Utente 127XXX
Gentile Dottore, sono un ragozzo di 27 anni, non fumo, non bevo, non faccio sport, non faccio uso di droghe, bevo al massimo due tazzine di caffè al giorno, quasi tutto il giorno stò seduto a studiare (facoltà di ingegneria, mi stò specializzando). Da quasi un anno ho degli attacchi che i medici hanno definito attacchi di panico, nel corso di quest'anno ho cercato di analizzarmi per capire effettivamente quello che mi succede in queste terribili occasioni. L'altra sera mi è successo dinuovo, adesso, dopo una decina di attacchi in un anno, sono in grado di dire passo passo quello che mi succede:

- tutto inizia con una sensazione di svenimento, nausea e con tachicardia nello steso tempo, è come se ci fosse qualcuno che accendesse un interruttore che fa andare il cuore più veloce, poi dopo aumenta la pressione. Le prime volte la pressione arrivava anche a 160/90 adesso riesco un pò a gestire la situazione e non mi agito più di tanto, la pressione l'ultima volta era di 149/80. La cosa che ho notato è la tachicardia che fa iniziare tutto il ciclo di malessere. Ieri sera quando è successo avevo la macchinetta della pressione accanto a me, e subito ho misurato i valori: 138/66 con 132 bpm. Con il passare del tempo i battiti sono scesi a 112, poi 106, poi 96, fino a 80.

All'inizio di tutta la storia (circa un anno fa) ho fatto un elettrocardiogramma ed il cardiologo ha rilevato tachicardia sinusale con pressione 160/80, infatti durante l'esame ero agitatissimo e ho avuto un attacco dei miei.
Ieri mattina il medico curante mi ha prescritto l'holter per il cuore, non ho voluto aspettare per la prenotazione ed ho deciso di farlo a pagamento, oggi devo andare ad applicarlo.
Stò iniziando a preoccuparmi, perchè pensandoci bene, la tachicardia e la nausea è sempre quella che fa scatenare tutto, questi attacchi li ho avuti per la prima volta in macchina, mentre guidavo.

Lei dottore cosa ne pensa di questa improvvisa tachicardia? Può essere che i miei 27 anni di inattività sportiva hanno condizionato il mio cuore e la capacità di avere fiato? Infatti alcune volte anche quando faccio le scale mi manca un pò il fiato. Sono alto 1,87 e peso 87 Kg.

Cordialità, grazie di un eventuale risposta.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
In effetti parebbero attacchi di panico, ma appena ha i risultati dell'holter me li invii e saro ' a disposizione per commentarli con lei. Cordialita'. Cecchini
[#2] dopo  
Utente 127XXX

Iscritto dal 2009
Grazie per la velocissima risposta, ho un problema, gli elettrodi dell'holter si staccano per il sudore, sono tornato dal medico che me lo ha applicato e mi ha messo un altro pò di nastro, lui ha detto che la macchina registra lo stesso. Non vorrei che i risultati uscissero sballati per questo motivo, Lei cosa ne pensa? possiamo fare affidamento sulla sensibilità degli elettrodi? posso avvolgermi una calza di mia madre lungo la circonferenza del torace per tenere fermi questi elettrodi?
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
32% attività
20% attualità
16% socialità
PISA (PI)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2009
si, e' un sistema che impieghiamo anche noi. Tenga comunque presente che i moderni registratori sono almeno a 3 canali, per cui anche se un elettrodo ha problemi di aderenza la lettura e' sempre affidabile. Arrivederci
[#4] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
52% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2009
Gentile ragazzo, fermo restando ciò che Le ha indicato il Collega, per quanto riguarda gli attacchi di panico, varrebbe la pena contattare uno psicologo per fare una diagnosi adeguata.
Se fossero infatti attacchi di panico, la terapia più efficace sarebbe la farmacoterapia associata alla psicoterapia.

Saluti,
[#5] dopo  
Utente 127XXX

Iscritto dal 2009
Dottoressa, sono ormai 7 mesi che faccio psicoterapia, e devo dire la verità, i progressi ci sono stati. Prima non uscivo di casa per paura di stare male, oggi sinceramente non me ne frega niente ed esco lo stesso. Certo è, che non sono più il ragazzo di prima, per esempio ho delle serie difficoltà a guidare da solo (adesso stiamo lavorando proprio su questo con lo psicologo). Lui dice che i miei sono attacchi di panico, io dopo tanti mesi non riesco a farmene una ragione, infatti essendo molto razionale non accetto tale diagnosi. Mi dico infaffi, come può un attacco di panico manifestarsi da un momento all'altro anche se ci si trova in condizioni di completo benessere?
Per quanto riguarda i farmaci, ho preso ansiolitici e antidepressivi. Gli antidepressivi solo per una settimana, poi ho mollato perchè stavo peggio. Gli ansiolitici per circa 4 mesi, poi ho mollato anche quelli per paura di diventare dipendente. Praticamente adesso vado avanti con la psicoterapia.
Se sono veramente attacchi di panico, sono molto molto molto invalidanti!!!

Distinti Saluti
[#6] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
52% attività
20% attualità
20% socialità
SESTO SAN GIOVANNI (MI)
Rank MI+ 92
Iscritto dal 2009
"Se sono veramente attacchi di panico, sono molto molto molto invalidanti!!!"

Non posso che darLe ragione, purtroppo...

"come può un attacco di panico manifestarsi da un momento all'altro anche se ci si trova in condizioni di completo benessere?"

Gentile Utente, probabilemnte lo psicoterapeuta Le avrà già spiegato come funzionano i nostri sitemi di allarme.
Quindi il fatto che sia sensato provare ogni tipo di emozione, anche quelle che ci sembrano "disturbanti" (ansia) o "negative" (rabbia). In realtà tutte le emozioni sono utili per la nostra sopravvivenza, sono dei "segnali" per capire cosa ci sta accadendo.
Il problema non è il panico in sè o qualunque altra emozione (ansia, rabbia, paura, tristezza, ecc...) ma capirne il senso e il significato. Ovvero, come dice Lei, perchè arriva quando sono tranquillo a casa mia?

Il lavoro terapeutico serve proprio a questo.

In bocca al lupo!