Utente 166XXX
Salve, sono un ragazzo di 33 anni. Ho avuto un intervento al cuore, per il sindrome della scimitarra, scoperto un anno fá. Dopo l'intervento durato 8 ore, quando doveva durare soltanto 4, mi dicono che tutto é andato bene. Dopo due mesi mi sento molto stanco quando salgo le scale e mi fanno fare una TAC, dove scoprono che il diaframma é stato danneggiato. Con il diaframma paralizato il musculo si é gonfiato e ha ridotto il polmone destro. E' come avere un polmone e mezzo. Non potró fare piú il mio lavoro, lavoro in edilizia. La mia domanda é posso richiedere un risarcimento per il danno sofferto? Che possibilitá cé che qualcuno si prenda la sua responsablitá?

Grazie. Cordiali saluti.
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101860

Cancellato nel 2013
gentile utente, ovviamente questa non è la sede adatta per entrare in merito ad una controversia legale nè ci sono tutti i dati (per esempio l'atto operatorio) per esprimere giudizi. La lesione del nervo frenico e la successiva paralisi del diaframma è una complicanza molto rara in cardiochirurgia: può avvenire quando si taglia trasversalmente il pericardio e ci si avvicina al decorso del nervo. In genere questa manovra viene eseguita negli interventi di bypass coronarico con il prelievo dell'arteria mammaria. Ovviamente questo non è il suo caso. A volte la lesione è secondaria all'uso del raffreddamento topico del cuore con il ghiaccio; in questo caso il danno è transitorio.
E' un diritto del paziente rivolgersi ad un legale per un eventuale risarcimento ma ho seri dubbi che vengano messe in luce chiare evidenze riguardo il rapporto causa-effetto.

Cordiali saluti