Utente 908XXX
Io ho l'utero fibromatoso e nell'ultimo anno mi sono sottoposta a 3 interventi per asportare miomi e polipi, purtroppo ho fatto molte assenze per malattia e molte volte sono rimasta a letto in casa per evitare metrorragie, qualche tempo fa l'azienda mi ha detto di aver sbagliato il conteggio malattia sul mio cedolino e che avrebbe effettuato controlli e poi mi avrebbe comunicato l'esito. Dopo circa 15 giorni mi ha comunicato che le dovevo in pregresso circa € 6.000 io ho consultato il contratto ed ho visto che si le malattie brevi vanno raddoppiate ma dal raddoppio sono escluse le neoplasie, le persone che mi hanno presentato il conteggio mi hanno detto che loro non sono medici perciò non erano in grado di stabilire la patologia nonostante io sorvolando la privacy abbia presentato le copie delle mie cartelle cliniche. Facendo un salto nel passato prima di entrare in ospedale ho chiesto la documentazione che dovevo presentare e mi hanno risposto il certificato di ricovero e quello di dimissione(che visto che mi serviva ho presentato in fotocopia).
Io ho chiesto al sindacato che mi ha suggerito di presentare un certificato medico che attestava che la mia patologia rientrava nelle neoplasie, cosa che ho fatto ma le persone preposte mi hanno detto che per loro i giorni di malattia andavano ugualmente raddoppiati quando non ero ricoverata in ospedale. Ai sindacati mi hanno detto che non solo i giorni non vanno raddoppiati ma essendo sempre la stessa patologia ripetuta nel tempo, secondo il contratto dei metalmeccanici, ho diritto al comporto prolungato che prevede il pagamento completo dei primi quattro mesi e mezzo,essendo io in questa azienda da 5 anni e mezzo.
Qualcuno per favore mi può dare la sua opinione?
Cordiali saluti
[#1] dopo  
2386

Cancellato nel 2011
Buon giorno, credo che abbia sbagliato interlocutore. Sta chiedendo a medici del lavoro aspetti contrattuali e retribuiti di cui non sappiamo nulla. Dovrebbe rivolgere i quesiti ad un consulente del lavoro o ad un legale. Mi spiace non poterle essere utile. Tanti auguri per la sua malattia.
[#2] dopo  
Dr.ssa Susanna Borriero
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Concordo pienamente con il collega Ravalli, posso solo aggiungere una mia riflessione: per quanto attiene i fibromiomi uterini questi vengono classificati come neoplasie o neo formazioni benigne. Secondo me dovrebbe far verificare dal medico legale e avvocato il contratto ed il termine "neoplasia", assolutamente generico -presenza di tessuti o neo formazioni - senza altra specifica relativa al quadro istologico.
Cordiali saluti
[#3] dopo  
5762

Cancellato nel 2009
I colleghi che mi hanno precedeuto hanno detto bene. Non è un problema medico ma ammnistrativo e sindacale. Va risolto direttamente con l'ufficio personale della ditta e/o con il sindacato o (si spera sempre di no) con un legale.
E' importante leggere bene (e chiarire concetti e definizioni ricorrendo magari ad una interpretazione autentica) il contratto di lavoro. Cosa si intende per neoplasia? C'è una esatta definizione nel contratto? C'è un elenco di patologie neoplastiche?
Dal punto di vista medico il termine "neoplasia" indica la presenza di formazione "nuova", che prima non c'era e che non ci deve essere.
All'interno di questa definizione si distinguono "neoplasie benigne" (a lenta crescita e che non portano a morte, salvo casi particolari) e "neoplasie maligne" (a crescita rapida e che portano più o meno rapidamente a morte). Anche un porro o un fibroma sono neoplasie.
Tutto dipende da cosa c'è scritto in contratto o dalla interpretazione autentica che può darne chi ha stilato e firmato il contratto. In assenza di chiarimenti ed in caso di contenzioso giudiziario, sarà il giudice a stabilire la definizione con i relativi risvolti amministrativi che ne conseguono.
Anche il medico competente non ha titolo ad interpretare un contratto di lavoro per gli aspetti amministrativo-sindacali.
Cordialmente
Sebastiano Rizzo
[#4] dopo  
Dr. Maurizio Golia
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In primo luogo bisognerebbe conoscere con esattezza il contenuto dell'articolo del contratto in oggetto, molti contratti (in altri settori) regolamentano le "assenza per grave patologia e per le terapie salvavita" e i giorni di ricovero, day-hospital e di effettuazione di tali terapie non vengono conteggiate nei giorni di malattia, il suo caso comunque non sembra rientrare in tale articolo.
[#5] dopo  
66038

Cancellato nel 2009
Cara Signora,
Per quanto riguarda il riconoscimento della sua patologia di natura oncologica, si rivolga al suo ginecologo facendosi certificare la malattia.
Porti il tutto, cartelle cliniche e certificati medici specialistici ad un patronato e ponga il problema ai consulenti medici e legali. Sapranno loro certamente indicarla come fare valere i suoi diritti.
Il servizio è gratuito.

Cordialmente la saluto, ricordandoLe di rimanere a sua disposizione insieme ai miei miei colleghi, per eventuali consulti futuri.