Utente 161XXX
Salve,
Sono un ragazzo di 28 anni, circa un mese fa durante un rapporto sessuale ho sentito un forte "crack" provenire dal pene; la mia partner era sopra e ha effettuato un brusco movimento all'indietro mentre il pene era al'interno. Il dolore è stato sopportabile e non si è gonfiato se non in maniera molto lieve, ho notato invece la presenza di un piccolo edema;non ho avuto perdite di sngue nell'urina.
Ignorando il fatto che il pene potesse subire dei traumi importanti, non mi sono fatto vedere e anzi ho riavuto rapporti sessuali.
Continuando il dolore specialmente col pene in erezione durante i successivi rapporti e un piccolo bruciore in fase di eiaculazione, dopo un mese dal trauma mi son convinto ad effettuare la visita dal mio medico il quale mi ha prescritto un ecografia peninea la quale riporta:
"L'indagine ha evidenziato la presenza di un area disomogeneizzata ipoecogena localizzata prevalentemente sul versante dorsale del pene in corrispondenza del tratto piu distale dei corpi cavernosi, che si estende per un diametro longitudinale massimo di 3,1 cm ed avente diametro trasversale di 2,7 cm circa. Il reperto è compatibile con stravaso verosimilmente siero emorragico attualmente in fase di organizzazione conseguente a microlesione traumatica dell'albuginea. Non si evidenziano attualmete alterazioni dei corpi cavernosi"
Il mio medico, dopo aver letto il referto, dice di stare trenta gg senza rapporti sessuali, di non prendere nessuna medicina o pomata e di ripetere l'ecografia alla fine dei trenta gg di riposo. Preciso che attualmente in erezione il pene ha la solita forma, non noto particolari incurvamenti, e ho un modesto dolore.
Sarei molto interessato ad una Vs opinione in merito, cosa puo comportare in futuro un simile ematoma?che rischi corro? in particolare mi chiedo se esiste qualche pomata locale oppure dei farmaci per favorire il riassorbimento.
infine vorrei sapere se posso praticare uno sport come il ciclismo.
Ringrazio anticipamente.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
astensione da rapporti e possibile fonti di ulteriori traumi (ciclismo compreso) è iol minino sindacale. varrebbe la pena di valutare la possibilità di terapia antofibrotica, ma bisogna metterci le mani su, in snso reale, non via e.mail. Senta collega dal vivo, e per intanto lo tenga alto contro la pancia, magari fissato con cerotto.
[#2] dopo  
Dr. Mario De Siati
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ALTAMURA (BA)
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Gentile signore, sarebbe opportuno che lei si facesse vedere con urgenza da un andrologo. La rottura del pene va curata chirurgicamente e non con le creme. Sulla opportunità di un intervento a distanza di un mese non posso esprimermi in maniera assoluta ,ma personalmente non escluderei questa eventualità .

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Caro lettore,

manovre sessuali del genere possono determinare una "frattura" (simile a quella di un osso) dei corpi cavernosi che può interessare solo gli strati interni e determinare solo dolore ed l'inizio di un processo riparativo fibrotico oppure tutti gli strati, fino alle tuniche circostanti con ematoma di entità anche importante. Nel primo caso, che sembrerebbe corrispondere al suo, non si deve intervenire nè in urgenza nè nei mesi (1-2)successivi, evitare traumatismi sessuali (masturbazione e rapporti), certe volte assumere farmaci che abbassino le erezioni spontanee e sperare che il fenomeno fibrotico, riparatore, non pregiudichi i meccanismi vascolari del pene creando problemi di erezione.
Si tenga sotto controllo del suo medico che sembra ben orientato
cari saluti
[#4] dopo  


dal 2011
Salve,
nel ringraziare tutti per la celere risposta fornita, proverei a verificare se ho capito: la strada chirurgica non è attualmente percorribile e l'unica cosa da fare è attendere e sperare in un riassorbimento dell'ematoma; è corretto?
In cosa consisterebbe un eventuale terapia antifibrotica e sulla base di quali fattori sarebbe o meno opportuna, inoltre l'applicazione locale di pomate per ematomi sarebbe sconsigliata o potrebbe avere un minimo effetto positivo?
So di chiedere troppo ma quali sono le possibilità che tutto torni a posto o viceversa che la lesione e quindi l'eventuale cicatrice mi dia luogo a problemi futuri?
La bicicletta non è indicata in quanto traumatica per il pene (ad esempio sollecitazioni da sconnessioni della strada) oppure in quanto attività sportiva in generale?
Grazie per l'attenzione.

[#5] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Iscritto dal 2008
Se casca dalla bici e lo sbatte, son dolori. Meglio sarebbe farsi vedere dal vedere, da qu non si fanno terapie, in effeti i principi sono diversi e si basano su quanto emrge da visita. Personalmente ad un mese non vedo l' indicazione chirurgica, ma è parere via e.mail.
[#6] dopo  


dal 2011
Nel ringraziare di nuovo per le risposte avute vorrei far presente che devo ancora far la seconda ecografia ma a seguito di un continuo fastidio nell'urinare(leggero bruciore) comparso a seguito del trauma ho effettuato un esame urine piu urinocoltura, come da suggerimento del medico.
L'esame chimico alla voce "esame microscopico del sedimento" riporta: "Rarissimi leucociti"; lo sviluppo colturale riporta "assenza di flora batterica" e il p.a.r. test è negativo.
Vi sarei grato se poteste darmi un opinione in merito visto che fino ai primi di luglio non potrò farli vedere al medico.
Grazie
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Iscritto dal 2008
Varrebbe la pena farsi vistare che non vi fosse una patologia infiammatori sovrapposta del tratto urinario inferiore e farei anche uroflussometria.
[#8] dopo  


dal 2011
Gentilissimo Dottor Cavallini, la ringrazio per la cortese attenzione.
Mi scuso anticipamente per la mia scarsa comprensione ma gli esami da me effettuati (urine piu urinocoltura) non escluono gia da se la presenza di infezioni urinarie?
Mi chiedo inoltre se il leggero bruciore nell'urinare non possa essere legato al trauma subito.
Grazie
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Iscritto dal 2008
non escludeno altro che cause evidenti, ce ne sono altre. Uroflussometria valuta come scorre l' urina, cioè che non vi siano ostacoli urtrali o prostaici.