Utente 578XXX
Buona sera, sono un ragazzo di 28 anni. Ho da alcuni anni le cosiddette vene varicose ad entrambi gli arti inferiori (in famiglia siamo soggetti). Dal momento che gioco a calcio a livello agonistico e dal momento che non mi hanno mai dato alcun problema non ho fatto alcun controllo fino a pochi giorni fa. Riporto di seguito l'esito della visita a cui mi sono sottoposto in modo da poter avere qualche consiglio sul da farsi.
"Bilateralmente i vasi esaminati dal circolo venoso profondo (vv.iliache,femorali, polpitee, tibiali) risultano pervi, ben comprimibili a tutti i livelli e normali per morfologia e flusso; in particolare non si evidenziano segni compatibili con TVP acuta e pregressa. A dx la grande safena è discretamente ectasica(5.5mm)e nettamente insufficiente alle manovre di attivazione. La picola safena è indenne. Si rileva una perforante di Cockett lievemente ectasica e insufficiente alle manovre di attivazione in sede clinicamente apprezzabile. A sx la grande safena è pervia, discretamente ectasica e insufficiente a partire dall'ostio femorale. La piccola safena è indenne. Non si rilevano perforanti insufficienti.Conclusioni diagnostiche:Varici arti inferiori da insufficienza della grande safena dx e sx. Vorrei chiedere parere a voi su:
1)cosa è consigliabile fare (operare?presto?)
2)sulle eventuali conseguenze a non effettuare alcun intervento
3)eventuali controindicazioni con l'attività sportiva.
Grazie per l'attenzione e per il servizio offerto

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
le indicazioni che ci chiede possono essere individuate sulla base dell'integrazione dei rilievi anamnestici, clinici e strumentali che richiederebbero inevitabilmente una osservazione dal vivo.
Lei ci sottopone un tema molto dibattuto: tutte le varici devono essere operate?
In realtà le manifestazioni varicose dei soggetti giovani di sesso maschile sono per lo più ben tollerate e solo raramente danno luogo a complicazioni, potendo addirittura rientrare nella "normalità anatomica" nei soggetti dediti ad intense attività sportive.
In questo caso abbiamo tuttavia il rilievo strumentale di alterazione funzionale (incontinenza, anche se verosimilmente non associata a vistosi reflussi), che imporrebbe provvedimenti di tipo chirurgico in relazione alla inevitabile progressione ed estensione delle manifestazioni cliniche, nonché al tipo di attività sportiva esercitato e potenziali interferenze di tipo traumatico.
Si tratterebbe infine di individuare il tipo di tecnica e l'estensione da applicare al suo specifico caso.