Utente 169XXX
Salve, sono sono una ragazza di 33 anni
da circa due anni convivo con il fastidioso problema delle emorroidi.
Dopo continui dolori e sanguinamento ho effettuato una rettoscopia che ha riscontrato la presenza di emorroidi interne. Ho eseguito la cura datami dallo specialista con l'arvenum ma senza alcun beneficio se non momentaneo.
Ho utilizzato supposte e creme di tutti i generi per alleviare il dolore ma il dolore dopo diversi giorni scompare per poi ricomparire dopo circa 15 gg.
Da qualche mese invece ho notato che il dolore si presenta in coincidenza del ciclo e più esattamente verso la fine del ciclo per rimanere circa una settimana.
Mi era stato detto che se le emorroidi fossero peggiorate mi sarei dovuta sottoporre all'intervento..ma sinceramente ho molta paura dell'operazione e soprattutto della degenza visto che mi hanno detto che è molto dolorosa.
Vi informo inoltre del mio lavoro,dato che lo ritengo il maggiore responsabile di questo problema.
Sono una informatrice, più esattamente consulente dermocosmetica presso le farmacie.Giro tutto il giorno in macchina quindi sto molto tempo seduta o in piedi e mangio sempre in maniera scorretta date le mie pause pranzo precarie e le mie continue cene in alberghi di tre regioni!
Sono sempre stata un'amante del peperoncino e del pepe ma ovviamente da quando ho questo problema lo evito volentieri, il caffè lo bevo solo in un bicchiere di latte la mattina ma ciò a cui nn riesco a rinunciare è il pane o la Coca cola.Purtroppo non riesco a bere tanto per paura di aver sempre bisogno del bagno! Non bevo alcolici nè fumo.
Da diversi mesi sto prendendo il venoruton due o tre bustine da 1000 mg al giorno ma appena noto che il dolore è passato smetto di prenderlo..
Mi sapreste dire cos'altro fare per evitare l'intervento?
Spero appena tornata dalle ferie di poter cmq consultare il medico e appurare il peggioramento del problema con conseguente altra terapia.

Grazie mille.

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
mi sembra evidente che, come Lei stessa conclude, il suo problema richieda un inquadramento più preciso sul piano diagnostico e un'impostazione terapeutica che vada al di là di trattamenti estemporanei e dettati dall'emergenza.
I sintomi riferiti alle cosiddette "emorroidi interne" vanno opportunamente considerati anche in considerazione della concomitanza con certe fasi del ciclo e il giudizio diagnostico andrebbe confortato anche da una valutazione ginecologica ed ecografica.