Utente 164XXX
Egregi Dottori,
scrivo alla fine di una lunga strada di ricerche senza risultato e ormai disperata per i dolori e la continua assunzione di farmaci che mi sono stati prescritti senza una diagnosi.
Cercherò di essere rapida...Verso il 15 di novembre del 2009, quando mancavano meno di due settimane alla nascita della mia bambina, ho iniziato ad avere un forte dolore alla gamba destra. Sembrava un dolore tipico dell'infiammazione di un tendine. Il dolore è poi continuato per i giorni successivi facendomi zoppicare.
Dopo un parto naturale molto lungo e doloroso la cosa è diventata veramente grave.
non riuscivo a star in piedi se non appoggiandomi a qualche supporto e perfino il semplice gesto di svestirmi o vestirmi mi era quasi impossibile. Il dolore coinvolgeva soprattutto la gamba destra e il bacino.
Sono stata dimessa con una semplice radiografia al bacino risultata negativa.
I giorni e le settimane seguenti sono state un inferno fino a quando non ho deciso di rivolgermi ad uno specialista in ortopedia il quale mi ha fatto eseguire in un altro ospedale numerosi esami di laboratorio e una radiografia.
Dagli esami di laborotorio sono emersi: VES 37; FIBRINOGENO 435; ALFA 1 GLICOPROTEINA ACIDA 144; EMOGLOBINA E NITRITI NELLE URINE; ALFA 1 GLOBULINE 0,42, ALFA 2 GLOBULINE 1,19; BETA 1 GLOBULINE 0,56; ANTICORPI ANTI NUCLEO 1/160.
Per qunto concerne invece la radiografia ad anche e bacino: RIDOTTO IL TROFISMO CALCARE DELE OSSA. MINIME ALTERAZIONI ARTROSICHE AI CAPI OSSEI DELLE ANCHE. CONSERVATI GLI SPAZI ARTICOLARI. questi risultati sono del 21/12/2009.
Dopo questo il mio ortopedico ha deciso di farmi iniziare una cura cortisonica piuttosto importante, accompaganata da iniezioni per le ossa e antiinfiammatori per rimettermi in piedi ed in effetti così è stato.
Dopo circa un mese camminavo. il mio medico di base tuttavia ha voluto prescrivermi una scintigrafia ossea ed na risonanza magnetica.
Nella scintigrafia: INTENSO IPERACCUMULO DEL TRACCIANTE IN CORRISPONDENZA DELLA TESTA FEMORALE DI AMBO I LATI E A GREDIENTE MINORE IN UNA PICCOLA AREA ALLA PORZIONE INFERIORE DELLA SINCONDROSI SACRO-ILIACA DESTRA.
NON UNIVOCA INTERPRETAZIONE OSTEONECROSI? ALTRO?, MENTRE ALLA REGIONE SACRO ILIACA PUÒ ESSERE COMPATIBILE CON PATOLOGIA OSTEO-ARTICOLARE. DISCRETO ACCUMULO ANCHE IN PROSSIMITÀ DELLA x COSTA.
Risonanza: A LIVELLO DELLE EPIFISI E DEL COLLO FEMORALE BILATERALM PUÒ ESSERE COMPATIBILE CON ALGODISTROFIA MA PER ALCUNI CARATTERI NON È DA ESCLUDERE INIZIALE NECROSI VASCOLARE.
DOPO LA FINE DELLA CURA CORTISONICA A TUTT'OGGI CONTINUO AD ASSUMERE COME PRESCRITTO SALAZOPIRIN EN IN DOSAGGIO CRESCENTE DA 1 A 5 COMPRESSE DI' E ARCOXIA 1 AL DI' MA I DOLORI, NONOSTANTE IO ORA CAMMINI CI SONO E A VOLTE MI RENDONO IMPOSSIBILE PERSINO SEDERMI. COLPISCONO SOPRATTUTTO IL BACINO MA A VOLTE ANCHE TUTTE LE GAMBE.
HO SENTITO INOLTRE UN IMMUNOLOGO CHE MI HA PRESCRTITTO DIVERSI ESAMI: EMERGE SOLTANTO ANTICORPI ANTI NUCLEO 1/160 E POSITIVITÀ IGG A VCA E EBNA.
VI CHIEDO DI AIUTARMI

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile signora,
con tutti i limiti che il mezzo implica, posso dirle che gli accertamenti finora svolti sembrerebbero orientare verso un problema delle articolazioni coxofemorali. Pertanto sarebbe opportuno e prioritario sentire nuovamente un parere ortopedico (o reumatologico).
Saluti,