Utente 171XXX
Mia suocera di 69 anni nel mese di aprile in seguito ad alcuni accertamenti scopre che ha l'aorta dilatata a 6 cm e la valvola tricuspide rovinata. I medici ci cinsigliano l'intervento dicendoci che era un intervento importante ma di routine.
Decidiamo di fare l'intervento ma dopo 6 ore di intervento il medico ci riferisce che hanno trovato una situazione delicata e cioe' che tutta l'arteria era lacerata e che la situazione era critica.
Dopo 48 ore dall'intervento ci comunicano che mia suocera aveva avuto un'ischemia sulla parte sinistra del cervello e che quindi la ripresa sarebbe
lunga. I giorni passano ma lei era cosciente a tratti e aveva un insufficienza respiratoria e decidono di farle una trachetomia per farla respirare meglio dopo 24 ore dalla trachetomia ha un riversamento del liquido nel cuore e subusce un secondo intervento che sara' fatale in quanto dopo 30 ore lei muore.
Ora i medici ci dicono che e' morta per un infezione.

Sono due mesi che mi chiedo:

- e' possibile che dopo una tac in contrasto e una coroniocrafia non si sono accorti della situzione dell'arteria?

- si poteva evitare l'ischemia con una cura preventiva? (Mi hanno riferito che esiste la prevenzione ischemica e' vero? )
-

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[#1] dopo  
101860

Cancellato nel 2013
l'angioTC può mettere in evidenza eventuali calcificazioni della parete aortica ma non riesce a prevedere l'entuale insorgenza di complicanze legate alla fragilità della parete aortica. Può succedere purtroppo che il chirurgo si trovi davanti ad una situazione peggiore del previsto. Voglio dire che nel caso di interventi così difficili, come quelli cardiochirurgici, non sempre è possibile prevenire le complicanze. E, inoltre, una volta che le complicanze eventuali si verificano in sala operatoria, non sempre è possibile risolverle.
L'ischemia cerebrale non è suscettibile di cure preventive. Ci possono essere indicatori di rischio, per esempio presenza di placche carotidee, tendenza congenita alla trombosi arteriosa, iperpiastrinemia...., che possono determinare un aumento di rischio di ictus. Ma non ci sono cure preventive, se non la somministrazione cronica di aspirina nei pazienti a rischio o già colpiti da ictus.
L'intervento sull'aorta è un fattore di rischio per ictus, in questo caso legato all'intervento. La somministrazione preventiva di aspirina non sarebbe servita a nulla.
Spero di essere stato esaustivo.
Saluti