Utente 165XXX
Salve,

ho appena letto un articolo riguardante l'infarto su uomni adulti.
L'articolo scriveva del congresso della Società Europea di Cardiologia, svoltosi a Monaco con la presenza di 35mila cardiologi di tutto il mondo (presente anche nella rivista Lancet), dove appunto si discuteva sul pericolo d'infarto sui soggetti con battito cardiaco superiore ai 70 al minuto.
Un noto professore italiano, ha effettuato studi su un nuovo medicinale chiamato "ivabradina", farmace capace di abbassare sensibilmente i battiti e quindi di diminuire del 36% il rischio d'infarto.

Ora volevo sapere: è vera questa cosa? i soggetti adulti che non hanno problemi cardiovascolari ma che allo stesso tempo hanno più di 70 battiti al minuto, rischiano l'infarto?

Grazie anticipatamente

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Dr. Massimo Tidu
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Gentile utente:
Credo che abbia compreso solo parzialmente i risultati degli studi che riguardano l'ivabradina, i quali sostengono che mantenere una frequenza inferiore ai 70 battiti per minuto, in soggetti con cardiopatia ischemica nota (ossia che ABBIANO GIA' SVILUPPATO infarto o angina) determini un miglioramento della prognosi.
In un soggetto adulto senza particolari fattori di rischio coronarico e senza evidenza di patologia cardiovascolare il rischio di avere un infarto con FC superiore a 70 battiti cardiaci è molto rara.
A disposizione per ulteriori consulti