Utente 489XXX
Buongiorno Egr.Dottori
Mio fratello è stato sottoposto a intervento chirurgico il 19-maggio 2010 con asportazione del polmone destro,il prof.che ha eseguita l'intervento disse che era molto soddisfatto e che tutto era andato come lui aveva previsto,noi parenti
eravamo molto felice,portato in sala di rianimazione dopo circa 24 ore ci comunicano che mio fratello era cod.rosso perche il polmone non saturava e non se lo spiegavano perche il po2 nel sangue i valori erano normali (non vorrei sbagliarmi e il po2 ) ci dissero che lo intubavano e lo mettevano in como farmacologico ,il giorno 24-5 lo risvegliano e le cose non vanno bene cosi decisero di fare una tracheotomia ,dopo qualche giorno tutto andava bene il polmone saturava al 100% tanto che lo tolsero dalla rianimazione e lo portarono al reparto per alcuni giorni tutto andava bene improvvisamente lo trasferirono
al reparto di rianimazione ci dissero per tenerlo sotto osservazione precauzionale perchè aveva decimi di febbre ,per 2 giorni tutto normale poi ci comunicano che dove aveva inciso il tronco si era formata una fistola e che era entrata aria infetta nella cavità dove avevano asportato il polmone che la cosa e seria e che si va avanti per tentativi oggi dicono che tentano di chiudere questa fistola con del collante sperando che tenca(la fistola è di circa tre millimetri) siamo molto preoccupati,potete darci un vostro consiglio
e se ci sono stati altri casi come questo.
vi ringrazio per l'attenzione
[#1] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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Gentile utente
Purtroppo la formazione di una fistola bronco-pleurica è una delle complicanze che il chirurgo toracico teme di più.
Premesso che non avendo la possibilità di visionare le documentazioni fondamentali, posso darle delle spiegazioni generiche.
Quando si effettua una pneumectomia si taglia il bronco principale e quindi si sutura il moncone che rimane.
Per motivazioni molto variabili (tecniche, anatomiche etc) a volte la sutura del moncone bronchiale tiene poco o addirittura non tiene e quindi si forma una comunicazione tra l'abero bronchiale e la cavità pleurica.
Le conseguenze possono essere diverse ed una grave può essere l'empiema pleurico ovvero l'infezione del cavo pleurico con accumulo di pus al suo interno.
Il problema principale della fistola è che è complicato portarla a guarigione proprio a causa dell'infezione sottostante quasi sempre presente.
Le tecniche utilizzate sono varie e non sempre efficaci.
L'uso di collanti per via fibrobroncoscopica generalmente è il primo approccio poco invasivo.
Purtroppo tale tecnica ha una elevata percentuale di insuccesso e bisogna utilizzare altre tecniche più invasive (per esempio posizionamento di protesi endobronchiali o addirittura creazione di una finestra toracica).
Il tutto dipende dalle capacità rigenerative dei tessuti sottoposti a trattamento.
Nel centro in cui lavoro generalmente si comincia con un uso combinato di collante e protesi bronchiale per poi procedere con altre tecniche in caso di insuccesso.
Chiaramente queste sono solo considerazioni generiche.
Ci mantenga a conoscenza del proseguio
[#2] dopo  
Utente 489XXX

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Buongiorno Egr.Dottori.
Mi scuso per il ritardo la fase successiva a quella gia iliustrata è la seguente.
Il primario della chirurgia toracica fece una riunione coi familiari e ci illustro il suo programma.
( 1 ) che gli avrebbe applicata una protesi.
( 2 ) che avrebbe aperta la ferita dove era stato tolto il polmone,fatta una bella pulizia se ricordo bene applicava una protezione (una specie di stuccatura )
( 3 ) ( windows open) lasciare la ferita aperta fare due medicazione al girono per sconfiggere l’infezione
( 4 ) controllato che tutto vada bene (IL PROFESSORE è ottimista )si ricuce il tronco si controlla
che tutta vada bene e si ricuce la ferita il tutto avverrà dopo la conferma dei vari esami strumentali.

GRAZIE

Giuseppe
[#3] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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Purtroppo nei casi in cui le tecniche conservative falliscono bisogna procedere con metodiche più invasive.
Il programma propostoLe è abbastanza classico e utilizzato spesso .
Prevede la creazione di una "Open Window Thoracostomy" ovvero di una finestra toracica attraverso la quale effettuare medicazioni quotidiane dall'esterno con lo scopo di far guarire l'infezione e favorire la formazione di tessuto cicatriziale nuovo.
La speranza è che si possa chiudere la fistola anche se a volte ciò non avviene.
Tale programma si svolge nel giro di mesi.
[#4] dopo  
Utente 489XXX

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Buongiorno egr Dottori

Forse mi sono espresso male nel formulare il quesito al punto ( 4 )
Il professore disse che una volta tolta l’infezione dal cavo toracico
Lui ricuciva il tronco dove ce la fistola
Che questo tipo d’intervento era gia stato eseguito con successo.
Mi sa dire se questo intervento e da protocollo e se lei ha gia trattato
E con che successo .
Grazie Giuseppe
[#5] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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In alcuni casi isolati è possibile provare a ricucire il bronco con dei punti di sutura.
purtroppo sono tentativi con alta percentuale di insuccesso.
Come le accennavo, più spesso si effettuano dei trattamenti atti a permettere la creazione di nuovo tessuto cicatriziale in modo che pian piano il buco si chiuda.
Anche in questo modo la percentuale di insuccesso è alto.
Il problema è che ogni singolo caso va trattato ina maniera specifica in relazione al tipo di fistola, sue dimensioni, sue posizioni, condizioni cliniche generali del paziente, etc.
Tutto questo per dirle che purtroppo da semplici consulti on-line non si possono che ricavare semplici dati generici ed indicativi.
Casi complessi come quelli di fistole bronchiali prevedono un approccio specifico, singolo per ogni paziente che deve essere attentamente valutato sulla base di visite reali.

[#6] dopo  
Utente 489XXX

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Grazie vi mettero a conoscenza del proseguio speriamo in bene Giuseppe
[#7] dopo  
Utente 489XXX

Iscritto dal 2007
Buongiorno egr. Dottori
Il prosequio è stato molto duro con depressione rifiuto al cibo tanto che perse peso da kg 80 a 48
Non aveva più massa muscolare era assente poi il sig.( DIO ) illuminò i dottori a mio avviso con
Ritardo consulenze neurologo, consulenze nutrizionista, fisioterapista, da quel momento, l’anno dato una nutrizione forzata attraverso un foro praticato sulla pancia, dopo 25/30 giorni
Cominciato a nutrirsi via orale a preso peso ora e 64 kg,incomincia a fare i primi passi (mio fratello è stato operato il 19/5/2010) il Professore gli ha detto che per la fine del mese lo mandava a casa e gli praticavano le medicazione. V.A.T periodicamente ,mio fratello ha sempre la ferita aperta e che viene medicata 2 volte al giorno il mio dubbio è ma la v.a. c a casa e nelle sue condizioni è la scelta giusta ? la fistola se c’è ancora con questo metodo si chiude ?che probabilità di successo.

Circa 10 giorni fa il Prof. disse alla moglie di mio fratello che lo preparava per un intervento.
In pratica, gli asportava un pezzo di muscolo lo sistemava dove c’èra la fistola (se si era chiusa o no) poi chiudeva la finestra open window. Perché nel giro di dieci giorni questo cambiamento con le medicazione V.A.C è una prospettiva più positiva più. Oppure……..le sarei molto grato se potesse dare una risposta alle mie preoccupazioni,(lo so che col tumore al polmone si muore ma si può anche vivere ) forse ho fatto confusione nell’esprimere la situazione di mio fratello ma è questa .

Gazie per il tempo che ci dedicate .