Utente 170XXX
Buongiorno, in seguito ad una frattura scomposta del 5° metacarpo della mano dx (30gg di gesso con inserimento longitudinale di 2 fili di K) sto incontrando parecchie difficoltà nel recuperare il normale uso del dito mignolo.
Dopo la rimozione del gesso e dei fili di K ho eseguito una radiografia di controllo e i medici hanno confermato una corretta riduzione e calcificazione della frattura escludendo la necessità di fisioterapia specifica (mi hanno consigliato semplicemente di muovere giornalmente la mano in acqua calda salata
Nonostante siano passati ormai più di 50gg dalla rimozione dei fili e del gesso faccio fatica sia a stringere la mano (chiusura a pugno) sia nell'estendere completamente il dito mignolo (che nonostante i mie sforzi resta parzialmente ricurvo).
Ho il sospetto che possa essersi formata un'anchilosi all'articolazione tra la prima e la seconda falange (posizione in cui peraltro non avevo alcuna frattura).
Vorrei sapere cosa posso fare per migliorare e velocizzare il recupero della mobilità del dito mignolo. Esistono esercizi o cure specifiche o l'unica soluzione è reintervenire dal punto di vista chirurgico (cosa che ovviamente preferirei evitare...)? Per un problema di questo tipo posso riuscire ad eseguire da solo esercizi di riabilitazione o è comunque necessario l'intervento di un fisioterapista?
Ringrazio anticipatamente coloro che mi aiuteranno a risolvere il mio problema.

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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

da quello che scrive, mi sembra di capire che è residuata una rigidità parziale dell'articolazione interfalangea prossimale (I.F.P.) del 5° dito: è assolutamente indispensabile un intenso programma di kinesi-terapia attiva e passiva dell'articolazione (altre terapia sono del tutto inutili in queste circostanze), facendosi aiutare eventualmente da un fisioterapista (non è indispensabile, ma potrebbe esserle utile per spiegarle esattamente che tipo si esercizi deve effettuare).

Molto importante, aggiungerei, l'uso (perlomeno durante la notte) di ferule per l'estensione e la flessione "dinamica" della I.F.P. (esercitano una progressiva estensione o flessione dell'articolazione rigida: avendo lei una doppia rigidità, dovrebbe usarle entrambe alternativamente).

Per ovvi motivi (pubblicitari), non posso esplicitarle marche o modelli specifici, ma può rivolgersi tranquillamente ai medici che l'anno curata o a un fisioterapista.

Mi faccia sapere come vanno le cose.