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Calcificazione muscolare ileo psoas a seguito di intervento anca

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010

    Calcificazione muscolare ileo psoas a seguito di intervento anca

    Buongiorno, il problema riguarda la mia ragazza. Ha 30 anni e quando aveva 13 anni è stata operata per una displasia congenita. 3 anni fa ha subito un intervento di artroprotesi al femore e da allora presenta ancora forti dolori e impossibilità a deambulare correttamente. Fin dalla riabilitazione lamentava un forte dolore alla parte alta della coscia, vicino all’inguine, soprattutto quando tentava di alzare la gamba da sdraiata: riusciva e riesce tutt’ora ad alzarla di soli 4-5 cm!! Oltre a questo dolore nei primi tempi lamentava dolori alla schiena localizzati al livello del gluteo dx. Nelle visite di controllo e in quelle straordinarie dovute a dolore eccessivo è sempre stata liquidata in modo abbastanza superficiale. Anche in pronto soccorso è stata liquidata con 2 infiltrazioni che non hanno avuto alcun effetto. 1 anno e mezzo fa la situazione è peggiorata, in quanto la deambulazione era diventata difficile a causa del dolore alla schiena e alla coscia, fino a costringerla a riprendere le stampelle. Sono seguiti esami di ogni genere per valutare problemi alla protesi, girando diversi ospedali e ortopedici, che dopo avere escluso la loro ipotesi l’hanno sempre congedata con un: “ci sentiamo tra 6 mesi”…. anche da parte di medici di una certa fama! Vabbè! Ci siamo poi rivolti ad un fisiatra-osteopata, che ha in parte attenuato il dolore alla schiena tramite manipolazione, ma che ritorna con crisi acute con una frequenza mensile. Non riuscendo invece a trovare soluzione al dolore alla coscia che non le permette di muovere la gamba in modo corretto, tramite una semplice ecografia è stata riscontrata una calcificazione muscolare di 1,8 cm sul muscolo ileo-psoas, nei pressi del trocantere. E qui un'altra piccola odissea: visite e consulti vari che hanno fatto emergere 2 possibilità. Onde d’urto o intervento chirurgico. L’ortopedico specialista delle onde d’urto ha chiaramente sconsigliato l’uso delle stesse per una calcificazione muscolare in quella posizione ed ha esplicitamente detto di non voler prendersi in carico l’intervento chirurgico. Stessa cosa ha detto un altro ortopedico, consigliandoci di rivolgersi ad un chirurgo, perché nessun ortopedico si assumerà mai il compito di operare. Non ho capito benissimo ma parlava di posizione della calcificazione vicino ad un tendine o nervo…
    Sarei grato a chiunque potesse darmi informazioni su problematiche simili o specialisti che hanno rimosso calcificazioni muscolari chirurgicamente!
    Grazie




  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 248 Medico specialista in: Ortopedia
    Chirurgia vascolare e angiologia

    Risponde dal
    2008
    Guardi che non c'è nessun problema tecnico ad accedere chirurgicamente al tendine del m.ileo psoas.
    Credo che la perplessità dei colleghi sia la diagnosi, probabilmente ancora da completare.
    Ma dare tutte le colpe di questi disturbi ad una piccola area di addensamento a carico del muscolo ileopsoas, purnon consocnedo il caso, è davvero difficile.

    In ogni caso lei sa che a distanza è impossibile fare valutazioni ed offrie indicazioni.

    Ma qualche informazione posso fornirgliela.

    1) In genere non si parla mai di "calcificazioen" di un muscolo, ms piuttosto, di "ossificazione" in quanto i fenomeni di metaplasia (trasformazione di un tessuto in un altro) sono dovuti al cambio di assetto morfologico e funzionale delle cellule muscolari (o meglio delle loro progenitrici) che si trovano nella struttura di un muscolo: diventano cellule di altro tipo, completamente diverse.
    Poichè la formazione di osso nel muscolo avviene grazie all'azione attiva di cellule che si mettono a produrre osso e assomigliano sempre di più ad osteoblasti (cellule dell'osso) piuttosto che a fibrocellule muscolari (cellule del muscolo) questo processo verrà definito pertanto ATTIVO e mediato da CELLULE.
    Fenomeno possibile perchè il muscolo è molto vascolarizzato e questo tipo di processi, mediato da cellule, richiede molta energia e dunque un forte apporto di ossigeno.

    2) Quando si parla di "calcificazioni" si intende (o si dovrebbe intendere), invece, un processo di precipitazione di sali di calcio che avviene nel contesto di strutture a basso o nullo tenore di vascolarizzazione, SENZA la mediazione di cellule. Per tali ragioni questo processo va considerato come PASSIVO e ANISTO.
    Passivo perchà appunto non c'è un ruolo attivo della cellule a formare quei depositi, ma solo precipitati passivi che avvengono su base strettamente chimica come nella beuta di un laboratorio di analisi.
    Anisto perchè senza cellule, dal greco a- (alfa privativo) e -istòs (tessuto).
    In queste sedi i processi infiammatori cronici a carico delle inserzione dei tendini/capsule/legamenti producono nel tempo una modficazione dell'equibrio acido-base fisiologico locale facilitando, per il basso tenore di ossigeno, la costituzione di ambienti ideali alla precipitaizone di cristalli ad esempio di ossalato di calcio o di altro tipo (urati/ vedi gotta).

    Insomma tutto è possibile nella vita e in Medicina, ma bisogna sempre partire da ciò che è più probabile.
    Qui sotto, qualora voglia approfondire, potrà trovare altri consulti su questo tema.

    http://www.medicitalia.it/consulti/Ortopedia/91234/Calcificazioni-cosci

    http://www.medicitalia.it/consulti/Ortopedia/64363/Grossolane-calcifica

    Cordialmente
    Dr.A. Valassina


    Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2010
    La ringrazio per la risposta.
    Non sono un esperto, ma da quanto ho capito i vari ortopedici consultati hanno escluso ogni altra possibile causa! Abbiamo fatto esmi per vrificare eventuale rigetto, operazione non corretta, lesioni ai nervose ecc.Le manipolazioni posturali del fisiatra sono state le uniche cure che hanno portato dei benefici al dolore alla schiena. La postura durante la deambulazione è visibilmente non corretta (credo sia comprensibile visto che sono passati 3 anni dall'intervento e da 3 anni ha dolore alla schiena). Ad ogni modo, dopo il trattamento del fisiatra il dolore è diminuito e le crisi acute vengono ogni 1-2 mesi per un paio di giorni, ed il dolore non è più localizzato nella parte dx della schiena ma migrano da dx al centro e anche a sx. A settembre dovrebbe fare la terapia con le onde d'urto per una calcificazione ossea all'anca. Ma intanto siamo alla ricerca di un chirurgo disposto ad eliminare l'ossificazione.
    Speriamo bene...abbiamo tante cose da realizzare, ma prima dobbiamo risolvere questo problema





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