Utente 636XXX
Buongiorno,
sono una ragazza di 32 anni e chiedo un consulto per un sintomo molto fastidioso che dura da ormai quasi un anno.
Mi capita spesso, quasi esclusivamente al mattino o dopo i pasti, di avvertire un aumento considerevole dei battiti (fino a 140-150 bpm), cosa per la quale un paio di volte sono andata anche al pronto soccorso.
Ho eseguito Ecocardiogramma e Holter cardiaco, dai quali però non è risultato nulla di anomalo.
Se può essere utile, queste tachicardie sono quasi sempre accompagnate da peristalsi molto intensa, che culmina in coliche intestinali con dissenteria.
Mi è stata diagnosticata sindrome del colon irritabile e sospetta ernia iatale, che al momento sto curando con Antra 20 mg e assunzione di fibre durante i pasti.
Aggiungo che sono un soggetto ansioso, in passato ho fatto un paio di cicli di sertalina associata ad alprazolam per arginare il problema dell'ansia.
Per cercare di tamponare, nel momento in cui compare la tachicardia, e persiste per più di 20 minuti, assumo 15 gocce di alprazolam sublinguali.
Purtroppo quando ho questi attacchi non riesco a stare tranquilla, ed è come se si scatenassero delle vere e proprie crisi di panico.

A questo punto, non so se continuare a vagliare la questione cardiologica, oppure riprendere con i farmaci per l'ansia...

Grazie per l'attenzione

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Dr. Massimo Tidu
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Gentile utente:
Con gli accertamenti cardiologici che ha eseguito e che sono riferiti negativi, starei abbastanza tranquillo dal punto di vista cardiovascolare. E' molto probabile che la tachicardia possa dipendere dall'ernia iatale cui si associa verosimilmente uno stato ansioso.
Esistono in farmacolgia farmaci antiaritmici che possono migliorare i suoi disturbi correlati alla tachicardia, ma hanno numerosi effetti collaterali anche abbastanza rilevanti che ne sconsigliano l'utilizzo in assenza di un'accertata aritmia.
A disposizione per ulteriori consulti