Utente 381XXX
Cari dottori... Sono un ragazzo di 32 anni e purtroppo ho un problema di deficit erettile. Mi sono rivolto ad un noto andrologo di Roma che tra l'altro scrive anche su questo sito. Dopo essere stato visitato mi è stato diagnosticato un deficit erettile derivante da fuga venosa e come cura mi è stato prescritto il solito cialis. La mia domanda è... Cosa può provocare la fuga venosa? Si può guarire? Sono condannato al cialis a vita? Se si... si può usare il cialis generico tanto pubblicizzato su internet visti i costi di quello ufficiale? Vi prego siate esaurienti. La DE è un problema che rovina la vita. Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Signore,nel ricordarLe che non é un ragazzo,bensì un uomo di 32 anni,La inviterei a precisare se la DE é primitiva o se é sopraggiunta in un secondo momento,se é convivente o meno e se il problema é saltuario o costante.Riguardo alla diagnosi che Lei riferisce,personalmente ritengo che,davanti ad una fuga venosa,il cialis o qualsiesi terapia farmacologica abbiano un effetto nullo.
Ritengo,da decenni,che la fuga venosa possa,in casi rari, esistere, quando la DE é primitiva o di fronte ad un grave dismetabolismo (sindrome metabolica) o traumatismo.Circa l'assunzione del "solito" cialis,non credo che abbia un effetto terapeutico,ma La può aiutare a raggiungere un equilibrio.Diffidi dalle vendite via internet.
Infine,mi astengo doverosamente da qualsiesi commento sull'Andrologo che ha consultato in quanto ritengo che non debba essere questa la sede idonea né Lei l'interlocutore.
Cordiali saluti
Dr. Pierluigi Izzo
[#2] dopo  
13785

Cancellato nel 2013
concordo pienamente con tutte le affermazioni fatte dal Collega
[#3] dopo  
Dr. Salvatore Macaluso
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CAMPOFELICE DI ROCCELLA (PA)
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Caro utente 38115 ,

oltre a dare una risposta ai quesiti posti dal dr.Izzo , ci comunichi anche il risultato dell'ecocolordoppler penieno statico e dinamico che lei , a giudicare dalla diaqnosi fatta , penso avrà già eseguito .
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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conocordo con i colleghi
[#5] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
Caro dott. Izzo volevo innanzitutto ringraziare lei ed i suoi colleghi per la risposta fornitami ma a quelli che sono stati i miei quesiti è stato risposto solo in parte ed in modo non chiaro per questo cercherò di dare qualche indicazioni in più. La mia DE si è manifestata all'incirca un anno fa e dalla sua comparsa si manifesta in modo costante anche se a volte la durezza dell'asta risulta essere più consistente ma non sufficiente o non come risultava essere precedentemente. Parlo di DE giovanile perchè a 32 anni è vero che si è un uomo ma parlando di "vita sessuale" si è ancora giovani e si spera di averne una lunga dinanzi.
Il cialis prescrittomi dà buoni risultati ma farne uso a vita mi "spaventa" e non solo da un punto di vista economico.

Ho effettuato un EcoColorDoppler dinamico che ha evidenziato una normale dilatazione dei sinusoidi con valori di picco del flusso sistolico nella norma per l'età; dopo 6 minuti Vps 15.5 cm/s. sulla A.Ca. cx e Vps 16.5cm/s. sulla A.Cav.sin.
La fase di dilatazione e di incremento dell'inflow arterioso si è presentata regolare, con normale incremento del diametro delle A.Cavernose e regolare emergenza delle arteriole elicine; nella fase tardiva la Vps ha raggiunto i 50 cm/s.
I valori della velocità diastolica sono rimasti anche nella fase tardiva, su valori di Vd > 5cm/s. con valori massimali di Vd di 21cm/s. ed RI=0.58. Alla radice del pene si sono evidenziate attività venose evidenti al Colordoppler durante le fasi respiratorie e maggiormente durante manovra di Valsava.
L'esame ecotomografico evidenzia testicoli in sede, di forma normale e dimensioni moderatamente ridotte il sinistro come per ipotrofia, ad ecostruttura discretamente omogenea e margini regolari.
Nulla di ecograficamente apprezzabile a carico degli epididimi con normale rappresentazione strutturale della testa, corpo e cosa. Non segni di idrocele bilateralmente; non ispessimento delle tonache ne dei deferenti, non si evidenziano lesioni di tipo focale.
L'esame EcoColorDoppler evidenzia un normale flusso delle Arterie Spermatiche. Il plesso pampiniforme destro appare normale e non evidenziano reflussi spontanei, mentre nel sinistro è presente una moderatacondizione dilatativa dei vasi venosi con reflussi al Power doppler per 2/3 della manovra di Valsava come per varicocele di grado 2°.
CONCLUSIONI: i dati emersi dagli esami effettuati depongono per un normale funzionamento del distretto arterioso penieno; si sono invece evidenziate anomalie del meccanismo Veno Occlusivo cavernoso tali da compromettere il mantenimento dell'erezione. Varicocele di grado 2° nel testicolo sinistro.

Ora riformulo le mie domande...
Cosa può provocare la fuga venosa? Si può guarire? Sono condannato al cialis a vita? Esiste un cialis generico in vendita nelle farmacie tradizionali? Vorrei avere un parere da parte di tutti voi signori che avete gentilmente risposto al mio quesito iniziale e se possibile anche da qualche dott. di Roma come il Prof. Martino e il Dott. Pozza
[#6] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
P.S. Aggiungo che non ho subito nessun trauma e escludo un problema di natura psicologica anche se su quest'ultimo punto le teorie possono essere varie.
[#7] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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Gentile lettore,

in corso di ecocolordoppler dinamico penieno ha ottenuto un'erezione di qualità paragonabile all'erezione che ottiene attualmente sessualmente?

Dott. Edoardo Pescatori
[#8] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore 38115,

il problema della cosidetta "Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa" è ancora uno dei grossi problemi non risolti della andrologia.
Non è ancora chiaro perchè il "sistema venoso" (che normalmente porta ad una quasi completa occlusione del deflusso cavernoso)non funzioni in maniera adeguata tanto da impedire il conseguimento di una ottimale rigidità del pene ed il mantenimento di una adeguata rigidità per il tempo ritenuto utile ad ottenere una corretta e piacevole penetrazione.
Si era pensato a malattie di qualche singola vena, a malattie delle pareti venose ( in effetti questi problemi sono assai più frequenti in chi soffra di altre patologie venose quali varici, varicocele, emorroidi), ad influssi negativi di neurotrasmettitori sul sistema venoso, disturbi metabolici vari, influssi della azione degli androgeni (Testosterone) sulle pareti vascolari.............
Si sono provate tante terapie e pochi hanno visto risultati positivi.
Agli inizi degli anni '90 si era pensato di intervenire chirurgicamente sulle vene pensando che la patologia fosse una patologia di una o poche vene; gli insuccessi totali o quasi totali hanno portato alla scomparsa di tale chirurgia ( anche se esistevano i soliti importanti chirurghi italiani che riferivano successi strepitosi nel 70-80 % dei casi operati!!)che oggi si effettua solo in casi ultra-ultra selezionati.
L'utilizzo del Cialis può essere considerato una modalità di avere erezioni "accettabili" anche a distanza dalla assunzione del farmaco.
Qualche autore ( basterebbe leggere la letteratura aggiornata) riferisce anche dei risultati positivi a distanza e quindi una specie di "effetto terapeutico".
A mio parere il paziente deve prendere atto di avere un problema "venoso" e deve utilizzare le modalità terapeutiche disponibili.
E' lo stesso problema di chi soffre di emorroidi. Dovrà convivere con le emorroidi, dovrà evitare i cibi piccanti, gli alcolici,dovrà andare di corpo regolarmente, ed altro; potrebbe operarsi ma sapere che il rischio di recidiva è abbastanza elevato; in pratica il problema non può essere eliminato ma solo "tamponato"
Cari saluti
[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
condivido quanto espresso nella Sua risposta dal Collega POZZA.
Affettuosi auguri per tutto ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARRTINO
[#10] dopo  
Dr. Sergio Longhi
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Concordo pienamente con il collega Pozza. Alla sua età è pensabile approfondire il quadro clinico anche da un punto di vista psico/sessuologico, anche se Lei lo esclude. Cordiali saluti.
[#11] dopo  
Utente 381XXX

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Caro dr. Pozza ringrazio lei, il Prof. Martino e gli altri dottori per l'intervento ma ho ancora qualche curiosità. Da quanto mi pare di capire non esiste soluzione alla Disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa (e quindi sono rassegnato a conviverci) e che tra le terapie disponibili una di quelle più comode ed efficaci risulta essere il cialis. Non esiste quindi nessuna possibilità di risolvere il problema.
Ciò mi addolora ma cerco di guardare avanti e di vivere nel migliore dei modi questa condizione. Al cialis ho una discreta risposta ma questo farmaco è molto caro. Cerco di dividere le pasticche a metà per circa 10mg ad assunzione ma il costo è comunque elevato. Perchè nessuno mi ha risposto sull'esistenza o meno di un farmaco generico con le stesse proprietà? Esiste? Gradirei una risposta. Per quale motivo secondo voi è utile farsi visitare ogni 3-4 da un andrologo quando già si sa cosa dirà e cosa prescriverà (cialis)? Spero non sia solo per una questione prettamente economica. Certe situazioni logorano una persona già abbastanza.
In merito alla domanda del dr. PESCATORI rispondo:
in corso di ecocolordoppler dinamico penieno ho ottenuto un'erezione di qualità paragonabile all'erezione che ottengo attualmente ovvero non un granchè.
Grazie di nuovo a tutti
[#12] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

purtroppo il Cialis è abbastanza caro.
Non credo che il medico che la ha seguita possa chiedere un parcella solo per la ripetizione della prescrizione.
Io non mi comporto così. In genere chiedo di vedere il paziente ogni anno ma le prescrizioni sono assolutamente libere.
tenga peraltro presente che la prescrizione la può avere anche dal suo Medico di famiglia
cari saluti
[#13] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
confermo le ultime considerazioni del collega Pozza, purtroppo non esiste sul mercato un generico che contiene il principio attivo del Cialis , cioè il Tadalafil. Forse ciò avverrà in un prossimo futuro.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
[#14] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
ma chi Le ha detto che la terapia di mantenimento con il farmaco da Lei citato debba essere necessariamente prescritta dall'Andrologo?
E' ovvio che un controllo periodico e' INDISPERNSABILE...ma non certo per la semplice ripetitività della prescrizione. Il Suo Medico di famiglia La potrà aiutare benissimo, ma per aiutarLa ha ovviamente necessità di una proposta terapeutica specialistica dove sia indicato non solo il farmaco da usare ma anche la durata e le modalità del trattamento.
Affettuosi saluti
Prof. Giovanni MARTINO
[#15] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
le dirò di più . Il medico curante , capace autonomamente di valutare la sua situazione clinica e gli esami da lei fatti può in tutta autonomia indicarle il trattamento più mirato anche senza la proposta o l'indicazione terapeutica specialistica. Il Tadalafil può essere prescritto dal suo medico senza nessuna super-indicazione . E' questa una pratica in alcuni casi troppo facile ma comune ed usuale.
Un cordiale saluto.
[#16] dopo  
Dr. Sergio Longhi
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Gentile utente, condivido gli ultimi consigli e considerazioni dei colleghi. In più esiste concorrenza tra le farmacie, per cui con un pò di pazienza e perseveranza può sempre trovarene una che applica spontaneamente degli sconti sul prezzo di vendita.Cordiali saluti.
[#17] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
condivido la puntuale osservazione del Collega LONGHI.
Ma una cosa dovrebbe essere chiara: un trattamento con la classe di farmaci di cui stiamo parlando, a mio parere, andrebbe iniziato e portato avanti SOLO ED ESCLUSIVAMENTE sotto la super visione di uno Specialista Andrologo. E questo certamente senza voler sminuire il valore della figura del Medico di famiglia, ci mancherebbe altro. Una terapia ormonale, una terapia anticoagulante, una terapia antiepilettica e ...chi ne ha più ne metta...debbono essere impostate da Specialisti. Su loro indicazione, il Collega Medico di base instaura il mantenimento teraputico e organizza gli opportuni controlli clinici. E non è un compito di secondaria importanza, perchè sarà proprio lui per primo a cogliere la comparsa di eventuali effetti secondari e/o collaterali imprevisti o non graditi o del tutto pericolosi.
Affettuosi auguri per tutto ed un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#18] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
concordo in pieno con le considerazioni finali del collega Martino.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org

[#19] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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anch'io sono daccordo con il collega Martino
[#20] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Senza esagerare!
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta