Utente 381XXX
Da piccolo sono stato ricoverato per una broncopolmonite era il 1987...le flebo erano ogni due ore, ero abbastanza grave.
Dopo essere stato dimesso dall'ospedale ho cominciato ad avere paura, dapprima dei medici (ma da bambini credo sia normale avere paura del "cacmice bianco")...poi con il tempo la paura si è allargata a tutto l'ospedale...non riesco nemmeno più ad andare a fare visita a qualcuno...mi sento soffocare, mi gira la testa, gli occhi rossi e devo uscire di corsa a prendere una boccata d'aria, proprio non resisto.
La paura è diventata sempre più specifica...almeno credo...dovrei andare a fare le analisi del sangue, le ultime le ho fatte proprio nell'aprile dell'87!!! HO PAURA...20 anni che aspetto che passi e invece no...continuo ad aver paura!
Eppure so che mi servono perchè ho dei disturbi per i quali vorrei fare i dovuti accertamenti...ma l'idea dell'ago che mi buca...sento i brividi anche solo a scrivere questa frase...
L'idea è più legata al fatto che generalmente si usa una vena del braccio (mi ricorda terribilmente la flebo di quando ero piccolo!)perchè in fondo potrei superare questa paura se il prelievo si potesse fare anche su una vena della mano...
E' la sola unica grande paura che ho...ma un'ostacolo enorme...non posso andare avanti così...cosa posso fare? Parlo con il mio medico? Ai centri prelievo tengono conto anche delle "paure"? Grazie...se riuscirò a superare questa paura passerò all'ostacolo successivo che è quello di andare a fare una vistia uro-andrologica che alla mia età non ho ancora fatto...ma anche qui devo affrontare la paura...che infondo non è tanto dell'ospedale o del camice bianco ma solo e sempre degli aghi (accertamenti, analisi, prelievi, anestesie...)
Grazie

Valuta ospedale

[#1] dopo  
37324

Cancellato nel 2010
Gentile utente,
in una certa misura la "paura del camice bianco", come la definisce Lei, rientra nella normalità, soprattutto in giovanissima età e, in età un po' più matura, nel caso in cui non sia di ostacolo allo svolgimento del "normale corso di vita" (incluse visite, analisi ecc.).
Dalla sua descrizione pare di capire che nel suo caso questo timore abbia raggiunto un'intensità tale da procurare un forte stato d'ansia al solo pensiero di effettuare un prelievo, il che lascia pensare che si tratti di un disturbo di tipo fobico. Il mio suggerimento è quello di parlare della sua paura con il suo medico curante ed, eventualmente, rivolgersi ad un Collega Psicologo per una consultazione che possa aiutarla a chiarire l'origine della sua ansia.

Cordialmente
Dr. G. Marchesini
[#2] dopo  
Dr. Federico Sasso
20% attività
0% attualità
0% socialità
AVELLINO (AV)
Rank MI+ 20
Iscritto dal 2007
Concordo pienamente con il mio collega...e visto la necessità degli accertamenti che lei dice, consulterei al più presto uno psicologo-psicoterappeuta per cercare di capire meglio la natura della sua fobia. Forse potrebbe essere legata anche a non accettazione del motivo degli accertamenti che lei accenna. Spero di esserle stato utile,

federicosasso78@libero.it

www.psicologinrete.it
[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
Gentile utente,

la sua paura assume caratteristiche piuttosto gravi.
Al di la' delle motivazioni sottostanti al suo problema, e' certamente piu' utile sottoporsi agli esami del sangue anche con un piccolo aiuto farmacologico che le consentira' di evitare crisi inconsulte durante il prelievo.
E' utile la consultazione con uno psichiatra per valutare la possibilita' di sottoporsi ad un percorso psicoterapeutico.
Tale percorso e' in ogni caso una scelta correlata al grado di malfunzionamento che ha lei rispetto al problema.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#4] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio per le tempestive risposte! La paura è veramente tanta...anche se ricordo che anni fa per una vaccinazione antiepatite non ho avuto problemi...forse perchè non me ne sono neanche accorto...
Stranemente (per me) invece l'anestesia del dentista non mi ha mai dato problemi (forse perchè non ho visto nulla dato che gli occhi li tenevo chiusi?), e la richiedo ogni volta che vado per evitare di sopportare anche il minimo dolore...
Anche il dentista è stata una paura in passato, ricordo però che dopo essere stato in cura presso uno studio ortodontico per mettere l'apparecchio quando avevo 15 anni, la paura dell'impronta di studio è rimasta ma il fatto di averla fatta quella volta quasi sotto "ipnosi" (l'assistente mi ha praticato delle tecniche di rilassamento concentrandomi sulla respirazione...gli occhi ce li avevo aperti ed ero coscente...ma praticamente ricordo che eseguivo i comandi come un'automa)...mi ha fatto passare la paura del dentista, a tal punto che ci vado tranquillamente e mi addormento sulla poltrona....

Chissà...forse come dice il dott. Ruggiero dovrei farmi "sedare" per evitare che la cosa mi dia fastidio...ma cercherò con le mie forze di affrontare questa grande paura e al massimo giro gli occhi dall'altra parte...
[#5] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
Parlando con il mio medico ho saputo che non sono il solo suo paziente ad avere questo problema...la risposta purtroppo è stata "quando vi toccherà che dovrete farle per forza la paura vi passerà!"

E' proprio l'idea di aver tolto del sangue più che dell'ago...
Io sono alto 1,78m e peso poco meno di 50Kg...non sono affatto anoressico ma evidentemente sottopeso! Credo sia la tiroide...e per quello che voglio fare le analisi del sangue...ma già "secco" come sono..se mi tolgono anche quel poco di sangue che ho!?!?

[#6] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
Gentile utente,

ritengo piu' opportuno l'utilizzo di un farmaco che possa aiutarla ad affrontare la situazione piuttosto che affrontarla "a crudo", cio' perche' il farmaco puo' aiutarla a ridurre la quota di paura legata all'ansia che puo' provocarle altri sintomi


Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#7] dopo  
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni
24% attività
4% attualità
8% socialità
CARNATE (MB)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2006

Gentile utente,
la risposta cruda e sicuramente poco empatica del suo medico nasconde in ogni caso una quota di verità: la paura di un male maggiore può essere quanto mai efficace nel far dimenticare temporanemente una difficoltà di minore entità.
Ciò detto se le analisi si rivelassaro quanto mai indispensabili e urgenti nell'immediato può anche ricorrere a un supporto farmacologico, non dimentichi però che si tratta presumibilmente di un disturbo fobico e che come tale va trattato con adeguata psicoterpia. Quanto mai efficace in questi casi risulta la psicoterapia ipnotica ericksoniana.

Con i migliori auguri
F.I.Passoni

studiopsicologia@hotmail.it
[#8] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
[psicoterapia ipnotica ericksoniana.]

...ecco, proprio quello di cui avrei bisogno!

Comunque a "mente fredda" ho capito che il problema più che degli aghi è riferito alla specifica parte del corpo (gli avambracci, appunto!), zona dove comunemente si effettua il prelievo...è l'idea di dover mettere "l'ago a farfalla!" proprio dove da piccolo mi applicavano le flebo che mi spaventa, proprio mi ricorda quel passato poco felice!
Parlerò con il mio medico ed eventualmente lo farò presente al momento del prelievo se fosse possibible "usare un'altra vena"...magro come sono potrebbero andare bene quelle delle mani come pure quelle del bicipite...sarà una questione psicosomatica ma io "il gesto dell'ombrello" (mi si voglia perdonare il poco elegante paragone) non lo posso più fare...quella zona delle braccia è più sensibile del resto, uso sempre la mezza manica infatti proprio per tenerla coperta...paura, fobia, psicosi o nevrosi che sia...questa cosa della flebo mi ha segnato profondamente
GRAZIE a tutti per le gentili, utili e pazienti risposte!
[#9] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
Gentile utente,

l'utilizzo di altre vene puo' provocare un dolore maggiore rispetto a quello che proverebbe per l'uso della solita via d'accesso.


Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#10] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
...perchè allora negli ospedali talvolta mettono le flebo sul dorso della mano? Io le ho viste anche a qualche paziente messe sui polsi...ODDIO! Non oso immmaginare il fastidio...già a me l'idea dell'avambraccio mi infastidisce...A mia cugina quando fu ricoverata all'età di 14 mesi le furono applicate addirittura sulle tempie!!!

Certo ora non pretendo di aver effettuato un prelievo sulle tempie ma mi chiedevo se la mia paura (come superata quella del dentista!) poteva superararsi affrontando l'impatto con un ago in una zona del mio corpo che non ha "associazioni mentali" per me traumatiche...

Comunque stasera vado dal mio medico a fare l'impegnativa...già che ci sono facciamo delle analisi specifiche per tiroide e metabolismo (che sono le due cose che mi preoccupano di più)...vi farò sapere se alla fine..."un lungo respiro e chiudi gli occhi" serve come psicoterapia per queste che da 20 anni mi senti definire "sciocchezze"...che dire allora di chi ha paura dei ragni?!
[#11] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
Due ore fa ho fatto il prelievo! Ero un po' agitato e comunque la paura non mi è passata...

Ho affrontato il problema convincendomi che lo facevo per il mio bene e che dopo 20 anni era più che giusto effettuare un controllo per evitare di aspettare che fosse troppo tardi...

Mi sono seduto (avre preferito sdraiato!)...ho lasciato il mio braccino sinistro sul cuscino ho detto "ho paura" e ho chiuso gli occhi per girare la testa indietro...

L'infermiera è stata bravissima, non ho sentito il dolore dell'ago bensì una volta dentro non usciva sangue...!!!! (POSSIBILE?!?!) Inanto a denti stretti cercavo di sopportare l'ago in vena (ero tutto sudato e stavo tremando) che mi ricordava tremendamente le flebo di quando ero piccolo (oltretutto sempre sul braccio sinistro!)... L'infermiera agitata alla fine da eccellente professionista è riuscita a fare il suo lavoro (io stimo tantissimo le infermiere quanta pazienza!), ma ha dovuto spremermi il braccio come un limone...

Ho ancora il cerotto (essì! in due ore ancora il buchino sanguina un po'!), la paura NON E' PASSATA AFFATTO! Tanto più che la lieve complicazione del sangue che non usciva mi ha caricato di una paura in più!

E' stata un po' lunga perchè avevo tre impegnative (già che c'ero ho fatto un chekup completo), forse in futuro per una provetta sola sarà meno traumatico...

Cercherò di non fare trascorrere altri 20 anni comunque magari stabilisco una data "ricorrente" che userò tutti gli anni per questa pratica...forse così...come si dice "a forza di"...la paura mi passerà!

Grazie a tutti per l'aiuto!

PS: anche il mio medico voleva darmi un tranquillante da prendere la sera prima per evitare l'agitazione...io e il mio fegato abbiamo preferito di no!
[#12] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
Ha sbagliato a non prenderlo e sarebbe bastato un quarto d'ora prima, cosi' da poter evitare la presenza di tutti questi sintomi.


Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#13] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2007
Quindi dott. Ruggiero, Lei attribuisce l'incoveniente del sangue che non esce almio stato di agitazione? Accompagnato anche dalla testa che gira (credevo fosse normale che gira un po' la testa quando tolgono il sangue) e dal fatto che sudavo...oggi fa caldo e mi sembra che sia normale sudare quando fa caldo...

Non ero agitato...ero preoccupato...se avessi avuto paura ma proprio PAURA come avrei fatto a prendere la fredda decisione di dire "SI' andiamo a farle queste analisi"?

Non potevo più aspettare...le mie ottime condizioni di salute in fondo sono apparenti...lunedì avrò gli esiti e vedremo se ho fatto bene ad andare a cercare la "patologia" oppure sono "sano come un pesce" e avrei potuto evitarmi quello che poi è durato non più di 2 minuti...

A proposito di paure... mio padre ha paura dei cani (ognuno ha le sue), io per amore verso questi animali l'ho convinto ad accettare la presenza di un cane nella nostra famiglia...la paura non è affatto passata (per strada ancora sobbalza se incrocia un cane) ma la quotidiana convivenza con il nostro piccolo amico a quattro zampe ha almeno alleviato certi timori...entrambi si tengono distanti.

Ora come ora direi che dovessi rifarlo "ho paura" ma non escludo di ritornare a questo punto entro tre mesi!

Non mi permetto di insegnare nulla a nessuno ma credo che le paure a questo punto piuttosto che essere eliminate vanno affrontate e bisonga imparare a conviverci...come il cane con papà!
[#14] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
52% attività
20% attualità
20% socialità
AVELLINO (AV)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2003
Gentile utente,

e' probabile che una attivazione neurovegetativa le abbia comportato una riduzione pressoria tale da non consentire la fuoriuscita del sangue.
Teoricamente sarebbe potuto svenire subito dopo il prelievo, per fortuna non e' successo.

la paura che prova rispetto all'uso dell'ago certamente va affrontata ma necessita al momento di un aiuto per evitare la presenza dei sintomi complementari che possono di per se stessi peggiorare la paura.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#15] dopo  
Dr.ssa Flavia Ilaria Passoni
24% attività
4% attualità
8% socialità
CARNATE (MB)
Rank MI+ 36
Iscritto dal 2006
Beh complimenti per questo suo primo successo!
Resto comunque dell'idea che, data la sintomatologia fobica ( in cui è forse presente una certa familiarità?)una adeguata psicoterapia non potrebbe che esserele d'aiuto!

Con i migliori auguri
F.I.Passoni
studiopsicologia@hotmail.it
[#16] dopo  
Dr. Daniel Bulla
48% attività
4% attualità
20% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2003
Gentile Utente,
ho letto con interesse questo scambio di mail. Sicuramente un Utente che scrive e chiede molto è una persona che la soluzione la sta cercando attivamente, e già questo è un buon passo verso la guarigione.

Tant'è che, inciampando qua e là, lei il prelievo alla fine l'ha fatto.

Credo interessante, però, notare che la paura degli aghi si inserisce in un quadro di paure più "generale", almeno da quanto lei ci racconta, e il mio timore è che col passare del tempo (anche una volta risolta la paura degli aghi) queste ansie si "spostino" su altri focus.

Per cui secondo me un approfondimento di tipo psicoterapeutico potrebbe essere indicato, prima o poi: il mio consiglio è una terapia cognitivo-comportamentale, che attraverso attività "pratiche" insegna strategie per gestire meglio l'ansia e le fobie.

Ma, ora che ha fatto il primo passo, spenga internet e si rivolga ad un professionista in carne ed ossa, perchè da "qui" è difficile darle risposte coerenti senza averla mai vista!

Cordialmente

Daniel Bulla

dbulla@libero.it