Utente 161XXX
Salve Dottori. Ho un problema. Da tempo ormai faccio costantemente uso di levitra pur non credendo di aver nessun tipo di problema. E' probabilmente solo un fattore psicologico. Sto con una donna bella che amo e fin da quando ho cominciato a frequentarla ho fatto uso di levitra.
Diciamo che una pastiglia da 10 MG io riesco addirittura a spezzarla in 12 parti. Credo quindi di assumere solo 8 milligrammi a giorno. Eppure a me basta per sentirmi piu' in forma e sicuro di me.
Credo di cominciare a avere una dipendenza da queste piccole dosi ma il problema ora è un'altro.
Ho uno sfogo cutaneo sul viso che non riesco a far passare in nessuna maniera. Lo sfogo non è stato risolto ne da due dermatologi con due creme diverse.
La domanda che volevo farvi è: E' mai possibile che l'utilizzo costante di levitra, ormai già all'incirca 1 anno filato se pur in dosi bassissime, possano aver creato in me un'intolleranza al medicinale e mi abbiano creato questo sfogo?
L'altra domanda è: Uno dei dermatologi mi ha consigliato di fare visite per diabete o intolleranze alimentari. Facendo le analisi specifiche si vede dal sangue che faccio uso di levitra?
Pur sapendo di doverne forse parlare con lei non me la sento e non vorrei che lo scoprisse cosi'.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signotre,
non amo le farmocodipendenze come questa, magari la pastiglia è anche autoprescritta. E' un puro atteggiamento di comodo questo. Per cui da collega avanti marsch. Nessun esame convenzionale d4el sangue scopre levitra, e e lo sfogo non c' entra nulla con farmaco. levitra,
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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CATANIA (CT)
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Gentile Signore,
il mio intervento esula dallo sfogo sotto l'occhio, ma è inerente la sua dipendenza dal farmaco, valutata inoltre a suo dire ,l' assenza di patologie organiche e, la sua oggettiva giovane età.
Le pillole dell'amore, cialis, levitra e viagra, mi scusi ma non sono anti depressivi, nè stampelle emotive, per l'auto-stima, ma farmaci " sintomatici", prescritti sotto super visione di ben due specialisti ( andrologo e sessuologo, per evitare poi dipendenze...), non un pericoloso e nocivo " fai da te".
Valutato lo sfogo, non conseguenziale al farmaco e, la sua richiesta di consulenza a noi del portale, perchè non coglie l'occasione per chiedere un consulto ad un sessuologo clinico, che sia anche psicoterapeuta, con cui comprendere i nuclei di vulnerabilità associati alla sua capacità erettiva ed investigare il suo rapporto con il farmaco?
auguri di cuore.





www.valeriarandone.it