Utente 270XXX
Buongiorno
Cercherò di essere il più breve possibile ma non credo sarà facile. Ho 41 anni e dall'età di 23 soffro di ripetuti episodi di Fibrillazione Atriale. Premettoche questa Fibrillazione mi è stata diagnosticata solo nell'aprile 2004 mediante un Holter. Prima di allora nel corso di 18 anni ho fatto esami continui ECG, ECG sotto sforzo,visite cardiologiche ed ECOCARDIOGRAMMA senza che le Fibrillazioni risultassero effettivamente. Premetto che sono di Roma e ho eseguito i vari controlli presso l'Istituto di Chirurgia del Cuore e dei Grossi Vasi dell'Università di Roma presso più cardiologi ai quali ho sempre esposto i miei problemi in esttremo dettaglio. Nell'arco di 18 anni nessun cardiologo si è mai preoccupato di farmi fare un Holter nè nessuno ha mai sospettato fossero episodi di Fibrillazione Atriale. Tutti dicevano si trattasse di extrasistole di origine nervosa. Nell'arco di questi 18 anni ho provato più volte a recarmi in un centro per effettuare un ECG nei momenti in cui avvertivo l'aritmia, ma, al momento di sedermi sul lettino le aritmie scomparivano. Pertanto ho iniziato a conviverci. In questi 18 anni ho praticato a livello amatoriale qualsiasi sport senza perarltro accusare disturbi se non quello mentale di avvertire il battito irregolare che mi causava pensiero soprattutto nel calcetto in quanto avvertendo la sensazione del battito irregolare frenavo il mio impulso ad effettuare eventuali scatti più dispendiosi. Nel 1998 ho fatto un Ecocardiogramma da cui è risultato tutto nella norma a parte: "Valvola mitralica con movimento speculare del lempo post.; allineamento dei due lembi sul piano atrio-ventricolare durante le telesistole; il PHT è <65 msec; insuff. di grado emodinamicamente non significativo." e "Valvola tricuspide con allineamento dei lembi sul piano atrio-ventricolare durante le telesistole; insuff. di grado emodinamicamente non significativo".
Ho continuato ad avere Fibrillazioni che tengo a precisare, nel corso degli anni sono diventate sempre più frequenti e prolungate, nel senso che inizialmente duravano qualche ora poi diversi giorni. La frequenza cardiaca in fibrillazione non è mai stata elevatissima, diciamo a riposo 80/90 battiti al massimo, pulsazioni che andavano piano piano diminuendo sino ad arrivare ad una media di 78/76 per poi tornare in ritmo sinusale 68/72. Premetto che sono un tipo fortemente emotivo e che ci sono stati periodi in cui gli episodi erano frequenti e lunghi e periodi in cui erano assenti. Prima di sposarmi ad esempio nell'estate del 2003 ho avuto frequenti e lunghi periodi di fibrillazione a cui però ormai non facevo più caso perchè ci convivevo. Prendevo in alcuni casi qualche goccia di Lexotan che non mi faceva sparire il disturbo ma, diciamo mi tranquillizzava. Sono andato in viaggio di nozze e tengo a far presente che durante quel periodo le Fibrillazione erano assenti, mai avute, ero alla Maldive, circumnavigavo l'Isola in Canoa, ma mai nessun episodio. Tornato dal viaggio entro breve tempo ho ricontinuato ad avere episodi. Poi da solo senza nessun parere medico ho deciso di mettere l'Holter il quale mi ha verificato l'esistenza di: "Aritmia totale da fibrillazione atriale con frequenza ventricolare media di 90 bpm. Frequenti RR lunghi, il più lungo deu quali di 2000 msec; non pause. Fenomeni di aberranza di conduzione. Limitatamente alle derivazioni esplorate e alla frequenza massima raggiunta dal paziente (134 bpm in corso di salita di rampe di scale a tre gradini la volta) non si osservano modificazioni significative e/o specifiche della ripolarizzazione ventricolare"
Terminato questo Holter mi èstato detto se facevo cura anticoagulante. Alla mia risposta negativa mi è stato detto da quanto tempo avevo queste cristi. E ho spiegato quanto sopra già espostovi. Ho fatto un Ecocolordopller cardiaco nel maggio 2004 che riportava tutto nella norma tranne "Lembi valvolari lievemente ispessiti con lieve ed incostante posteriorizzazione del foglietto posteriore" "Lieve rigurgito valvolare mitralico; minimo rigurgito valvolare tricuspidale con normale pressione sistolica in arteria polmonare" "A livello del setto interatriale si apprezza un piccolo shunt sinistro destro come da forame ovale pervio".
Detto tutto ciò ho sentito almeno 6 cardiologi di elevata esperienza e professionalità. Ognuno mi ha detto la sua versione: Spesso l'esatto contrario degli altri. Ognuno che contestava l'altro. L'unica cosa dove forse quasi tutti si trovavano d'accordo era quella di intraprendere una terapia anticoagulante. Per il resto farmaci aritmici si farmaci aritmici no, betabloccanti si betabloccanti no, dose di carico di propafenone, o idrochinidina durante gli episodi di fibrillazione e basta oppure terapia preventiva con flenicaide. Ho la testa nel pallone anche perchè ormai sono informatissimo su tutti gli effetti collaterali dei vari farmaci.
Vorrei avere qualche consiglio al riguardo facendo presente che fino a due msei fa nonostante gli episodi frequenti e lunghi di fibrillazione conducevo una vita normalissima in cui non mi facevo mancare nulla e ora sono terrorizzato! La pressione in fibrillazione e non è sempre 120/80.
Grazie anticipatamente
Mario

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[#1] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
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TORINO (TO)
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il suo problema clinico non mi pare drammatico anche se la fibrillazione atriale può essere particolarmente fastidiosa. Quello che invece mi pare più importante è il fatto che ha consultato troppi specialisti! Si affidi ad uno e uno soltanto che le da maggior fiducia e segua i suoi consigli...

cordialmente

Dr Actis Dato
cardiochirurgia
Molinette di Torino
[#2] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2004
Grazie per la risposta. In effetti la fibrillazione atriale che ho è particolarmente fastidiosa. Soprattutto considerando il fatto che mi dura diversi giorni e si verifica ogni 7/10 giorni. Purtroppo è vero ho sentito diversi cardiologi. Ma ciò è stato dovuto al fatto che i primi che ho sentito a seguito dell'holter mi hanno terrorizzato riguardo i rischi di embolia. Così ho voluto sentire altri pareri. Malauguratamente gli specialisti sono andati troppo in contrasto tra loro soprattutto in base alla terapia con antiaritmici e ablativa. Entrambe con elevati effetti gravi collaterali. Quindi come anche dice lei essendo un problema clinico non drammatico la domanda che mi sorge immediatamente è quello riguardo ai rischi/benefici. Purtroppo attualmente visto i contrasti tra gli specialisti nessuno è riuscito a conquistare la mia fiducia e attualmente sto facendo esclusivamente una terapia con anticoagulante Sintrom 2 mg al giorno INR 2/3. La mia paura è che avendo questi ripetuti episodi di fibrillazione il cuore posso col tempo risentirne, l'atrio ingrandirsi e causare problemi. Poi soprattuto considerando il fatto che sono uno sportivo per cui anche normalmente effettuo spostamenti rapidi che causano aumenti dei battiti cardiaci durante la fibrillazione.
Che ne pensa dei betabloccanti? Visto che ho il sospetto che questa fibrillazione possa avere origine da un situazione adrenergica? E un' altra domanda: secondo lei posso fare sport durante gli episodi di fibrillazione?
Grazie molte anticipatamente
Cordiali saluti e buon lavoro