Utente 167XXX
Salve volevo chiedere delle delucidazioni in merito alla patologia di mio padre di anni 84 residente a Palermo.
Premetto che nell’anno 1986 ha effettuato un intervento di impianto di bypass presso l’ospedale di Verona e da allora non ha piu’ sofferto di alcunche’ ne tantomeno, per sua negligenza, ha effettuato periodicamente i dovuti controlli a parte qualche elettrocardiogramma.
Circa un mese fa’ ha avuto un episodio lipotimico di pochi secondi a seguito del quale ha effettuato una visita cardiologica con elettrocardiogramma che ha evidenziato una bradicardia confermata
Dai valori riscontrati con l’applicazione dell’holter.
Ieri e’ stato sottoposto ad un intervento di applicazione di pacemaker presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo.
Sempre dopo il citato episodio lipotimico, a seguito di una ecografia cardiaca, e’ stato riscontrato un aneurisma alla aorta addominale di cm 7 sette , motivo per il quale siamo molto preoccupati ,in quanto ho saputo essere pericoloso e letale in quanto si potrebbe rompere a breve.
Adesso non so cosa ci prospetteranno in quell’ospedale so solo che ,essendo io residente a Milano, vorrei ricoverare mio padre presso l'ospedale niguarda
Mio padre e noi siamo preoccupati per questo intervento anche se gli e’ stato spiegato che e’ piu’ pericoloso averlo questo tipo di aneurisma che subire un intervento che lui non intende fare a cielo aperto.
Volevo sapere se essendo lui cardiopatico iperteso adesso portatore di pace maker, l’urgenza dell’intervento ,il l tipo di intervento consigliato ,ovviamente il rischio , e se puo’ viaggiare per la prima volta In aereo.

GRAZIE

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Preziosi
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Buongiorno gentile utente,sicuramente una dilatazione dell'aorta addominale di circa sette centimetri va trattata,in quanto il rischio improvviso di fissurazione con successiva rottura è alto.Ovviamente il rischio operatorio sussiste,ed è da valutare globalmente soprattutto in considerazione del quadro cardiologico pregresso e attuale.Il fatto di intervenire a cielo aperto o per via endovascolare mediante il posizionamento di un'endoprotesi aortica va deciso colegialmente sulla base di una serie di fattori.Non ultimo lo studio delle caratteristiche anatomiche dell'asse arterioso riveste particolare importanza per la possibilità "tecnica" o meno di impiantare la protesi addominale.Sicuramente,valutata l'età e i fattori di rischio di suo padre,la soluzione endovascolare rappresenterebbe la metodica di prima scelta per il trattamento della patologia aortica di cui è portatore.
Credo che tra i vari accertamenti diagnostici a cui suo padre è stato sottoposto,ci sia anche un'Angio-Tac dell'aorta addominale.
In definitiva, senza dubbio, l'indicazione al trattamento dell'aneurisma è chiara,da farsi nel più breve tempo possibile.Rimango a disposizione per ulteriori eventuali chiarimenti e/o dubbi.
[#2] dopo  
Utente 167XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio per la sua risposta proprio oggi il Prof PUTTINI dell'osp Niguarda, al quale ho chiesto un consulto in merito mi ha riferito di voler visitare mio padre per sottoporlo ad una Tac ,al fine di valutare il tipo di inervento, ma purtroppo non prima della fine di agosto inizio settembre. Aggiungendo altresi che un aneurisma di 7 cm è sicuramente a rischio di rottura e che l'età avanzata e le patologie concomitanti di mio padre non costituiscono controindicazione assoluta all'intervento. Si può decidere se si deve fare un intervento aperto o endovascolare solo dopo aver visto una TAC che mio padre non ha ancora fatto.
saluti grazie!!