Utente 395XXX
Gentilissimi dottori,
all'età di 28 anni, pochi minuti prima di prenotareuna visita per risolvere un problemino piuttosto particolare, ho avuto modo di conoscere questo sito...per cui vorrei capire se mi sto muovendo bene.
La situazione è per me ormai chiarissima quanto perfettamente definibile in quanto le cose vanno sempre allo stesso modo.
Ho una storia con una ragazza da diverso tempo. Con lei nessun tipo di problema...anzi, riusciamo ad avere rapporti di durata media sui 35-40 minuti, e spesso dopo circa 15 minuti ricominciamo. Davvero tutto perfetto.
Così come per le erezioni mattutine, una sicurezza, o per l'autoerotismo, che pratico con costanza e senza aver mai avuto il minimo tentennamento.
I problemi sorgono (o meglio...scendono) con qualsiasi altro tipo di rapporto occasionale o nuovo rapporto.
Nessun problema a raggiungere l'erezione, completa e duratura, almeno fin quando la partner non si fa un po' più intraprendente. Al contatto del mio membro con la sua mano...sento improvvisamente un'ondata di calore ed inizio a perdere velocemente l'erezione fino ad arrivare al nulla assoluto. E da lì più nulla da fare, sento tutta la parte come addormentata e il forte istinto che avere un rapporto si volatilizza nell'aria: restano solo vergogna e mille domande.
Qualche volta, in realtà, l'erezione dura fino al momento di indossare il preservativo, ma sicuramente non è mai possibile arrivare alla penetrazione.
E' successo che dopo poche ora da una di queste tristi esperienze abbia avuto uno dei soliti rapporti super con la mia partner abituale: come sempre, tutto orgogliosamente perfetto.

Vorrei aggiungere un ultimo dettaglio, che penso faccia quadrare ulteriormente il tutto.
Tempo fa, lasciatomi con lei, ho cominciato una nuova storia. Come sempre, nella fase di petting nessun problema ma ricordo bene che appena la mano di lei ha slacciato il primo bottone dei miei jeans è ricominciato il "crollo verticale". Per diversi giorni abbiamo provato a concludere qualcosa ma non era possibile nemmeno la masturbazione. Dopo circa 1 settimana, con il pene dotato di una minima e leggermente superiore al solito turgidità, la mia partner è riuscita a masturbarmi completamente. Da quel giorno in poi sono scomparsi tutti i problemi e sono riuscito a ripetere prestazioni che mi danno orgoglio. Questa persona parte, la rivedo dopo qualche mese...e...come se avessi perso l'abitudine, si ripresenta il problema, anche se viene risolto in un paio di giorni.
Ultima nota: con un'altra ragazza ho avuto rapporti orali senza mai problemi. Nel momento in cui decidemmo, dopo qualche mese, di avere rapporti sessuali, mi sono ritrovato ancora una volta nella stessa situazione.

Ormai, dopo molte brutte figure, nonostante abbia provato in tutti i modi a risolvere la cosa da solo, non ho più speranze...se non nella medicina, anche se la particolarità di ciò che mi succede mi rende un po' scettico sulla possibilià di poter contare su un'aiuto esterno e che non provenga da qualche lato oscuro della mia mente.
Ho effettuato una visita tempo fa. Non ricordo chi fosse il medico ma era sempre di Roma. A parte il brutto carattere, mi ha visitato fisicamente (visita visiva e tattile) e mi ha detto che era tutto ok. Poi mi ha dato degli integratori e delle pasticche: il mio farmacista mi ha consigliato di non prenderle perché si trattava di farmaco usato dai culturisti e molto pericoloso perché causava sterilità.

Avevo intenzione di mettermi nelle mani del dottor Ermanno Greco, penso sia abbastanza conosciuto nel campo, tuttavia dovrei partire da Firenze per andare appositamente a Roma...se ci fosse un medico in gamba qui intorno...

Ringrazio anche chi solo leggerà per l'attenzione dedicata...
Con molta speranza, saluti a tutti.

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[#1] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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TORINO (TO)
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Gentile utente,
come già lei ha correttamente valutato, sessualità. affettività, amore, sensualità, corporeità sono ingredienti tutti presenti nella sfera emotiva di chi vive e pratica una vita sessuale come la sua. Ovviamente il consiglio è di puntualizzare alcuni aspetti che nel suo caso può fare attraverso una consulenza presso un Sessuologo (vale a dire uno specialista in problematiche sessuali soprattutto di tipo relazionali e psicologiche). Le consiglio inoltre di prestare particolare attenzione a cure farmacologiche al fine di non innestare problematiche specifiche.


Cordialmente.

Stefano Garbolino
[#2] dopo  
Utente 395XXX

Iscritto dal 2007
La ringrazio tantissimo per la risposta. Devo dire che mi resta comunque difficile credere che il mio cervello possa farmi 1 scherzo del genere...
C'è possibilità di effettuare una visita presso un buon medico di Firenze, uno di cui mi possa fidare (e non un macellaio come quello che mi era capitato).
Una curiosità: esiste un farmaco che, nelle occasioni descritte, riesce a bloccare la causa del disturbo che, da quanto ho letto in giro, potrebbe essere l'eccesso di adrenalina?
Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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caro lettore 39503,

i suoi sintomi potrebbero far pensare anche alla sistenza di una disfunzione Veno Occlusiva Cavernosa che impedisce l'ottenimento di adeguata rigidità ed il suo mantenimento .
Esistono parecchi specialisti del settore, seri,
Il nome che lei fa opera prevalentemente nel settore della Fecondazione Assistita.
Cari saluti
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Caro lettore,
da come descrive la sua situazione clinica ,mi sento di condividere a pieno la posizione del collega Garbolino ma anche il collega Pozza pone in rilievo alcuni aspetti del suo problema che devono essere approfonditi ed attentamente valutati. Detto questo ,a Firenze esistono numerosi esperti andrologi che si occupano quotidianamente di queste problematiche ed io sono uno di questi. Le consiglio comunque di chiedere anche un parere al suo medico curante per ricevere eventualmente una indicazione più mirata in modo da consultare , senza sorprese, un "valido" andrologo vicino alla sua reale residenza.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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VICENZA (VI)
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mi sento di condividere le opinioni dei colleghi che mi hanno preceduto