Utente 170XXX
Pongo il seguente quesito già trasmesso al medico di medicina del lavoro che mi ha consigliato di proporlo allo Specialista in Anestesia e Rianimazione.
Dovendo accingermi a eseguire lavorazioni in locali con atmosfera di azoto con quantità di ossigeno estremamente limitate – previa acquisizione di tute le modalità operative del caso (autorespiratori etc.) – sarei comunque interessato a capire esattamente alcuni aspetti circa i rischi derivanti da ipossia o anossia.
In particolare non mi è chiaro nel caso di inalazione accidentale di atmosfera costituita da azoto con quantità di ossigeno molto scarse:
esattamente dopo quanto tempo si perdono i sensi;
quali altri sintomi si evidenziano;
si producono già effetti dannosi irreversibili contestualmente o prima dello svenimento;
quali interventi di pronto soccorso devono essere posti in atto subito dopo la perdita dei sensi per scongiurare danni irreversibili o peggio la morte.

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Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buona sera, premesso che, mai come in questo caso, non è possibile generalizzare e che non mi è chiaro a che percentuali di ossigeno lei si riferisce quando parla di "quantità limitate", le dirò che il livello di guardia al di sotto del quale si verifica ipossia è del 30% di ossigeno. Al di sotto di questo livello si possono avere vari disturbi la cui gravità comunque molto anche dipende dalle condizioni generali della persona, dalla eventuale concomitanza di patologie ed ovviamente dal grado di carenza di ossigeno nell'ambiente e dal tempo di esposizione a tale ambiente.
L'ipossia cerebrale si manifesta con la perdita di coscienza, che tuttavia può non essere irrecuperabile, mentre l'ipossia miocardica può ingenerare disturbi del ritmo e danno ischemico specie in un cuore in non perfetta efficienza, complicando il quadro.
L'anossia invece porta a morte nel giro di pochissimi minuti.
E' chiaro da tutto ciò la assoluta necessità del rispetto delle norme di sicurezza nell'ambiente del lavoro, ed in caso di incidente bisogna allontanare immediatamente il soggetto dall'ambiente, somministrare ossigeno e farmaci sintomatici a cura di un medico.
Spero di essere stata esauriente nella complessità dell'argomento.
Cordiali saluti