Utente 165XXX
Salve, ho 23 anni e sono sposata da due anni.
Io e mio marito (29 anni) ci conosciamo da 4 anni e da sempre lui ha sofferto di disturbi dell'erezione.
Il primo episodio di disfunzione erettile sarà successo alla terzo/quarto rapporto, praticamente subito. Poi la cosa si è ripetuta moltissime volte, diciamo che una volta su tre il rapporto non va a termine, ma comunque SEMPRE si verificano "problemi". Riassumo i vari problemi:

-Mancanza di desiderio sessuale: mio marito non mi chiede mai di avere un rapporto sessuale (anche questo da sempre).
Ci amiamo molto, ne abbiamo parlato; lui sostiene di aver sempre avuto un basso, molto basso desiderio sessuale sin da giovanissimo e di aver avuto rapporti sessuali molto spesso non per voglia ma per questione di "virilità", eccezione fatta per i 15-16-17 anni, in cui invece era molto attratto dal sesso (ma mai praticato a quell'età).

-Disfunzione erettile: anche qui ha sempre affermato di aver sofferto di disfunz erettile, con qualsiasi donna, in qualsiasi circostanza, a qualsiasi età. L'unico momento in cui non si è mai manifestata la disfunzione erettile è stato quando praticava la masturbazione (che ha specificato essere molto molto veloce) mentre adesso il problema si manifesta anche lì (nella masturb.).
Per disfunzione erettile intendo: difficoltà d'erezione durante i preliminari (infatti dopo un po' di sforzi la raggiunge solo parzialmente) e calo parziale o scomparsa totale dell'erezione durante il rapporto. La cosa particolare di quest'ultima è che spesso sono io a farglielo notare perché lui non lo percepisce fisicamente! Non se ne accorge!

-Orgasmo: per raggiungere l'orgasmo impiega moltissimo tempo. A volte non lo raggiunge affatto.

Non so se può essere utile ma io e mio marito non proteggiamo più i nostri rapporti da circa un anno, in tutto questo tempo non è mai sopraggiunta una gravidanza, eppure siamo molto giovani.

Aggiungo che 10 anni fa si è operato al varicocele e nello spermiogramma precedente l'operazione era risultato sterile al 90% perché la maggior parte degli spermatozoi erano "morti" e l'8% non proseguivano dritti (perdonatemi non mi ricordo la frase esatta, comunque la battuta del medico fu "i restanti sono rimbambiti").
Mio marito dopo l'operazione non ha mai più eseguito uno spermiogramma o controlli di altro tipo.

Cosa può essere? In quale struttura dobbiamo rivolgerci e che esami deve fare?
Mio marito dice di essere stanco di questa storia e che è pronto per qualsiasi esame.
Io sono preoccupata perché dopo tanti anni (visto che questo suo problema è sorto più di dieci anni fa) mi sento di escludere cause psicologiche, anche se non sono un medico, o cause rivolte a mie prestazioni sessuali, sia perché cerco di essere molto complice e disponibilissima, sia perché ha avuto questo problema con tutte le partner precedenti.

Aiutatemi vi prego,

Laura

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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cara signora in questi casi vanno esegiuiti come prima cosa i dosaggi ormonali oltre che una visita andrologica
[#2] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettrice,

oltre alle indicazioni ricevute dal collega Quarto che mi hanno preceduto, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, quali esami fare e poi che terapie seguire, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html .

Un cordiale saluto.

[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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cara lettrice,

dalla sua descrizione si potrebbe immaginare che suo marito possa soffrire di una disfunzione venosa ( varicocele) che potrebbe anche determinare la difficoltà-incapacità a raggiungere una valida rigidità e mantenerla in assenza di stimoli diretti sul pene ed una difficoltà a raggiungere l'orgasmo.
Questa consapevolezza di un quasi sicuro insuccesso potrebbe indurre una scarsa voglia di fare sesso , quasi una forma di autodifesa.
qualche elemento su www.erezione.org
sentite un andrologo
cari saluti
[#4] dopo  
Utente 165XXX

Iscritto dal 2010
Grazie infinite per le vostre risposte, grazie davvero.

Per rispondere al Dott. Giovanni Beretta, avevo già letto quell'articolo, molto interessante.
Dovrebbe eseguire gli esami quindi del testosterone e della prolattina?

"Un disturbo dell'erezione può avere una causa endocrina, sia per una carenza di testosterone, sia per un eccesso di ormoni inibitori, in particolare della prolattina. Comunque, l'incidenza complessiva dei deficit erettivi su base ormonale non sembra superare il 5% dei casi. Può essere utile in alcuni casi comunque una valutazione ematochimica generale, del testosterone e della prolattina."


Volevo chiedere invece, se possibile, al Dott. Diego Pozza, riguardo al varicocele, se dopo l'operazione chirurgica si ritorna ad uno spermiogramma normale..?

Mio marito dopo l'intervento di dieci anni fa non si è più sottoposto, sbagliando fortemente, ad alcun tipo di esame, spermiogramma compreso.
Mi chiedevo se devo aspettarmi un brutto esito dal prossimo esame del liquido seminale che effettueremo la prossima settimana, nonostante l'operazione fatta..?

In altre parole, se era sterile dieci anni fa prima dell'intervento, è probabile che lo sia ancora adesso?

Forse sto chiedendo l'impossibile ma ci provo lo stesso, visto che la questione fertilità mi interessa anche più
della disfunzione erettile.

Grazie in anticipo per le risposte.
Laura
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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cara lettrice,

se nel vostro "programma di coppia" la fertilità è importante allora suo marito dovrebbe effettuare uno spermiogramma per verificare la sua attuale capacità fecondante da correlare, poi, con la possibilità di avere rapporti sessuali completi ed utili ai fini riproduttivi.
Credo sia importante una guida da parte di uno specialista andrologo
Cari saluti
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Oltre alle informazioni già ricevute dal collega Pozza, se poi vuole focalizzare anche il problema sessuale del marito, la prima tappa è sempre quella di consultare un esperto andrologo e su suo successivo suggerimento iniziare le valutazioni ecocolordoppler per studiare il problema vascolare a livello penieno e nelle valutazioni ematochimiche si deve anche eseguire naturalmente un dosaggio dei fattori ormonali da lei citati.
[#7] dopo  
Utente 165XXX

Iscritto dal 2010
Grazie per le risposte.
Seguiremo attentamente i vostri preziosi consigli, purtroppo abitiamo lontano dalle città in cui esercitate, altrimenti avrei intrapreso volentieri questo percorso con uno di voi, che siete stati davvero gentilissimi e precisi.
Grazie ancora
Laura
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Fatta comunque la valutazione andrologica, ci aggiorni.