Utente 404XXX
Salve, da circa un anno ho sul petto un Nevo di Sutton, con il caratteristico alone bianco che lo circonda.
Non ho mai utilizzato una protezione solare superiore a quella con la quale solitamente proteggo il mio corpo (normalmente un fattore 8), e mi è capitato spesso che la macchia bianca attorno al neo si arrossi, per poi tornare bianca.
A tal proposito vorrei porre alcune domande:

-E' necessario proteggere il neo ed il relativo alone con una protezione con fattore protettivo più alto rispetto al resto del corpo?

-Inoltre, qual'è indicativamente il periodo perchè il completo riassorbimento e successiva scomparsa dell'alone bianco si compiano?

-Può essere che non avendo protetto adeguatamente il nevo, abbia involontariamente allungato il processo di riassorbimento? (che come ho scritto prima è in corso da più di un anno, e pensavo sinceramente che l'arco temporale necessario fosse decisamente minore)

Grazie mille per l'attenzione e la disponibilità

Cordiali Saluti
[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Sappia il nostro Utente, che purtroppo il Nevo di Sutton esita con un alone acromico (come una vitiligine settoriale o punctata) che solo raramente si repigmenta.

E' consigliabile pe rl'estate adottare per tutto il corpo una protezione adeguata (20 o 30 SPF secondo COLIPA) e a settembre rideterminarsi con il dermatologo per chiarire ulteriori dubbi.

Cari saluti.
Dott. LAINO, Roma
[#2] dopo  
Utente 404XXX

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Innanzitutto la ringrazio per la rapida risposta, ho avuto modo solo ora di collegarmi per poterla ringraziare.

Vorrei chiederle la motivazione per la quale mi suggerisce di adottare per tutto il corpo, e non solo per la zona interessata dal suddetto Nevo, una protezione con un fattore così elevato.

Grazie ancora
[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Un fattore di protezione solare 20 SPF o chimico fisiche ai raggi uva/uvb secondo le regole COLIPA, non costituisce una protezione ELEVATA, ma ADEGUATA e minimamente sufficiente per il sole del Nostro Paese e per le mode esopsitive di questi anni.

Purtroppo le pubblicità e la diffusione errata delle metodologie espositive al sole di questi ultimi decenni ha provocato nell'opinione pubblica, un livello di guardia assai basso nei confronti del SOLE e dei suoi gravi danni - immediati e soprattutto tardivi a carico della pelle.

Protezioni solari SPF come 2, 3, 6, 8 sono da considerarsi vere e proprie burle, per chi le compre e le applica, in virtù di quanto espresso, delle nuove normative internazionali, delle nostre estati tropicali, della variazione dell'atmosfera e soprattutto delle mode dei nostri anni.

il sole è una fonte di vita: cerchiamo di non trasformarla in altro.

cari saluti.
Dott. LAINO, ROMA