Utente 172XXX
a seguito di circa 3 giorni di influnza con forte vomito, e cura con antibiotico per 5 gg, avvertivo dopo 1-2- gg un forte dolore al tatto in entrambi i testicoli e così ho fatto un ecografia:testicoli di grandezza normale, didimo ed epididimo a struttura omogenea, modesta dilatazione del plesso venoso, modico idrocele a sinistra (in poche parole mi hanno detto che era del liquido infiammato che mi provocava del dolore e probabilmente dovuto all'influenza). con una cura di 10 gg con un antinfiammatorio, è passato il dolore.
dopo circa 2-3 gg notavo dei fagiolini ingrossati nell'inguine a sn e il medico mi ha consigliato subito un eco perchè un pò grandicelli al tatto;risposta eco: in sede inguinale si apprezzano formazioni nodulari ipoecegene di circa 12,2 - 14,1 - 9,0 - 8,4 (mm), a margini regolari, senza tessuto perinodale flogistico(linfoghiandole)
nel premettere che non mi danno dolore, volevo sapere se i 2 eventi sono collegati e se mi devo preoccupare per i noduli visto che non ho capito se stanno funzionando da spazzini o c'è qualcosa in atto. Il medico mi ha un pochino rassicurato dicendo che sono a margini regolari. attualmente sto prendendo un antinfiammatorio per 10 gg e poi mi devo rivedere col medico di base. ma per quanto tempo saranno ingrossati? se rimangono ingrossati cosa significa? possiamo parlare di un processo infiammatorio in corso se comunque il dolore ai testicoli è praticamente scomparso? certo di un vostro riscontro si ringrazia anticipatamente

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[#1] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
Le cause di un ingrossamento linfonodale sono svariate. Pensa ad essi come a una stazione di Polizia locale, spesso si mette in allarme per qualcosa che poi, in fin dei conti, si rivela di poco conto.

La causa più logica, dalla tua storia, sembrerebbe proprio essere la recente infiammazione che ne ha causato l'"attivazione". Altri caratteri che sembrerebbero tranquillizzanti sono la superficie liscia e i margini regolari.

Tutto sommato mi trovo d'accordo con il tuo Medico di Medicina Generale: antiinfiammatori leggeri (Ibuprofene) e "attesa vigile". Se i loro caratteri dovessero cambiare (aumento delle dimensioni, aderenze tra loro), se comparissero sintomi come sudorazione, febbricola, pallore inspiegabile, pruriti o se dovessero permanere per più di 4 settimane, il tuo Medico di Medicina Generale ti potrebbe consigliare un esame del sangue per cercare tracce di una reazione anticorpale o chiedere la consulenza di un ematologo per organizzare una biopsia e chiarirsi le idee in modo definitivo.
[#2] dopo  
Utente 172XXX

Iscritto dal 2010
grazie dott. per il tempestivo intervento, "quasi rassicurante." comunque oggi sono andato dall'urologo e mi ha detto che bisogna ripartire con antibiotico e anfinf. perchè cè ancora infiammazione in corso. la terrò informata.
[#3] dopo  
Utente 172XXX

Iscritto dal 2010
egr. dottore, ho fatto altre 2 ecogr. a distanza di un mese, (tra le due l'urologo mi ha dato come cura orudis e umidrox perchè avevo ancora dolore ai testicoli per un po di liquido infiammato)e nell'ultima 5 gg fa, il linfonodo piu grande è passato da 2,4 mm a circa 2mm, (nell'esito stava scritto non significative modificazioni rispetto alla precedente ecog.)
anche se è vero che per ritornare alle dimensioni originali, a volte i tempi sono molto lunghi, o addirittura rimangono tali, per tranquillizzarmi l'urologo mi ha prescritto:
un emocromo completo con formula o addirittura, ma poi si vede, la biopsia.
un ecog. di controllo, in assenza di dolori, la devo fare tra 2 mesi.
mi chiedevo se il fatto che i linfonodi non sono aumentati in dimensioni in questi 2 mesi è un dato significativo e mi deve far stare più tranquillo?
se c'è qualcosa di grave in due mesi dovevo avere sintomi particolari?
[#4] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
Non è una risposta semplice. Per "cose gravi" immagino che Lei pensi principalmente a problemi di tipo tumorale. In quel caso non è possibile prevedere se i linfonodi sarebbero aumentati di un volume percepibile in quel lasso di tempo perché sarebbe dipeso da molti fattori, età, tipo di tumore e sua origine, aggressività delle cellule che lo componevano, condizioni cliniche intercorrenti che influenzino la reattività dell'organismo...

In linea di massima si tende a pensare al linfonodo neoplastico come a una massa molto dura, non dolente e che, prima o poi, tende a formare delle aderenze con gli altri linfonodi adiacenti formando delle masse bitorzolute e, quasi sempre, a formare delle aderenze con pelle e connettivo circostante perdendo quindi la propria mobilità. In linea di massima, dunque, sembrerebbe che i Suoi linfonodi non abbiano questo comportamento ma, come detto, non succede sempre così.

Una riduzione di dimensioni dei linfonodi, invece, è solitamente di significato favorevole ma quando si parla di formazioni così piccole (2 - 2,5mm) l'ecografia ha dei limiti e non escluderei del tutto che ci sia stata, prima o dopo, un'imprecisione di valutazione da parte dell'ecografista o un'interferenza di qualche struttura vicina nella trasmissione degli echi.

Ho voluto fare l'avvocato del diavolo, me ne rendo conto, ma, nell'incertezza, c'è sempre la biopsia. E' comunque spesso vero che i linfonodi si riducono di dimensioni in misura minima o per nulla, quindi il Collega ha dato un'informazione corretta.

Auguri :)